Gambling With the Devil
Autore: Rok Klemše
Artista: Helloween
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2007
Gli Helloween non hanno certo bisogno di presentazioni. Alle spalle hanno una carriera di quasi venticinque anni che li ha incoronati pionieri e una delle più grandi formazioni del power metal europeo, capace di sfornare già dodici album in studio. Ora ci troviamo davanti a “Gambling With the Devil”. I tenaci e testardi tedeschi hanno superato dal 1983 un sacco di crisi, causate soprattutto dagli addii di membri chiave, che hanno portato a continui cambi di formazione, e per finire ci sono anche un po’ di uscite scadenti o nella media, che tra i fan non hanno lasciato proprio un bel ricordo. Molti non hanno mai accettato Andi Deris, che ha preso il posto del leggendario Michael Kiske, qualcuno non ha digerito nemmeno l’addio di Kai Hansen, ma il proseguimento della saga delle chiavi nel 2005 con “The Keeper of the Seven Keys pt. III – The Legacy” ha annunciato il grande ritorno delle Zucche. I fan, con quel disco, si sono spaccati di nuovo: c’è chi ha portato “The Legacy” alle stelle e chi invece gliele ha cantate di santa ragione. “Gambling With the Devil” spazza via anche gli ultimi dubbi e chiude la bocca a tutti gli scettici e perfino agli invidiosi.
Per gli Helloween il azzardo ha pagato: le carte erano dalla loro parte, la roulette ha girato nel verso giusto, a fare il colpo grosso ci ha pensato il diavolo in persona, e ci ritroviamo davanti uno dei migliori lavori delle Zucche tedesche. “Gambling With the Devil” prende i momenti migliori dell’aggressivo e heavy “The Dark Ride” (2000) e condisce il tutto con l’atmosfera fantasticamente epica e mistica di “The Legacy”. Gli Helloween sono noti per essersi concessi in passato parecchie scappatelle sperimentali, che di solito non hanno pagato granché. Stavolta invece ci servono esattamente quello che aspettiamo da loro con più piacere e a cui siamo abituati: power metal puro e incontaminato, al massimo livello qualitativo. Rispetto ai dischi precedenti, “Gambling With the Devil” è molto più aggressivo, incentrato sulle chitarre e compatto, e i pezzi raggiungono standard qualitativi altissimi anche negli arrangiamenti. Le canzoni sono come sempre ultra-contagiose, ma stavolta anche più serie, e il classico elemento “happy, happy Helloween” resta meno in primo piano, anche se i ragazzi non sarebbero loro se non si fossero sfogati un po’ anche su quel fronte. L’elemento “happy” lo porta il saltellante “filler” (il titolo giusto per il singolo) Can Do It, di cui avremmo potuto fare tranquillamente a meno, anche se la sua melodia è contagiosa come l’ebola. Uno dei motivi principali per cui “Gambling With the Devil” si merita lodi così alte è il cantante Andi Deris. È difficile da credere, ma Andi a ogni nuovo disco degli Helloween si supera ancora, e credo di potermi sbilanciare dicendo che su “Gambling With the Devil” Deris ha cantato addirittura la miglior performance della sua invidiabile carriera con gli Helloween. Che si tratti degli acuti in Kill It, delle tonalità medie in cui passa senza problemi dalle note alte a quelle più basse, o del suo (già collaudato) camaleontismo, che stavolta sorprende con dei growl estremamente aggressivi, quasi thrash, a dimostrazione che Andi è impeccabile. È impossibile che una voce già così buona possa migliorare ancora con gli anni – che si parli di altezza, tonalità, espressività, energia – lo stile di Deris è perfetto. Ottimo lavoro anche dei chitarristi Michael Weikath e Sascha Gerstner, che hanno scritto riff eccellenti e thrashy, i quali risaltano alla grande in quello che è forse il pezzo più aggressivo delle Zucche finora, Kill It (un opener pazzesco, che può tranquillamente giocarsela con Eagle Fly Free o Mr. Torture), poi nella prelibatezza epica The Saints, che ricorda All Over the Nations di “The Dark Ride”, oppure nella perfezione power metal pura con l’intro epico di Dreambound, seguito da un attacco di doppi assoli da brividi che Weiki e Sascha si passano come se niente fosse. Con tutto ciò gli Helloween non sarebbero gli Helloween se non mettessero nell’album anche una ballad, che per fortuna sanno scrivere così bene da non farle grondare formaggio neanche per sbaglio. As Long As I Fall sa di erede della ballad If I Could Fly, e poi ci sono le ottime Final Fortune e Fallen To Pieces, con un ritornello davvero altezzoso. Impeccabile anche la sezione ritmica. Dani Löble con il suo picchiare vario dimostra senza dubbio di essere uno dei migliori batteristi che gli Helloween abbiano avuto tra le loro fila, perché nella sua dimostrazione sta senza problemi al fianco dell’ex batterista degli Helloween Uli Kusch (oggi di nuovo con i Mekong Delta). Su “Gambling With the Devil” Löble è riuscito a infilare e “imporre” ancora più soluzioni batteristiche variegate, frutto della sua grande conoscenza, e la sua prova è salita di un altro gradino rispetto al battesimo del fuoco vissuto con “The Legacy”. Purtroppo il basso funky e groovy di Markus Grosskopf stavolta non emerge altrettanto, però le linee che affiorano in superficie sono limate in modo tipicamente helloweeniano. La produzione di Charlie Bauerfeind, storico maestro del suono degli Helloween, a parte questa lieve pecca è di nuovo brillante, cristallina e tira fuori dall’essenza attuale degli Helloween solo il meglio.
Che sia epico, melodico, aggressivo, cazzaro, “Gambling With the Devil” ha tutto. È vero, non porta chissà quale evoluzione degli Helloween, ma ci ritroviamo di nuovo davanti al suono marchio di fabbrica e fondamentale degli Helloween moderni e a una delle migliori uscite della loro “Deris era”, che nel lettore girerà ancora un’infinità di volte. Ora però devo scappare, Belzebù ha appena interrotto la partita a carte. Ve la sentite anche voi di sfidare il Diavolo al gioco d’azzardo?
Formazione
Andi Deris – kitara
Michael Weikath – kitara
Sascha Gerstner – kitara
Markus Grosskopf – bas
Dani Löble – bobni
Produzione
Charlie Bauerfeind
Tracklist
1. Crack The Riddle (Intro) 00:57
2. Kill It 04:13
3. The Saints 07:06
4. As Long As I Fall 03:41
5. Paint A New World 04:27
6. Final Fortune 04:46
7. The Bells Of The Seven Hells 05:22
8. Fallen To Pieces 05:52
9. I.M.E. 03:46
10. Can Do It 04:30
11. Dreambound 05:57
12. Heaven Tells No Lies 06:56