Gli Use Less all’Orto hanno spaccato tutto! (2010)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Orto bar, Lubiana
Data del concerto: 12.11.2010
Numero di spettatori: 120
Prezzo del biglietto: 4€

Negli ultimi due anni è un piacere vedere la scena metal slovena crescere di pari passo con quella mondiale. Il numero di band metal di qualità da noi supera ampiamente quello dei gruppi stranieri davvero validi in parecchi paesi dal suono ben più metallico… e se fino a qualche anno fa a far tremare i timpani da queste parti erano soprattutto blast beat e vocalizzi cavernosi – cioè i sottogeneri più estremi del metal – finalmente anche da noi si nota un lento ma costante ritorno dell’heavy metal. Stavolta la serata a tutto heavy metal ce l’hanno servita i ragazzi di Kamnik Use Less, che hanno appena pubblicato il nuovo demo Mind Collapse e che, come gruppo spalla incaricato di scaldare il pubblico, hanno invitato i colleghi di Postumia, la band progressive/power metal Divine Illusion.

I Divine Illusion ci hanno accolto sulla soglia con una Slipstream eseguita alla grande, e si sente eccome che la band progressive/power metal di Postumia nell’ultimo anno ha messo insieme un bel po’ di concerti. Della voce di Simon non si vergognerebbe nemmeno Mac in persona, mentre il bassista Martin ci ha sorpreso con le parti urlate in modo brutale che nell’originale tiene il grande Dan Swäno. Ma i Divine Illusion danno davvero il meglio con i pezzi propri dell’EP uscito da poco, Genetic (recensione di RockLine QUI). Ritornelli monumentali, riffing aggressivo, sezione ritmica devastante e virtuosismi a dita veloci sui tasti bianchi e neri danno vita a pezzi coerenti, dinamici e super variegati, che dal vivo, grazie al loro essere contagiosi, rendono ancora meglio che su disco. Ci pensano, oltre alla voce di Simon, altre due voci di supporto – Martin e Peter – con cui i Divine Illusion completano un suono già bello pieno, e nei ritornelli epici e bombastici si butta volentieri anche il pubblico. Simon, con addosso una maglietta con uno Spongebob Squarepants mutato, ha riempito con simpatia e disinvoltura i silenzi tra un pezzo e l’altro, e si vede che anche tra i membri della band c’è solo un’atmosfera positiva. Dal vivo, poi, la parte strumentale funziona alla grande: la batteria spacca come se fosse una scommessa, i riff di chitarra tagliano con la giusta dose di affilatura, il basso rimbomba piacevolmente e le tastiere chiudono il tutto con un tocco atmosferico. La voce porta nella musica autorevolezza, energia saltellante e un alto tasso di melodia, e il risultato compositivo è così buono che i Divine Illusion si possono tranquillamente paragonare a band come Sonata Arctica, Stratovarius e altri gruppi prog/power metal scandinavi. Un po’ meno riusciti sono invece nei pezzi non loro; quelli che sono tagliati su misura per il loro genere, nella loro versione vengono benissimo, soprattutto la Slipstream d’apertura e l’inno degli Stratovarius Hunting High and Love, che ci hanno sorpreso per la cura maniacale, mentre i puristi si porter(emm)o le mani alle orecchie quando i Divine Illusion mettono sotto la lente classici come Wasted Years, Eagle Fly Free ed Enter Sandman. Va solo elogiato il fatto che rifacciano anche questi pezzi a modo loro (cioè con le tastiere), ma resto dell’idea che i ragazzi dovrebbero attenersi ai loro pezzi, che sono più che abbastanza buoni, magari con qualche cover più nelle loro corde. In ogni caso è bello sentire anche da noi una band che punta molto sulle parti di tastiera e soprattutto su linee fortemente melodiche e ritornelli maestosi. Spero davvero che i Divine Illusion mantengano un livello alto anche in futuro, in studio come dal vivo, e il successore purosangue dell’EP Genetic sotto forma di un vero album in studio possiamo solo aspettarlo a braccia aperte.

Dopo che i Divine Illusion di Postumia hanno scaldato per bene il pubblico accorso, sul palco sono finalmente saliti i protagonisti della serata, i neopapà della creatura Mind Collapse, gli heavy metaller di Kamnik Use Less. I ragazzi hanno fatto lacrimare gli occhi a tutti i nostalgici che negli anni Novanta eravamo (o erano) regolarmente incollati allo schermo quando su Cartoon Network girava la serie animata cult Swat Kats, sui due gatti specialisti heavy metal, e hanno suonato l’intro devastantemente heavy metal della prima stagione. Gli Use Less ci hanno poi fatto girare in un’ora di tempesta di heavy metal melodico e orecchiabile, presentando con successo il nuovo demo appena uscito. È stato bello sentire che i pezzi del primo demo 3 Little Statements of Life sono già entrati davvero bene in circolo tra la gente, visto che i ritornelli venivano cantati in coro con i ragazzi sul palco. Non c’è da stupirsi che il pubblico fosse “Grko approved”, hehe. Se Seven, The Non-existing Oppurtunity e Money is the Name of the Game sono ormai una formula heavy metal da concerto collaudata, con i pezzi nuovi gli Use Less andavano ancora un po’ a tastoni, timidi, per capire come avrebbe reagito l’Orto. Ebbene, ogni timore era superfluo, perché da quanto abbiamo sentito i pezzi di Mind Collapse rappresentano un enorme passo avanti sotto tutti i punti di vista rispetto al primo demo. Prima di tutto il progresso più evidente è nella prestazione vocale di Rok “Tavte” Tavčar: le linee vocali sono cantate con molta più precisione, con meno note “stonate”, il passaggio dai registri bassi a quelli alti è molto più fluido, e in generale le linee sono più elaborate e variegate, e si fondono ancora meglio con i testi. Lo si sente nel modo migliore nell’ottima ballata quasi straziante The Challenge of Love, che però ha trovato il suo perfetto opposto in un’ode alle venditrici asiatiche d’amore, ovvero la sorpresa Asian Hooker dei glam revivalisti Steel Panther. Anche gli Use Less la tirano fuori per dieci dollari, hehe. “Me love you long time”, ci hanno detto i ragazzi di Kamnik, e ci hanno amato per soli 4€ una bella oretta. Ci si innamora in fretta anche dei pezzi del nuovo demo, perché entrano nell’orecchio in modo incredibilmente rapido, soprattutto la devastante, “alla Savatage”, Mind Collapse e l’incendiaria Burning Bridges. I pezzi nuovi sono più complessi nell’impostazione, i riff più ponderati, gli assoli di Matej curati e supersonici, mentre le linee di basso di Greg tolgono il fiato, soprattutto quando vedi con quanta facilità le dita scivolano su e giù per il manico. Se la voce principale è cresciuta in modo incredibile e dal vivo suona addirittura molto meglio che sul demo stesso, dal vivo è stato bello sentire anche le voci di supporto piene e potenti di Primož, che hanno completato alla grande il suono. Se il cantante dei Divine Illusion aveva riempito con successo le pause tra i pezzi, Rok ha fatto ancora meglio, regalando tra una canzone e l’altra dei veri e propri numeri da “stand-up”. Purtroppo un paio di volte ha un po’ esagerato con la loro durata, rovinando un po’ l’intensità e il flusso del concerto, visto che nel frattempo i colli si erano quasi riposati e i timpani si erano già stappati. Nonostante questo, il lancio del nuovo demo degli Use Less è riuscito in pieno. Rallegra soprattutto il fatto che la nuova registrazione sia di qualità su un livello decisamente più alto della prima e che i ragazzi stiano già scrivendo nuovi pezzi. Anche dal vivo gli Use Less stanno diventando una belva heavy metal di cui vale la pena avere paura, solo che i pezzi non devono più suonarli due volte, anche se Mind Collapse se lo merita. Spero che presto potremo essere di nuovo il pubblico “Grko approved” anche al concerto di presentazione del vero e proprio “full-length” in studio!

Fotografie: Nina Grad

Setlist

DIVINE ILLUSION:
1. A Nightmare to Remember + Slipstream
2. Clarity of Mind
3. Eagle Fly Free
4. Genetic
5. Hunting High and Low
6. Promised Land
7. Enter Sandman
8. Words in Motion
9. Wasted Years
10. Gray

USE LESS:
1. Intro/Swat Kats
2. Non-Existing Opportunity
3. Mind Collapse
4. Dragons & Swor(l)ds
5. Seven
6. Asian Hooker
7. The Challenge of Love
8. Money is the Name of the Game
9. Bedtime Story
10. Great Old Ones
12. Burning Bridges
13. Mind Collapse

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