Garden Party

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Marillion
Etichetta: EMI Records
Uscita: 1983
Durata: 25:58
Voto: 4.5/5

“Garden Party (sottotitolo The Great Cucumber Massacre)” è stato il terzo singolo dei Marillion pensato per promuovere l’esordio “Script For a Jester’s Tear (1983) e l’ultima uscita con la loro formazione originale in studio. Il giullare di corte, marchio di fabbrica dell’era Fish dei Marillion, in copertina (firmata dal mitico designer Mark Wilkinson) da emarginato triste e un po’ matto si è trasformato in un buffo borghese-cetriolo, che calza a pennello con l’atmosfera di una delle cose più giocose di tutta la carriera di questa leggendaria band di rock progressivo, e che nella versione in vinile da 12 pollici trovi in versione integrale.

Chi non si ricorda l’indimenticabile video promozionale in cui i membri della band, a parte il sempre serioso chitarrista Steve Rothery nei panni di un pastore anglicano, fanno i monelli di paese che si imbucano senza invito alla garden party dell’alta società britannica e alla fine, con le loro marachelle, combinano un caos totale? In questo video, al posto del batterista originale Mick Pointer (dal 1995 nella band Arena), in calzoncini corti compare il leggendario ex batterista dei Camel Andy Ward. Ward, a cui per un periodo brevissimo seguirono John Marter (a volte scritto anche Martyr) e Jonathan Mover (poi nel supergruppo GTR), nei panni di membro dei Marillion resistette meno di un mese, perché era tormentato da problemi cronici di depressione e ansia.

A causa del suo improvviso crollo nervoso furono costretti ad annullare perfino le date rimaste del tour nordamericano. Per fortuna con gli anni si è ripreso, ma i suoi giorni da batterista di studio attivo erano più o meno finiti. Dopo i fallimentari e brevissimi episodi con Marter e Mover, su iniziativa di Fish lo sostituì Ian Mosley (ex-Steve Hackett, Curved Air), un altro batterista di culto che si rivelò la scelta giusta, visto che è ancora oggi nei Marillion. Col suo arrivo i guai con i batteristi, che avevano segnato il 1984, finirono una volta per tutte.

“Garden Party” è un pezzo segnato da un testo da cabaret, da arrangiamenti di synth birichini e da capricci ritmici scalpitanti alla batteria, che danno vita a una fusione prog rock spassosissima e originale. Anche stavolta non mancano i tanti assoli di chitarra e tastiere di spicco tra Steve Rothery e Mark Kelly. Sempre in primo piano, ovviamente, l’indimenticabile interpretazione vocale di Fish, spudoratamente da monello. Particolarmente divertente il passaggio in cui Fish nei versi descrive le attività segrete preferite della allegra brigata e salta fuori la famosa parolaccia con la f, che nella versione da 7 pollici del singolo era stata censurata (cioè sostituita con un’altra parola), mentre nella versione da 12 pollici (la stessa dell’album) per fortuna di questa figuraccia da perbenisti non c’è traccia. Alla fine il pezzo prende una svolta tutta sua e passa a un tempo veloce, con cui i Marillion chiudono questo “grande massacro dei cetrioli”.

Sul lato A del singolo da 12 pollici, il cui pezzo forte è la versione integrale dell’evergreen appena descritto, trovi la versione dal vivo di “Charting the Single”, registrata alla Hammersmith Odeon, mentre “Margaret”, l’inno nazionale scozzese non ufficiale, allungato fino a più di dodici minuti, è stato registrato, come ci si aspettava, durante un concerto a Edimburgo. “Margaret” era un medley composto da due brani folk tradizionali scozzesi, “The Bonnie Banks o’ Loch Lomond” e “Marie’s Wedding”. Nell’era Fish, ai concerti in Scozia, spesso lo suonavano come bis, con grande gioia dei suoi connazionali.

“Garden Party” spicca parecchio tra i classici di “Script For a Jester’s Tear”: al contrario della natura cupa di quell’album di culto, ha uno spirito decisamente positivo e da festaiolo, quindi non sorprende che ancora oggi sia uno dei loro classici più amati e uno dei pochi dell’era Fish che ogni tanto trova la strada della scaletta dei concerti. Con la sua indole solare, il ritmo semplice, saltellante e costante e il testo irriverente sulla decadenza dell’alta borghesia britannica e sul suo snobismo, resta un pezzo spassosissimo, che per la prima volta ha mostrato i Marillion come eccellenti intrattenitori musicali con un senso dell’umorismo affilato.

Formazione

Fish – voce
Steve Rothery – chitarra
Mark Kelly – tastiere
Pete Trewavas – basso
Mick Pointer – batteria

Produzione

Nick Tauber

Tracklist

1. Garden Party (Full version)
2. Charting the Single (Live version, London Hammersmith Odeon, April 18 ’83)
3. Margaret (Full live version, Edinburgh Playhouse, April 7 ’83)

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