Ghost Asylum
Autore: Rok Klemše
Artista: Nephthys
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: year
Voto: 4.5/5
Nefti è una dea egizia, la dea del lutto e simbolo del passaggio alla vita ultraterrena. Tra le divinità egizie più importanti, faceva da »infermiera« al faraone: vegliava sulla sua salute, lo difendeva dai nemici (che, se aveva la sindrome premestruale, riduceva in cenere) e giocava un ruolo chiave nel suo passaggio al regno dei morti. La formazione symphonic black/death metal di Novo Mesto, i Nephthys, invece, si cala nei panni dell’»infermiera« nel manicomio degli spiriti, sul loro debutto uscito l’anno scorso, Ghost Asylum.
Dopo il lungo e raggelante intro sinfonico Behind the Asylum Walls, che costruisce con successo l’atmosfera cupa di un disco concettuale (?), i Nephthys ci spingono dietro i grigi muri di cemento di un manicomio abbandonato, dove negli ampi corridoi vagano le oscure forze degli spiriti dei pazienti che lì sono morti. Uno di loro è anche il protagonista della storia, finito nelle viscere dell’edificio per via di una rabbia psicotica con cui i Nephthys ci aggrediscono senza pietà non appena l’intro finisce. E che aggressione! Il duo di Novo Mesto trae la sua forza dal symphonic black metal, che a tratti ricorda i maestri del genere Emperor, mentre ogni tanto si infilano nel mix anche parti di death metal brutale. Ma il vero punto di forza dell’album è l’atmosfera costruita in modo brillante, che esce da Ghost Asylum a ondate possenti; scordatevi il kitsch black metal delle band sinfoniche moderne come Dimmu Borgir o Cradle of Filth: i Nephthys riescono a creare con le tastiere un’ambient ricca e carica di brividi, che però non risulta mai troppo pomposa, invadente o fin troppo ovvia. Le parti orchestrali sinfoniche si incastrano bene e respirano insieme alle linee di chitarra bestiali, evidentemente curate fino all’ultimo dettaglio e piazzate esattamente dove devono stare. Anzi, il lato sinfonico dell’album ricorda più le parti orchestrali di dischi di King Diamond come Them che la pomposità quasi-black metal di maniera. Una voce cruda ma comprensibile e convincentemente rabbiosa ci racconta con grande fedeltà e precisione la storia del protagonista, la cui follia è stata sfruttata dalle oscure forze del manicomio degli spiriti per evocare le potenze ultraterrene di un mondo antico (e così i Nephthys, volontariamente o no, ricordano gli antichi dèi di H.P. Lovecraft). Al ruggito aggressivo da black metal si uniscono ogni tanto anche delle sorprendenti voci pulite, piazzate alla grande, che aggiungono ancora più atmosfera all’apertura epica dei cancelli dell’inferno. Nella title track, così, la »battaglia« tra le voci brutali e quelle pulite e malinconiche funziona come simbolo della mente spaccata di uno schizofrenico psicotico. Una batteria devastante, che non si limita a blast beat selvaggi ma offre molta più varietà e dinamica, insieme alle linee di chitarra infernali porta a un finale epico con la magistrale composizione di quasi otto minuti To Resurrect the Dead (con geniali passaggi strumentali, che del resto non mancano nell’album), in cui l’»eroe« dell’album si arrende finalmente alle forze demoniache e accetta il suo ruolo di portale, la porta da cui strisciano fuori creature di un orrore tale che non si possono nominare con nomi terreni.
I Nephthys ci accolgono già con un’ottima copertina (opera di Mario Lopez) nel loro abbraccio insanguinato di black metal, che arricchiscono con parti sinfoniche astute e ponderate, costruendoci sopra un’atmosfera indimenticabile intrisa di terrore e brividi. Ghost Asylum è senza dubbio una delle migliori uscite metal slovene degli ultimi tempi, e Dorian e Matej hanno dimostrato che si può ancora fare un album di symphonic black metal che non risulti né kitsch né approssimativo, ma curato, vario e ricco. Sali e scendi; scendi con i Nephthys, immergiti nel buio infinito del manicomio degli spiriti.
Puoi ascoltare i brani ai link qui sotto, mentre l’album si può ordinare a [email protected]
http://www.youtube.com/user/NephthysOfficial
http://www.facebook.com/nephthys.band
Formazione
Dorian Žulič – voce, chitarra, basso, orchestrazioni
Matej Kržišnik – batteria
Produzione
Dorian Žulič
Tracklist
1. Behind the Asylum Walls
2. Psychotic Rage
3. Ghost Asylum
4. Oracle of Doom
5. New Order
6. The Ancient World
7. More Blood
8. To Resurrect the Dead