Grinderman

0 3

Artista: Grinderman
Etichetta: Mute Records
Uscita: 2007

Un nome che racconta alla perfezione anche il suono della band! I Grinderman macinano alla lettera, anche se è vero che il gruppo è formato dal nucleo stesso dei The Bad Seeds, più noti come Nick Cave & The Bad Seeds. E i Nick Cave & The Bad Seeds hanno sempre saputo macinare, solo che negli ultimi anni hanno dato la precedenza ad altre forme espressive, un po’ più pacate. Ma solo fino a un certo punto: su Nocturama ci hanno servito “Dead Man In My Bed” e “Babe, I’m On Fire”, sul doppio album The Abattoir Blues/The Lyre Of Orpheus “Get Ready For Love” e “Hiding All Away”, dimostrando che non si sono affatto scordati la fama che si portavano e si portano ancora dietro. Ecco, l’album Grinderman in realtà risveglia sensazioni ancora più vecchie, o meglio, in questo caso, nervosismi: tira fuori infatti l’energia dei The Birthday Party, cosa che da Nick Cave non ci si aspettava proprio, ma che è senza dubbio più che benvenuta. Qualcuno direbbe perfino: “eh, finalmente!”.

E infatti questa è musica che non è nata in ufficio, come invece succede ultimamente a tutta la musica di Nick Cave. No, questa è musica nata direttamente dall’interazione tra quattro musicisti che, a detta loro, hanno passato troppo tempo insieme (in sala prove). Dormendo troppo poco! Come si sa, la mancanza di sonno può far succedere cose strane… E una di queste cose strane è probabilmente anche il fatto che Cave non suoni più il pianoforte ma la chitarra, il che ha aperto alla band dimensioni completamente nuove e, allo stesso tempo, una nuova asprezza espressiva. E l’album Grinderman è, in sostanza, quasi per intero davvero tagliente e spietato. In primo piano c’è sempre una specie di senso di virilità, quel tipo di virilità che salta fuori dopo una lunga assenza del gentil sesso. E in “Go Tell The Women” scopriamo che gli uomini hanno deciso del tutto volontariamente di lasciare le proprie donne, perché “all we wanted was a little consensual rape in the afternoon and a bit more in the evening”. Poi c’è “No Pussy Blues”, cosa può essere più diretta di così? Si tratta in fondo di una classica confessione blues e dell’eterna fascinazione per il “farlo” o, in questo caso, per il “non farlo”. Roba vecchia come il mondo. Con temi più moderni e alla moda Cave, in un modo o nell’altro, di solito non si preoccupa nemmeno. Qui, quindi, di temi “eterni” che tornano di continuo nei testi di Cave ce n’è a bizzeffe, solo che Dio si è un po’ defilato dalla scena. Il che è comprensibile, visto che qui si parla perlopiù di cose che di solito escludono Dio o richiedono una penitenza successiva, che qui però non si sente affatto.

Già nel brano d’apertura, “Get It On”, i Grinderman fanno i conti con alcune cose, forse paure e disagi che hanno plasmato il passato, ma di certo non più il presente. “I got to get on up, to get down and start all over again. Head on down to the basement and shout. Kick those white mice and black dogs out. Kick those white mice and baboons out. Kick those baboons and other motherfuckers out. And get it on!”. Più avanti, in “Depth Charge Ethel”, Cave rievoca il ricordo di una vecchia conoscente, Ethel, tossicodipendente e prostituta e, allo stesso tempo, una delle persone più felici in circolazione. Nel pezzo più tranquillo, “Man In The Moon”, ci confrontiamo invece con temi più normali (per Cave), come l’abbandono e la perdita. E la metafora dell’astronauta smarrito è più che ottima. Forse la canzone più particolare di tutte è “Electric Alice”, che dovrebbe essere una sorta di omaggio ad Alice Coltrane, musicista straordinariamente creativa e unica nel suo genere, scomparsa da poco. Come ha detto Cave, il pezzo è una specie di “allucinazione o sogno” che, con il suo schema musicale ripetitivo e una tensione elettrica fuori dal comune, potrebbe andare avanti per sempre.

La paura che i testi tradizionalmente epici, che Cave crea con tanta maestria, siano andati perduti può certo affacciarsi, ma è del tutto inutile e fuori luogo, perché qui in primo piano entra senza dubbio un concetto che nei Grinderman è spudoratamente diverso da quello portato avanti dai Nick Cave & The Bad Seeds. Lo sfogo di una quantità incredibile di energia grezza e primordiale ha semplicemente avuto la meglio sulla profondità morale, sulla delicatezza e sul dolore a cui siamo abituati di solito. Senza dubbio i Grinderman e i Nick Cave & The Bad Seeds sono la stessa fotografia, solo che i Grinderman ne sono il negativo.

Formazione

Nick Cave – Voce, chitarra elettrica, organo elettrico, pianoforte
Warren Ellis – Bouzouki elettrico, Fendocastor, viola, violino, chitarra acustica, Hohner guitaret, voce di accompagnamento
Martyn Casey – Basso, chitarra acustica, voce di accompagnamento
Jim Sclavunos – Batteria, percussioni, voce di accompagnamento

Produzione

Nick Launay e Grinderman

Tracklist

01. Get It On
02. No Pussy Blues
03. Electric Alice
04. Grinderman
05. Depth Charge Ethel
06. Go Tell The Women
07. (I Don’t Need You To) Set Me Free
08. Honey Bee (Let’s Fly To Mars)
09. Man In The Moon
10. When My Love Comes Down
11. Love Bomb

Durata dell’album: 40:03

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie