Gli Interceptor in quinta marcia hanno demolito il Channel Zero

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Channel Zero / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 14.11.2007
Spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 5,00€

Giovedì 15 novembre, la settimana scorsa, il Channel Zero, il club della Metelkova, la “città alternativa” urbana di Lubiana, ha aperto le porte a tutti gli amanti della roba pesante (il metal, che altro?), perché per la prima volta dopo la reunion la leggendaria band metal slovena di Žalec, gli Interceptor, ha fatto tappa nella capitale. Il loro II. Fuck Off Commercial Tour si avvia lentamente al suo spettacolare finale, che andrà in scena venerdì 30 novembre allo Štuk di Maribor (dove verrà premiata anche la mitica chitarra Dean del mastermind Marjan Padr!). Ma prima di allora, noi ranocchi siamo stati investiti dagli Interceptor insieme a tre simpatiche formazioni: i suonatori popolari Gonoba, i trombettieri Eruption e i tormentonisti Sabaium. Eeee… comunque sia…

L’onore (o forse no) di aprire la serata è toccato stavolta alle stelle nascenti del death/thrash metal di casa nostra, i Gonoba, il cui concerto era inizialmente in dubbio a causa del batterista malato, Rok “Koki” Capuder. Ma il fungo del male è esploso lo stesso, e i ragazzi hanno demolito il Channel Zero già bello pieno con mezz’ora di onde soniche di thrash metal da urlo, mescolato con la melodia della scuola svedese e brutalizzato dal perverso-brutale ruggito del solito urlatore Hopsi (che è bello e alto credo non serva più ricordarlo, no?). Il set, così incisivo ed energico, con quella dinamica e quella melodia maledettamente potenti, è finito troppo presto, ma i ragazzi hanno acceso la miccia con l’iniziale Human: Error e con Lust (mmmm… demonofilia, oh yeah), hanno presentato un nuovo pezzo assassino, ancora con un ottimo assolo di basso di Brane, e come se non bastasse ci hanno stesi con una valanga dal primo demo, Avalanche. Ma lo spettacolare duo di chitarre Mitja/Matjaž, la devastante sezione ritmica Rok/Brane e il ruggitore Hopsi non ne avevano abbastanza (e nemmeno il pubblico), così al culmine si sono congedati, da veri misantropi, con il classico dei Death Misanthrope. I Gonoba dimostrano ancora e ancora di essere una delle migliori formazioni metal che abbiamo in questo momento: le acrobazie chitarristiche tolgono il fiato, il basso di Brane ancora di più, e lo spaesamento marchio di fabbrica di Hopsi sul palco resta sempre simpatico. Fila a dire una preghiera alla Kamela!

Di tempo per riposarsi con una birra non ce n’è stato molto: sul palco si stavano già preparando i giovani campioni del thrash Eruption, che mi avevano steso per la prima volta al Metal Mania di quest’anno e che al Channel Zero non mi aspettavo certo da meno. L’attacco di thrash “old-school” è stato eseguito alla perfezione, con precisione chirurgica, dritto in fronte. A formare la squadra solida e compatta c’è un ottimo duo di chitarre, Tim e Matic, che sparano assoli tipicamente thrash ma fantastici e riff interessanti, capaci di far drizzare le orecchie a ogni thrasher; la sezione ritmica, di grande impatto, è composta da Juš al basso e Borut alla batteria, e su tutto veglia la voce infernale dell’unico e inimitabile Buco. Il ragazzo sa fare di tutto: riff in falsetto altissimi, vero vocione thrash di media estensione e urla da malato alla Paul Baloff, e posso dire senza problemi che al momento è anche uno dei migliori frontman che abbiamo sui nostri palchi. Se non ti uccide con il cappello da Tartaruga Ninja, ti spacca la pancia dal ridere con le sue sexy mossette da ballerino, a cui mancava solo il palo sul palco. Da vero frontman thrash, in un attimo gli si è aperto davanti un mosh pit, ovviamente della dimensione che il Channel Zero può offrire. Gli Eruption hanno composto una torta thrash da gourmet con quattro strati dal primo demo, Prayers Betrayers, Democracy, Monumental Mind e Sands of Time, l’hanno ricoperta con una glassa di classico thrash istantaneo sotto forma del nuovo pezzo Electrified e ci hanno messo sopra anche la ciliegina – “se non lo conoscete siete dei pozeri del cazzo” by Buco – BONDED BY BLOOD, l’eterno classico thrash dei giganti Exodus. Dicono che i morti si rivoltino nella tomba per il disappunto: Paul Baloff (RIP) di sicuro si strappava i capelli come un matto. E adesso provi qualcuno a dire che il thrash è morto.

Pausa birra obbligatoria, mentre sul palco si preparavano i compagni di viaggio fissi degli Interceptor in questo tour, i Sabaium di Žalec. I Sabaium dimostrano per tutta la durata del tour di essere una grande live band, e al Channel Zero non è stato diverso. Che la musica dei Sabaium ti piaccia o no, devi ammettere che quando salgono sul palco sono come pesci nell’acqua. Il loro death metal così particolare di certo non va giù facile a tutte le orecchie, ma la band ha fatto il suo lavoro con lode. Va elogiato soprattutto l’alternarsi di voci del duo di chitarre David Kupčič e Jure Vandur e la dedizione totale al palco del bassista Aleš Šket. I Sabaium sono ogni volta un piacevole riscaldamento prima degli Interceptor, ma stavolta, almeno alle mie orecchie, con due ottimi gruppi spalla avevano il compito più difficile.

E poi il rombo di un motore, la quinta marcia, e il Channel Zero è stato già maciullato dalla leggendaria Interceptor del cult Mad Max, con un Mel Gibson ancora non completamente fuori di testa nel ruolo da protagonista. Quando è salito sul palco il “dream-team” del metal sloveno, la gente si è sciolta, e sul palco i protagonisti degli Interceptor rinati se la sono goduta eccome. Vedere gli Interceptor che sembrano una band freschissima, piena di ragazzini, tanto da cui irradia un’energia incredibile, è bellissimo. Il mastermind Marc Padr e il leggendario master of disaster sono riusciti a mettere insieme intorno a sé una squadra ottima di nomi collaudati: lo straordinario Simon Cukjati alla chitarra, il blaster Davorin Štorgelj (Kaoz) alla batteria e l’incredibile bassista Dragan Bagarič con la sua bellezza a sei corde. Gli Interceptor rinati respirano a pieni polmoni e per una buona ora hanno corso via come se niente fosse. Al momento si trovano ancora un po’ meglio sui palchi più piccoli, perché secondo me hanno fatto una figura molto migliore che sul palco più grande del Bazen di Kranj, ma non dubito che con la voglia e la grinta che non gli mancano conquisteranno anche i palchi più grandi. Scaletta: di nuovo piena di classici del metal sloveno, da Blame, Fade, Blato, Mors Victrix, Puške namesto kruha fino alla killer finale Zadnja žrtev dei leggendari Epidemic Zone. E per giunta un nuovo pezzo molto promettente, Homo Stupidus, e un’ottima versione del classico dei Sepultura Inner Self. Gli Interceptor sono tornati, più forti che mai! “I am the Interceptor. I’m a fuel injected suicide machine. I am the rocker, I am the roller, I am the out-of-controller!”

foto: Jerneja Jerak

Scaletta

INTERCEPTOR: 1. Intro 2. Blame 3. Fade 4. Blato 5. Homo Stupidus 6. Inner Self 7. Revive 8. Mors Victrix 9. Pedofil 10. Got the Time 11. Puške namesto kruha 12. Mora 13. Paparazzo 14. Zadnja Žrtev

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