Gore Obsessed Violent Exhibition

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Autore: Rok Klemše

Artista: GMB
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: year_month
Durata: 28:00
Voto: 3.5/5

Solo pochi giorni fa scrivevo del risveglio della scena extreme metal di Kranj (l’EP di debutto dei death metaller Armaroth) ed ecco che ho già tra le mani un’altra tempesta dal sottosuolo di Kranj. I GMB, band gemella degli Armaroth guidata dal chitarrista di entrambe le formazioni Klemen Govekar, hanno infatti pubblicato il loro primo demo, Gore Obsessed Violent Exhibition. Già il titolo fa capire senza troppi giri dove vanno a parare i GMB: dritti dritti nell’old school death metal!

Lo conferma subito il tuono d’apertura della prima delle tre tracce, Nebelscheinwerfer, che da dietro una curva nebbiosa si accende come, beh, un faro antinebbia. Ma quel faro antinebbia è l’ultima cosa che vedono i tuoi occhi prima che i GMB ti investano come la Christine di King. La ragazza e i ragazzi mettono in chiaro fin dal primo secondo che suonano vero death metal della vecchia scuola: niente fronzoli, niente complicazioni, niente stronzate. I GMB partono come gli Obituary su Slowly We Rot: Nebelscheinwerfer è infatti un vero omaggio ai riff sporchi e grooveggianti da »worship« dei Celtic Frost. Che quei leggendari bifolchi americani siano una grossa influenza per la band lo conferma anche la voce di David Orehar, primitiva e vomitevole come quella di John Tardy, ma proprio mentre penso che, a conti fatti, suona fin troppo simile agli Obituary, i GMB girano e rimescolano le carte – ci buttano dentro un po’ di fiato thrash e un po’ di influenze »cupa cupa« che potrebbero avvicinarsi persino al grind delle origini.

Il demo continua a macinare con la stessa varietà con il giustamente intitolato Painapple Express, che ci porta nel paese del dolore con un’ottima combinazione di groove unto e parti accelerate, portate avanti da una batteria variegata e dalla chitarra di Govekar, che taglia come la motosega di Leatherface. Rrrrrrrrrrrr! Nonostante la qualità da demo, gli strumenti sono chiari e distinti: il basso rimbomba come si deve, la batteria è varia e dinamica, ora lenta da doom, ora scatenata come un rinoceronte con la rabbia, e i riff ora sono grassi e massicci, ora “hammer on” e “pull off” che affettano come un bisturi. Assoli non ce ne sono. Ma non li rimpiange nessuno.

Dopo le tre tracce in studio, il demo offre altri cinque pezzi dal vivo, registrati nella tana di casa della band, il Trainstation Squat di Kranj. Fanno capire che il gruppo anche sul palco sa servire una vera macelleria death metal e, nonostante il fruscio, suona sincero. Gore Obsessed Violent Exhibition è un vero »blast from the past« e, se fosse uscito nei primi anni Novanta, oggi sarebbe di sicuro una rarità ricercatissima. L’influenza dei giganti della Florida citati sopra è onnipresente, ma per fortuna non dominante, e con ancora un po’ di impegno i GMB possono diventare la forza dominante del death metal di casa nostra. Al demo manca forse ancora una visione un filo più chiara, una direzione più a fuoco e un po’ più lavoro sul materiale originale, ma i GMB sono sulla buona strada, così che dopo le loro (speriamo) prossime uscite in studio l’ultima cosa a stamparsi sulla cornea sia l’ultimo faro antinebbia della bestia-auto assassina.

Formazione

David Orehar – voce
Klemen Govekar – chitarra
Nika Krmelj – basso
Anže Podobnik – batteria

Produzione

Darči Kruševac

Tracklist

1. Nebelscheinwerfer
2. Painapple Express
3. Land of the Dead
(bonus)
4. Nebelscheinwerfer (live)
5. G.O.V.E. (live)
6. Painapple Express (live)
7. Evil Dead (live)
8. Land of the Dead (live)

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