Grupni – Kočevje Špila, 2012

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Various Artists
Etichetta: Društvo kočevskih glasbenikov
Uscita: 2012
Durata: 66: 43
Voto: 4.5/5

La scena di Kočevje è viva e vegeta! Il Društvo kočevskih glasbenikov è una nuova realtà che ha deciso di prendere in mano la situazione e di occuparsi in prima persona della tutela delle proprie idee musicali autoctone. Ci ritroviamo tra le mani una compilation di 18 brani che in qualche modo ha riunito e messo in contatto i musicisti della regione di Kočevje. L’uscita porta avanti in modo sensato le attività già avviate dall’associazione, cioè l’organizzazione della Kočevska Rock Scene nel 2011 e nel 2012.

Diciotto brani, diciotto storie diverse, diciotto prodotti credibili e solidi: mostrano l’acume dei talenti musicali della regione di Kočevje, che finalmente  ottiene un vero decreto ufficiale di affermazione, con cui deve scuotere e »dare una bella scossa« anche alle altre regioni slovene, perché si sveglino e stringano alleanze simili. A proposito, appena un mese dopo, a gennaio, è uscita una compilation analoga dalla zona di Trbovlje, ma ne parliamo meglio nel prossimo pezzo su RockLine.

L’album si apre in maniera vivace, anzi, che »vivace«? Infuocata e aggressiva! Gli Hellex – thrasher – hanno portato il brano »Apocalypse«. Non nasconde l’ispirazione alla tradizione del thrash metal teutonico tedesco. Pezzo prodotto alla grande, un napalm di riff a valanga e pieno di colori, sopra il quale cavalca un’onda di furia con una voce ruvida e aggressiva – efficacissima, con un timbro e un approccio azzeccati che stanno benissimo alle visioni »apocalittiche« della band. Speriamo che il gruppo tiri fuori qualcosa in più di questo brano promettentissimo.  Il metal torna nella compilation solo verso la fine, quando arriva il momento dei Nčodnč e di »Man of Rage«. È divertente che il continuo ripetere della parola »rage« nelle strofe, l’arrangiamento stesso, così come il timbro e l’approccio vocale, richiamino la band metal tedesca Rage della prima metà dei Novanta, quando componevano materiale sotto forte influsso del thrash metal alla Metallica.  I Nčodnč hanno però portato il pezzo in una produzione moderna, dove le chitarre ronzano taglienti come rasoi.

Più avanti i Kosmate dlesni con »Kaj je s tabo« ci portano nella scena »crossover«, che sotto lo stesso tetto, in bella convivenza, unisce la nodosità diretta di una massiccia base di riff, il groove di una linea ritmica corposa (dietro cui si nasconde probabilmente anche un legame più profondo con il funk, ma da un solo brano non possiamo darlo per certo) e una presentazione hip hop dalla lingua affilata della storia di una figlia di mamma viziata che non sa che fare di sé. Sarcasmo intellettuale! Il ritornello contagioso »Kaj je s tabo« ti si pianterà in testa all’istante! La combinazione di SKA e metal piacerà sempre ai fan dei RATM e simili…. I Semo & Sonics, dal sapore reggae, non scoprono la rivoluzione musicale con »Ujet«, ma la somiglianza sorprendente del timbro e dell’interpretazione vocale con il cantante degli UB 40, Ali Campbell, salta subito all’orecchio. Intro e finale del brano devono un grazie, nella frase di chitarra, al classico dei RHCP Under the Bridge!

Sulla compilation c’è naturalmente il blocco atteso di brani a tinte punk. Si presentano per primi, nell’usurpazione della realtà, i Sintetika con »Odnosi«, che afferra proprio dove il punk rock sloveno è sempre stato più forte. Testi in sloveno e una rockata furiosa e sfrenata, senza kitsch, dritta in vena. Poi c’è »Walkin’ Dead Man« dei Charlie Butterfly, con un po’ di art ponderata, un po’ di cupezza distruttiva alla Cave o perfino alla Morrison nel modo di cantare, da far controllare anche agli esperti dei Tide di Kranj. I Golliwog seguono le orme di una confessionalità skate punk banalmente americana (»Lucid Fairytale Nightmare«), che non lascia una concretezza autoctona degna di nota. Nel carattere del rock alternativo che questo disco offre, a bruciare di più sono i pezzi punk rock con testi in sloveno, perché la lingua slovena gli dà un’autenticità assoluta. Punk sloveno, insomma. Oltre ai già citati Sintetika, portatori fissi di questo credo sul disco sono anche i Pankeroschi con »Lepi novi svet«, e la ruvidezza vocale rabbiosa e mordace in un contesto musicale così sta da dio. Nel sacco alternativo possiamo infilare anche »Konec« dei Jaguar Februar. Sai, una volta viveva un giaguaro di nome Februar, mentre il »fegruar« che si sarebbe chiamato Januar non è ancora nato. Anche se in questa recensione il brano finisce nel blocco delle cose alternative, è intriso di spunti crossover interessanti, portati soprattutto dal frenetico assolo di sax verso la fine, mentre il riff di chitarra in alcuni passaggi si impenna in modo decisamente metallizzato.

La struggente carica emotiva dei brani melodici e radiofonici della compilation la apre Primož Turk con i suoi Skrajneži. La cowboyata »Danes živce sem zgubil« è piena di lucidità, e lo spazio tra i versi è riempito anche da un’efficace armonica a bocca. Gaber Brin, tra le mura di casa chiamato anche Roman Zupančič, è il cantautore di Kočevje, un tuonatore di voce, dalle »O« tondissime nei versi, che è la sua particolarità e il suo marchio di fabbrica, e che in compilation come »Grupni« non può mancare. La nuova storia di congelamenti notturni sulle panchine, passeggiate con il cane bastardo e consigli su quale bar abbia i mirtilli migliori ricorda molto il suo brano per la compilation Val 012 »Imamo dobro glasbo«, intitolato »Šihtarska«. Leggera, luminosa, spensierata e cullata da un groove jazz funky civettuolo, la retro-canzonetta »Odmik od tal« della graziosa e vocalmente ancora più gradevole Lea Likar scarica la tensione puntuale della compilation, sensibilmente appesantita da versi aspri ma sinceri.  L’accessibilità radiofonica della compilation la mantiene poi Andraž Hribar, con un brano dagli arrangiamenti semplici e leggeri, ma con più slancio rock (nella parte strumentale centrale). Nella seconda metà della compilation, nel blocco del divertimento radiofonico, potremmo mettere il ballabile »E,e,e« del duo Kinemine. Aspettiamo, magari da loro nasce un seguito della storia di Da Phenomena. Più retro è l’ottima perla pop »Drobci« degli Skaktus. È un brano che piacerà sempre agli amanti dei gruppi art pop sloveni, da Avtomobili a Panda, Drevored. Gli Skaktus anche con questa composizione dimostrano di essere una squadra collaudata e di esperienza, maestri dell’arrangiamento di melodie contagiose, che raggiunge il culmine nel ritornello. Mantengono un equilibrio eccellente tra musica movimentata e ascoltabilità radiofonica. Brano splendidamente sapido, ricco di sfumature, di sicuro una delle perle più belle della compilation. In questo gruppone di brani per lo più »radio-friendly« possiamo includere anche »Ko si sam« dei The Perception, cullata a ritmo di valzer. È il momento dell’album basato su elementi blues, con un’immagine rustica sostenuta da un forte appoggio dell’organo Hammond.

I Foršus sono un interessante combo hard rock con la voce femminile al centro dell’attenzione. Il brano “Moje misli” ha centrato un’ottima combinazione di strofe e ritornello melodico. In versione spogliata per i tempi nuovi. Immaginati una lontana parentela con i Rdeči baron, a cui togli le tastiere e metti in primo piano il riff di chitarra.  

Ci sono anche i collaudati Sell Out, un valido combo SKA che si è fatto notare già con il debutto »The Best Of Sell Out 2001 – 2011«. Sulla compilation sono presenti con »Kaj naj naredim«, già uscita sul debutto. Brano rifinito negli arrangiamenti, ma la sua forza sta soprattutto nella produzione dinamica e nell’ottimo suonare degli strumentisti. I Sell Out hanno il potenziale per bussare alla porta della scena internazionale. Anche se non scoprono la rivoluzione, si muovono nella scia della moda SKA del momento.

Ecco! Una compilation fenomenale che speriamo diventi una tradizione annuale di uscite e di presentazione del battito creativo di Kočevje nel campo del rock! Un disco coloratissimo, concreto nei contenuti, che sorprende per quanta fantasia musicale autoctona e autentica possa offrire la Slovenia, anche se la ritagliamo alla sola regione di Kočevje.

Questa compilation interessantissima non la troverai sugli scaffali dei negozi. Ma se sei un gourmet della musica, un collezionista di rarità, o comunque interessato a farla entrare nella tua collezione, allora scrivi per ordinare il tuo CD a questo utile contatto: [email protected]

Tracklist

1. Hellex – “Apocalypse”
2. Kosmate dlesni – “Kaj je s tabo”
3. Sintetika – “Odnosi”
4. Semo & Sonic – “Ujet” 
5. Primož Turk & Skrajneži – “Danes živce sem zgubil”
6. Gaber Brin – “nje pa ni bilo”
7. Lea Likar – “Odmik od tal”
8. Andraž Hribar – “Lep večer”
9. Charlie Butter Fly – “Walkin’ Dead Man”
10. Golliwog  – “Lucid Fairytale Nightmare”
11. Pankeroschi – “Lepi novi svet”
12. Sell Out – “Kaj naj naredim”
13. Kinemine – “E, e, e” 
14. Skaktus “Drobci”
15. Foršus – “Moje misli”
16. The Perception – “ko si sam”
17. Nčodnč – “Man of Rage”
18. Jaguar februar – “Konec”

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