Gazeuse!

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Gong
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1976
Durata: 39:46
Voto: 5/5

“Gazeuse!” è il primo album dei Gong nato sotto il comando del leggendario batterista francese Pierre Moerlen, purtroppo scomparso. Negli USA uscì col titolo “Expresso”, così ai “semplici” americani non avrebbe dato fastidio quella parola francese per indicare l’acqua gassata, o la soda. “Gazeuse!” portava avanti l’indirizzo jazz fusion pieno di temperamento già annunciato nell’ottimo predecessore “Shamal” (1975), un indirizzo a distanza di anni luce dal vecchio space rock psichedelico guidato dall’eccentrico Daevid Allen, anche se i due capitoli condividevano una storia comune. Il disco era un ulteriore passo avanti nell’esplorazione moerleniana di forme di jazz rock fusion melodiche e tecnicamente rifinite, in cui evitava sia l’eccesso di complicazioni compositive sia le improvvisazioni tirate per le lunghe, tipiche invece della maggior parte delle formazioni affini. A differenza di quanto fatto in passato, è interamente strumentale e senza un briciolo di mantra psichedelici.

Il vero marchio di fabbrica dei Gong di Moerlen nel loro approccio al jazz fusion, che si sente per tutto l’album, era l’uso massiccio di percussioni di ogni genere, con in testa xilofono, marimba e vibrafono: il risultato è un suono insolitamente caldo e melodico per ogni pezzo, con una leggera spruzzata di world music. Evitando le improvvisazioni fiume, i Gong di Moerlen erano tra le formazioni jazz fusion più melodiche del loro tempo.

Già prima dell’uscita di “Shamal” Moerlen aveva dovuto farsi una ragione dell’addio del leggendario chitarrista fuori di testa Steve Hillage, ma non lo pianse a lungo, perché riuscì a portare nei suoi ranghi il gran maestro della chitarra jazz rock fusion Allan Holdsworth (ex-Igginbottom, Tempest, Nucleus, Soft Machine, The New Tony Williams Lifetime). Con il suo stile unico, quest’ultimo combaciava alla perfezione con i piani di Moerlen per costruire una forma di jazz fusion tutta sua, riconoscibile da lontano. La tecnica chitarristica tutta particolare di Holdsworth, che grazie all’uso frequente di tocchi morbidi alternava in simultanea accordi pieni e arpeggi, si adattava a un’ampia tavolozza di stili: da maniere quasi hard rock alle classiche improvvisazioni jazz, fino a scivolare nel melos latino con l’aiuto della chitarra acustica. Il fenomeno della chitarra, unico inglese in mezzo ai francesi, in questo disco ha aggiunto al suo repertorio anche violino e pedal steel, cosa che per lui era più l’eccezione che la regola. La continuità storica era garantita dal sassofonista e flautista Didier Malherbe, l’unico membro rimasto dei Gong originali di Allen. La sezione percussiva, varia e ricca, era costruita dal futuro percussionista di Miles Davis e Weather Report Mino Cinelu, dall’allora ragazza di Moerlen Mireille Bauer e dal suo fratello minore Benoit, che sarebbe diventato membro fisso della maggior parte delle future incarnazioni del gruppo.

La maggior parte dei brani dell’album porta la firma di Moerlen e Holdsworth. Fa eccezione la conclusiva “Mireille”, scritta dall’ex bassista dei Magma Francis Moze. Già con la prelibatezza d’apertura “Expresso” la combriccola di Moerlen porta l’ascoltatore in mezzo a un’ampia distesa di percussioni mosse ma intrecciate con raffinatezza, tra le quali ogni tanto si infilano le frasi e gli assoli incisivi della chitarra di Holdsworth e gli assalti pieni di temperamento del sassofono di Malherbe. Il risultato finale è un’atmosfera eccezionalmente calda, dove la perfezione strumentale e tecnica ammicca a un livello invidiabile di melodia, con la giusta dose di imprevedibilità ritmica fusion.

“Night Illusion” è il capolavoro compositivo di Holdsworth, dove il gran maestro della chitarra, con assoli struggenti e giocando con spiritose frasi chitarristiche, dimostra in modo vivido perché ancora oggi sia tra i chitarristi più stimati del jazz fusion. Le sue mosse piene di temperamento e gli assalti batteristici di Moerlen sullo sfondo vengono placati dai delicati ornamenti di vibrafono e marimba. Questi ultimi trovano la loro massima espressione nell’epica avventura di dieci minuti “Percolations, Pts. 1 & 2”, dove con l’aiuto delle percussioni e di qualche inserto di sassofono costruiscono una serie di melodie esotiche e ipnoticamente seducenti, creando un’atmosfera orientale di prima qualità. Con un improvviso passaggio a un tempo più veloce, su impulso della batteria di Moerlen si inserisce piano piano con gli strumenti tutta la sezione percussiva, tessendo una delle composizioni più riuscite, a livello ambient e ritmico, di tutta la storia della band. Ma tutta questa varietà percussiva non è niente in confronto all’assolo finale di Moerlen, davanti al quale sbaveranno tutti quelli che hanno un debole per gli dei della batteria.

Holdsworth torna in grande stile con la sua chitarra elettrica su “Shadows Of”, dove detta il tempo di questa composizione strutturalmente curatissima, in cui si trovano anche alcune ottime improvvisazioni al flauto di Malherbe. Il gran maestro della chitarra, con il suo assolo supersonico in cui gli arpeggi volano come se ci fosse una scommessa in ballo, dimostra ancora una volta la combinazione di velocità eccezionale e orecchio sottile per la melodia, senza mai cercare di mettere in ombra gli altri strumentisti. Nella seconda parte questa composizione splendida ha una svolta interessante: a una breve pausa segue una sezione drammatica con un tocco latino, di cui è “colpevole” la chitarra di Holdsworth insieme all’uso scatenato delle percussioni. “Esnuria” è un’altra stravaganza percussiva da mozzare il fiato, sotto la dinamica bacchetta batteristica di Moerlen mentre Holdsworth e Malherbe, con i loro passaggi infuocati di chitarra e di sassofono, spazzano via di nuovo la concorrenza. Spiritosi ornamenti etnici smorzano il tutto e tengono viva un’atmosfera magica.

La creazione conclusiva di Moze, “Mireille”, è una ballata delicata dedicata alla percussionista e compagna di Moerlen e, per i buongustai di jazz fusion, senza dubbio il brano meno interessante del disco. Con accordi malinconici di chitarra acustica e tocchi delicati al pianoforte creano una melodia piacevole ed estremamente fragile, che scioglie con facilità il cuore anche della ragazza più algida. Come dettaglio piccante, aggiungo che pare che Moze abbia soffiato a Malherbe la sua protetta poco dopo l’uscita dell’album, senza che quest’ultimo se la prendesse più di tanto, cosa che negli anni Settanta era un po’ tipica, soprattutto quando di mezzo c’erano i francesi.

Con “Gazeuse!” i Pierre Moerlen’s Gong hanno creato uno dei loro lavori più notevoli. Questo capolavoro di jazz fusion costruito su percussioni di ogni tipo brilla per una generosa dose di melodia e per quel calore ambient che la combriccola di Moerlen sapeva evocare nei suoi momenti migliori, sostenuta dalle opere d’arte chitarristiche di Holdsworth, da lasciare senza fiato. Se “Shamal” era ancora in molti aspetti un album di transizione tra due mondi musicali, “Gazeuse!” è diventato il metro di paragone per tutti i successivi album dei Gong jazz fusion di Moerlen, che negli anni seguenti avrebbero portato nelle loro file, come se ci fosse una scommessa, solo nomi di punta e già affermati.

Formazione

Pierre Moerlen – batteria, vibrafono, marimba, timpani, glockenspiel
Allan Holdsworth – chitarra, violino, pedal steel
Mireille Bauer – vibrafono, marimba, glockenspiel, tom-tom
Benoît Moerlen – vibrafono
Didier Malherbe – sax tenore, flauto
Francis Moze – basso, gong, pianoforte
Mino Cinelu – percussioni

Produzione

Dennis MacKay

Tracklist

1. Expresso
2. Night Illusion
3. Percolations (1 & 2)
4. Shadows Of
5. Esnuria
6. Mireille

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