Great Escape
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Gilmour, Jim
Etichetta: Progrock Records
Uscita: 2005
Durata: 57:22
Voto: 4/5
Jim Gilmour è un celebre virtuoso canadese delle tastiere, originario delle Highlands scozzesi, da cui si è portato dietro, senza dubbio, una bella dose delle sue grandi malinconie musicali. La sua base operativa abituale sono i leggendari Saga, stravaganti art rocker canadesi, di cui, insieme ai fratelli Crichton, è una delle principali forze creative, soprattutto dopo l’addio del cantante Michael Sadler. Quando non ha impegni con i Saga (e succede molto di rado), Jim si diverte con vari progetti solisti.
Già il suo primo progetto di breve durata, i GNP, creato nel 1986 insieme all’ex batterista dei Saga Steve Negus dopo una pausa temporanea dalla band, era un esperimento più che divertente, che faceva capire come Jim se la cavasse benissimo anche da solo. In “Instrumental Encounters” del 1996 si era messo alla prova soprattutto nei panni del virtuoso strumentale-classicheggiante, alle prese con arrangiamenti non ortodossi, di quelli tipici della musica classica. Con “Great Escape”, invece, Jim ha scelto un approccio completamente diverso e si è portato dietro una squadra formata dal chitarrista John Bianchini e dai batteristi Roger Banks e Christian Simpson. Quest’ultimo, in quel periodo, è stato anche batterista dei Saga per un breve periodo (l’album “Network”). Christian si era beccato parecchie critiche per il suo stile devastante ma piuttosto lineare, sfoggiato proprio su “Network”. Qui Jim è riuscito in qualche modo a tenerlo a bada, anche grazie al secondo batterista, che porta nella sezione ritmica una dimensione un po’ più ampia.
In “Great Escape” Jim è riuscito a mettere insieme una raccolta di brani estremamente vari tra loro, che hanno in comune solo una cosa: sono tutti sottomessi al suo inconfondibile genio degli arrangiamenti e alle sue acrobazie virtuose sulle tastiere. La natura eclettica dell’album offre un ricco miscuglio, dove si trovano soprattutto elementi di prog rock sinfonico, in misura minore di jazz rock fusion, un pizzico di prog metal e di pop rock e una spruzzata di musica classica.
Come Jim immagina il poligono ideale per i suoi esperimenti virtuosi lo mostra già l’iniziale “No Sign”, con una valanga di arrangiamenti di tastiere multicolori e stampede di batteria devastanti. Jim non ha mai nascosto che sul suo stile ha influito più di tutti il leggendario polistrumentista Eddie Jobson (ex-Curved Air, Roxy Music, Frank Zappa, UK, Jethro Tull). Se con i Saga la cosa non si notava sempre in modo evidente, in “Great Escape” si è preso un sacco di spazio in momenti che a volte sembrano quasi un omaggio a Eddie. “Great Escape” è, in generale, ben bilanciato tra strumentali e pezzi con il canto di Jim.
Molti dimenticano che Jim non è solo un tastierista eccezionale, ma anche un ottimo cantante, dotato di un timbro assolutamente unico. Il fascino del suo falsetto inconfondibile esplode in “Lost Along the Way”, dove nelle armonie vocali di accompagnamento si aggiunge la voce femminile di Corrine Tofani. Gli arrangiamenti tra chitarra acustica e trame sinfoniche di tastiere sono in perfetta sintonia e fanno da costante melodica tra un assolo virtuoso di tastiera e l’altro. È anche uno dei pezzi migliori dell’album. In “Killarney Sunrise” Jim dimostra di aver capito alla perfezione certi elementi della jazz rock fusion, che porta in scena con energia al piano elettrico e al sintetizzatore.
In “The Northwind” Jim prova di essere sempre stato un maestro nel creare grandi malinconie e nostalgia, per quanto riguarda l’atmosfera del pezzo. Il suo canto romantico sullo sfondo è accompagnato da un elegante alternarsi di sottili passaggi di chitarra, dalla solita ricchezza di trame di sintetizzatore e da armonie vocali femminili. Un attimo dopo, per la precisione in “Radiant Lake”, si abbandona di nuovo allo spirito jazz rock fusion e, tra un passaggio melodico e l’altro, al piano e ai sintetizzatori tira fuori una serie di improvvisazioni birbone, di cui non si vergognerebbe neanche un tastierista jazz affermato. Le doti soliste di Jim al piano acquistano nuove dimensioni nella splendida “Carden Isle”, dove riesce a creare un’atmosfera particolarmente eterea. Nella maggior parte delle composizioni si sente anche un forte marchio ambient, ispirato più che evidentemente dalle visite di Jim alla natura selvaggia canadese.
La ballata struggente “Wasteland” ribadisce tutte le qualità vocali di questo musicista eccezionale, che tra gli amanti delle belle rock ballad si è iscritto per sempre con la sua interpretazione indimenticabile del classico dei Saga “Scratching The Surface”. La delizia prog rock sinfonica “Canoe Do It?” complica di nuovo un po’ le cose, e Jim si dimostra ancora una volta un virtuoso da mozzare il fiato. Certi passaggi di sintetizzatore, suonati a una velocità impressionante, sono per esempio più complessi di qualsiasi cosa abbia fatto finora con i Saga, mentre i begli arrangiamenti orchestrali sono composti a un livello davvero invidiabile.
Nei Saga Jim è sempre stato il mentore principale del lato progressive rock, quindi non sorprende che “Great Escape”, per la natura dei suoi brani, si collochi in acque musicali più complesse. Gli amanti dei leggendari virtuosi delle tastiere come Keith Emerson, Rick Wakeman, Tony Banks e, naturalmente, il grande modello di Gilmour, Eddie Jobson, troveranno in questo album molti motivi di piacere. Le opere musicali virtuose di Jim, di cui “Great Escape” abbonda, vi allieteranno parecchie orette, quando avrete voglia di qualcosa di virtuoso, ma allo stesso tempo intriso di semplicità e calore. “Great Escape” è prima di tutto un lavoro entusiasmante di un musicista di una modestia fuori dal comune, che non ha bisogno di nessuna grande pubblicità per dimostrare di essere uno dei migliori in questo mestiere da dita veloci.
Formazione
Jim Gilmour – voce, tastiere
John Bianchini – chitarra
Christian Simpson – batteria
Roger Banks – batteria
OSPITE:
Corrina Tofani – voce di accompagnamento
Produzione
John Bianchini & Jim Gilmour
Tracklist
1. No Sign
2. Algonquin
3. Lost Along the Way
4. Killarney Sunrise
5. Northwind, The
6. Radiant Lake
7. Carden Isle
8. Wasteland
9. Canoe Do It?
10. Last Portage