Gli Eyesburn sono tornati (2014)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Kranj / Transtation Squat / Slovenia
Data del concerto: 14.03.2014
Pubblico: 50 persone
Prezzo del biglietto: 10,00€
I crossover belgradesi Eyesburn, tornati in vita e »sfrenati« come sempre, che l’anno scorso hanno sfornato l’ottimo album di ritorno »Realitry Check« – la recensione di Rockline la trovi QUI, sono saltati a metà marzo su un mini tour »sloveno« di qualche giorno, con tappe a Lubiana, Kranj e Maribor. A Lubiana la band aveva suonato prima, in compagnia dei croati Gatuzo e degli sloveni Srečna Mladina, con un repertorio un po’ ridotto per via dei limiti di tempo. A Kranj, invece, la musica era la stessa ma suonava un po’ diversa.
La band ha preparato una scaletta bella corposa, da cui in un’ora e mezza buona sono usciti ben 24 pezzi. Sul palco si sono presentati in sei. Anche se gli Eyesburn sono ufficialmente un settetto, mancavano il trombonista e corista Vukašn Markovič. Il motore principale e la locomotiva che trascina il convoglio, Nemanja Kojić »Kojot«, ha preso il palco con uno slancio incredibile e si è preso subito l’attenzione con il suo show vissuto fino in fondo e brillante.
Tutto funzionava alla grande. Un locale piacevole, un po’ di fruscio delle chitarre all’inizio, che i tecnici hanno sistemato in fretta trasformandolo in un bilanciamento sonoro di gusto tra gli elementi musicali della band, una band in splendida forma e, sopra ogni cosa, il cuore che i musicisti ci hanno messo. A guastare l’atmosfera c’era solo la constatazione di un pubblico davvero desolante. Cinquanta, settanta persone al massimo. Non di più. Evidentemente la lunga pausa di sette anni ha fatto il suo. Un tempo gli Eyesburn riempivano regolarmente i locali di tutta la Slovenia ed erano considerati una delle attrazioni live più amate. Attrazione lo sono ancora, ma il problema è che la generazione che un tempo li portava in trionfo è »cresciuta«, si è fatta una famiglia e oggi si occupa dei figli, mettendo al primo posto altre cose rispetto ai concerti.
Comunque sia. Quel pugno di presenti che sapeva benissimo perché era venuto nel locale si è »staccato la spina« alla grande. Gli Eyesburn ti conquistano subito. Dal punto di vista ritmico hanno tutto chiarissimo fino all’ultimo dettaglio. Sono potentissimi. Un groove compatto e irrinunciabile, accanto a un muro di riff furiosamente grassi, sostenuto dalle linee tonanti del sax tenore e dal teatro scenico di Kojot, che sia nell’interpretazione sia nella »ginnastica sfrenata da palco« si è avvicinato più di una volta alle caratteristiche del »freestyle«. La band è rodatissima. Lo scontro tra generi funziona in modo incredibilmente autentico e spavaldo quando a gestirlo sono gli unici e inimitabili Eyesburn. Con gli anni sono diventati una squadra espertissima, che è difficile sorprendere con qualsiasi cosa.
Anche se il concerto è stato poco affollato, la band ha fatto subito capire che avrebbe suonato a tutta forza e che altre opzioni non erano nemmeno contemplate. Dominava Kojot con il suo gioco dinamico, dominavano l’affiatamento della sezione ritmica e il sostegno sonoro massiccio di frasi di chitarra più sax tenore. Un’orchestra eccezionale tutta in uno. Quando metti nello stesso pentolone metallari, punk hardcore, jazzisti e fedelissimi del reggae. La band ha attraversato una ricca presentazione del nuovo album in studio »Reality Check«, poi i momenti più riconoscibili della sua carriera con i dischi più vecchi, fino a due cover che hanno buttato benzina sul fuoco e dato una bella scossa al pubblico presente: So Much Trouble in the World (Bob Marley) e Šejn (Haustor).
Un’esibizione maestosa, senza sbavature, rovinata solo, come già detto, dalla scarsa affluenza. Per il resto, se mai questa band dovesse capitare dalle tue parti e confermare un concerto lì, non esitare nemmeno un secondo e vai a darle un po’ della tua attenzione. Gli Eyesburn sono una formazione pervasa da una raccolta di testi eccezionali, di intellettualismo ribelle, sostenuti da una rapace collisione di mille strutture di genere, in cui (nonostante tutto quell’arrogante groove ritmico) non è difficile cogliere un dinamico sostegno melodico negli arrangiamenti. Allo stesso tempo resta chiaro che gli Eyesburn, nella loro predica puntata senza giri di parole contro la corruzione dell’élite al potere, lasciano sempre aperta la porta della salvezza per l’uomo comune. Una band con un carisma positivissimo, che ti carica d’energia in un attimo. Speriamo di rivederli presto in qualche altra prelibatezza live del genere.
Setlist
1. Smorior
2. Life
3. Sister
4. Peaceful War
5. No Free Time
6. Burning Ball
7. Šejn
8. Agony
9. So Much Trouble In The World
10. Chunt Chunt
11. Shine
12. Sudden Fall
13. Stark Blind
14. Hold This Way
15. Time
16. Pump It
17. Frontline
18. Lyrical
19. All Right
20. Fool Control
21. Exodus
—bis—
22. Dustbin
23. Divide
24. Mental Murderation
Galleria fotografica


















