Great American Scapegoat 666
Artista: Satan's Host
Etichetta: Moribund Records
Uscita: 2008
Sono pochissime le band metal che cambiano rotta passando dal Power metal al Black / Death metal. Una di queste sono gli americani Satan’s Host, side project nato nel 1977 da Tyrant, cantante dei Jag Panzer. La band è andata avanti fino al 1988, poi si è sciolta per rimettersi insieme verso la fine dei ’90. Nel 2007 è riuscita a firmare con la nota etichetta Moribund Records, con cui ha pubblicato l’ultimo album, intitolato Great American Scapegoat 666.
A prima vista l’album sembra molto kitsch e quasi fin troppo stereotipato, perché l’iconografia satanica è presente in ogni dettaglio, dalla copertina ai testi. La brutta impressione però svanisce presto, subito dopo l’Intro da manuale, perché a breve si sente la pulizia del suono di chitarre, batteria e voce, frutto dell’ottima produzione firmata Flatline Audio.
La musica si potrebbe descrivere come un ibrido di influenze Thrash, Death e Black metal, con la produzione moderna a fare da collante: ti dà la giusta dose di aggressività e pienezza di suono e intanto ti piazza un vero assalto sonoro alle orecchie.
L’album si distingue anche per una buona struttura compositiva, cosa niente affatto strana visto che contiene un sacco di parti diverse e movimentate, pescate da vari sottogeneri del metal. Questa armonia è completata da un’esecuzione tecnica davvero ottima, che senza dubbio batte parecchi album simili: lo dimostra il pezzo 7’th String, che in pratica è un assolo di chitarra a sette corde di quasi 50 secondi!
Oltre al chitarrista Patrick, a dare un tocco virtuoso all’album ci pensa anche il batterista Pete 3. Wicked, che mostra davvero tutto il suo dominio sui tamburi e il suo senso del ritmo. Sul disco c’è un’enorme varietà di forme e velocità del tempo: per lo più domina il ritmo veloce, che spesso sfocia nel cosiddetto Blast Beat, con velocità davvero vertiginose. Ci sono tante parti ritmiche in cui suonano solo batteria e assolo di chitarra, e questo crea ovviamente un’atmosfera nostalgica Old School, che farà sicuramente impazzire un pubblico eterogeneo di capelloni.
All’eccellenza dell’album contribuiscono anche la voce e la tecnica del cantante L.C.F. Eli Elixer, che per lo più si presenta come un mix di Scream psicopatico e Growl medio-basso, creando spesso l’impressione di più voci insieme.
Il nuovo album è davvero un passo avanti, un salto di livello musicale sia sul piano tecnico sia su quello della produzione. È dinamico, armonico e tecnicamente perfetto; a rovinarne l’immagine ci pensano soprattutto i testi davvero poco ispirati e tutta l’iconografia delle copertine. L’ossessione per la fede cattolica si manifesta ancora una volta come riconoscimento di Dio, espresso attraverso l’adorazione di Satana, che compare nei testi ogni due secondi. Un tentativo opportunista e davvero maldestro di prendere in giro la Chiesa cattolica, che semplicemente non è all’altezza della fama di Moribund Records.
Formazione
Patrick Evil – chitarra, basso
L.C.F Eli Elixir – voce
Pete 3 Wicked – batteria
Produzione
Flatline Audio
Tracklist
1.Invocation 666 (01:16)
2.Ave Lucifer (06:36)
3.Dragons – Darkness (05:07)
4.Azrael- Death Wing Angel (04:45)
5.Great American Scapegoat (06:28)
6.Hail Satan (05:29)
7.7 Strings (00:47)
8.Black Order (06:22)
9.Pyromancy, the Art of Fire (06:34)
10.Xeper 22 (06:05)
11.The Cursing -Vampyric Evil-Eye- (05:16)
12.Infernal Victory (01:58)
13.Throne of Baphomet (07:18)
Durata dell’album: 1:04:00