Hardcore Kung Fu Deathmatch al Kino Šiška (2014)
Autore: Primož Novak
Video: Primož Novak
Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 11.04.2014
L’annuncio del concerto nella sala piccola del Kino Šiška aveva sollevato parecchi dubbi. Stando all’organizzatore, la Gala Hala era già prenotata, quindi bisognava correre un piccolo rischio e provare per la prima volta a mettere in piedi un concerto nella sala piccola del Kino Šiška, quella che durante i concerti più grossi fa da enorme backstage. I Comeback Kid avevano già suonato in Slovenia e la popolarità della band è piuttosto alta. Stavolta a farli accompagnare c’erano Xibalba, The Greenery e Malevolence, che prima del concerto avevano fatto scoppiare una vera euforia tra gli appassionati di hardcore. Soprattutto per gli americani Xibalba.
Sul palco sono saliti per primi gli inglesi Malevolence, e già dopo le prime battute era chiaro che quella sera non ci sarebbe stata pietà. Anche il suono era sorprendentemente buono, e il pubblico, a giudicare da tutto il casino che faceva, era andato in delirio. I Malevolence hanno portato un approccio piuttosto moderno all’hardcore, grazie al legame con il death metal. Questa giovane band si è mostrata senza dubbio sotto una luce parecchio estrema, infilando nei pezzi blast beat e breakdown aggressivi. Va elogiato soprattutto il batterista, che spiccava davvero per velocità. Dalla band ci si poteva aspettare un po’ più di energia: i chitarristi erano fin troppo statici. Insomma, serve ancora un po’ di chilometri sulle spalle, ma la musica ha convinto più che pienamente.
A differenza di chi li aveva preceduti, The Greenery non erano estremi come i Malevolence. La band pescava da ricette più collaudate, in pratica da quei semplici riff punk che davano un tocco old school. In primo piano c’erano pezzi brevi ma incisivi, che hanno spinto di nuovo il pubblico a fare circle pit e altre follie. Coi loro riff a tre accordi The Greenery non erano niente di speciale, ma il cantante, piuttosto energico, si faceva notare: ogni tanto parlava un po’ troppo, però con i suoi sbarellamenti sotto il palco ha fatto più che una buona impressione.
Per molti gli assi della serata erano i californiani Xibalba, che con due album finora hanno dimostrato che l’hardcore non è poi così stra-masticato. La band serve infatti un mix piuttosto autentico di hardcore, death metal e doom metal. E con le parti lente, tra doom e sludge, gli Xibalba accumulavano una tensione che esplodeva nei passaggi più veloci, con il pubblico a scatenarsi in modo indescrivibile. In linea con la loro musica, sul palco gli Xibalba sembravano una band parecchio cupa, e così il suono sludge delle chitarre ha reso al meglio. Adeguato anche il vocalist brutale, che si incastrava alla perfezione con le chitarre pesanti. In tutte le parti lente e morbose la band era ben coordinata sul palco. Niente corse e sbandamenti per il palco come in tante band hardcore, ma nonostante l’atteggiamento piuttosto freddo il pubblico ha risposto con movimenti da ballo che ricordavano un mix di karate e danza classica. Gli Xibalba hanno senza dubbio entusiasmato, e per stile starebbero bene anche accanto a qualche band più metal, ad esempio i Crowbar. La band ha di certo del potenziale; se riuscirà a toccare platee più grandi, per ora resta un mistero.
Con i Comeback Kid c’è stata una leggera svolta di genere. La sala si è riempita a vista d’occhio, il che voleva dire meno spazio di manovra per quelli che prima si erano esibiti nelle loro acrobazie di karate. Ma il pubblico ha impazzito anche con la musica dei Comeback Kid, orientata a un hardcore melodico. Di moshpit ce n’erano a volontà, e di gente che si tuffava dal palco pure. Dei Comeback Kid si vedeva subito che hanno molta più esperienza dei tre gruppi precedenti. La band era più che solida nell’affiatamento e l’esibizione energica. Il cantante era sì quello che si muoveva di più, ma anche gli altri conoscevano bene il proprio posto. Anche il rapporto col pubblico era piuttosto professionale: chi si tuffava dal palco non è stato buttato giù a forza, come invece capita spesso con certe band inesperte. In un’ora i Comeback Kid hanno di nuovo entusiasmato il pubblico sloveno con le loro hit come Wake The Dead, Broadcasting…, G.M. Vincent & I e con le novità del fresco album Die Knowing. Il quintetto canadese, come le altre band, ha convinto, e di facce deluse non se ne sono viste.
Nonostante i dubbi iniziali, nella sala piccola del Kino Šiška è andato in scena un vero spettacolo hardcore. Dire chi siano stati i favoriti è in effetti difficile. In ogni caso, in tanti vorrebbero vedere altri concerti così.
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