Give Me Your Soul… Please
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: King Diamond
Etichetta: Massacre Records
Uscita: 2007
Voto: 4/5
Non trovi tutti i giorni un artista heavy metal che possa vantare un tratto così forte di originalità nei messaggi che trasmette, come quello che incontriamo con il signor King Diamond! Parliamo ovviamente della continuità della classica tradizione “eighties” dell’heavy metal, da cui arriva King Diamond. Il nuovo album di King, già il dodicesimo della sua scintillante carriera venticinquennale, lo dico subito, non è per niente meno interessante dei suoi lavori migliori. Certo, è utopico cercare un altro “Abigail” (1987) o “Fatal Portrait” (1986), ma dopo circa sette anni di convivenza del duo di chitarre Weed/La Rocque, proprio su “Give Me Your Soul… Please” i due fanno scintille a livello di qualità, quando si parla di intesa tra due chitarristi/solisti alla pari dentro una band.
Ci sono infatti alcune osservazioni interessanti da fare. Con il nuovo disco King Diamond si tiene, più che mai prima d’ora, sui registri bassi, il che avvicina l’album agli approcci usati nei Mercyful Fate. Inoltre il tipo è riuscito a mettere insieme un album di pezzi che brillano tutti, uno dopo l’altro, per la forza espressiva dei ritornelli, che ti agguantano al primo colpo e, con la loro immediatezza, la loro botta e allo stesso tempo la melodia, ribadiscono che il marchio King Diamond semplicemente non sa, non riesce e, soprattutto, non può proprio deludere né se stesso né i suoi fan. Nel disco non è difficile cogliere (e qui veniamo sparati dritti nel primo periodo di King) un’estrema cura del dettaglio nei brani, nella scelta degli ornamenti di chitarra aggiunti e nel modo in cui s’incastrano alla perfezione tutte le possibili follie dei due chitarristi, che seguono il filo rosso offerto dai riff di base, espressivi e senza compromessi. Già il primo pezzo è la risposta giusta. Il riff di base con il beat scelto richiama la cattiveria di Painkiller (Judas Priest), mentre il ritornello “singalong”, melodico e di impatto, è ovviamente tutto di King. I due chitarristi sono riusciti inoltre ad arricchire l’album in un altro modo importantissimo! Hanno confermato la loro ottima comunicazione con il modo di intrecciare e inserire assoli divisi a più voci. I due scelgono con cura dove infilare le note delle improvvisazioni, non spezzano la fluidità dell’album, anzi, ne completano e potenziano con successo la botta e il pathos. Nella perfezione con cui fonde gli elementi classici a cui King Diamond ci ha abituati, spicca di sicuro la title track!
A King si sente un po’ che gli anni di una lunga carriera hanno lasciato il segno sulla vivacità delle sue corde vocali e sul resto dell’apparato della gola. Eppure, ehi? Stiamo parlando di King Diamond. Nessuna paura. Qui ci vuole un mix di orrore terrorizzante che ti starà addosso a ogni passo che farai lungo il disco! King torna a mescolare in modo trionfale il suo inconfondibile canto da cattivone, estremamente acuto, pulito e urlante, in stile fate che chiamano la morte (in gaelico: “banshee”) o lupi che ululano alla luna, tenuto saldamente coi piedi per terra da attacchi vocali più diretti, roca e intonati più in basso. Questa ondulazione dinamica degli stati d’animo a King è riuscita di nuovo come niente sul nuovo concept album, l’ennesimo film horror in musica: non solo l’ha catturata, ma l’ha pure messa in primo piano nel punto più incandescente, che era in fondo anche il desiderio di base dell’artista.
Nonostante abbia parlato dell’alta orecchiabilità e della melodia rapace di composizioni così di impatto, l’interpretazione vocale di King è come sempre quella che rende l’album un osso duro, al punto che ci vuole un bel po’ di tempo prima che ti si sieda nelle orecchie. Ed è giusto così, altrimenti non sarebbe un album di King Diamond. “Give Me Your Soul…Please” è un disco estremamente compatto, con pezzi del tutto alla pari sul piano espressivo. Di ballad da ninna nanna non ce n’è, a parte la conclusiva Moving On, ma questo lo richiede già il concept stesso. Il nuovo King Diamond offre ancora una volta heavy metal puro e autentico, peccaminosamente dolce e, attraverso la follia satanica, allo stesso tempo letale, che è poi il suo obiettivo di base!
Nonostante i marchi di fabbrica che porta l’interpretazione vocale di King Diamond, nel disco si nota comunque uno spostamento dall’esposizione di King al corpo della band vera e propria. Insomma, su “Give Me Your Soul.. Please” si sente che a farla da padrona è la band, prima ancora della figura centrale di King Diamond, cosa a cui assistiamo nella maggior parte dei dischi di King Diamond. Questo fatto, a sua volta, mette di nuovo davanti a orecchie e occhi i paragoni sensati con i Mercyful Fate.
Dopo due predecessori piuttosto mediocri come “Abigail II”: The Revenge” (2002) e “The Puppet Master” (2003), l’intervallo di quattro anni che ha preceduto l’uscita del nuovo disco è stato quanto mai utile! “Give Me your Soul… Please” è un disco che respira e picchia con un’intensità infuocata e davvero “alla Diamond”, ed è l’album che i fan hanno già in casa. King Diamond resta con lui a casa propria, cioè dove è più forte. Interprete unico, folle genio della poesia da brividi e “Vincent Price dell’heavy metal”, non conosce pietà. Con noi c’è un’altra horror story di prima categoria, dopo il cui ascolto ti resterà in gola per un bel pezzo un bel nodo!
Formazione
King Diamond – voce
Andy La Rocque – chitarra
Mike Wead – chitarra
Hal Patino – basso
Matt Thompson – batteria
Produzione
King Diamond & Andy La Rocque
Tracklist
1. Dead
2. Never Ending Hill
3. Is Anybody Here?
4. Black of Night
5. Mirror Mirror
6. Cellar
7. Pictures in Red
8. Give Me Your Soul
9. Floating Head
10. Cold as Ice
11. Shapes of Black
12. Girl in the Bloody Dress
13. Moving On
Durata dell’album: 54.06