Hardcore still lives! (2013)
Autore: Primož Novak
Luogo: Mostovna/Nova Gorica/Slovenia
Data del concerto: 14.12.2013
Prezzo del biglietto: 23 €
Negli ultimi anni nel celebre club Mostovna è passato più di un nome di spicco dell’hardcore, del thrash e del death metal e di altri generi. Sul palco del locale sono già saliti i leggendari Suicidal Tendencies, Exodus, Obituary, per citarne solo qualcuno. Il concerto di questo sabato, invece, era riservato ai leggende newyorkesi dell’hardcore Madball, uno dei pilastri della scena NYHC insieme a gente come Agnostic Front e Sick of It All. In tour con i Madball c’erano anche Deez Nuts, Your Demise e Nasty.
La prima band, i Nasty, si è rivelata una che non sa proprio cosa voglia dire col suo cosiddetto beatdown hardcore. Il tutto sembrava un miscuglio di breakdown e di »din din« strimpellato sulla chitarra. Il cantante, con la sua presenza scenica, sembrava un finto duro scappato dalla scena hip-hop. I Nasty qualcuno nel pubblico comunque l’hanno smosso: per aria giravano braccia e gambe sulle canzoni monotone dei Nasty. Spesso però il microfono veniva »prestato« perché qualcuno sotto il palco urlasse qualche frase trita e ritrita. L’interesse per i Nasty si è visto anche dal fatto che la sala era mezza vuota: la maggior parte preferiva chiacchierare fuori davanti a una birra. In una scena sovrasatura oggi ci sono tantissime band mediocri, anche troppe, ma i Nasty erano sotto la media.
Con gli Your Demise il quadro è cambiato. Certo, la band non ha la brutalità di chi li ha preceduti, anzi, il suo hardcore è tinto di parecchia melodia. Certo, gli Your Demise non inventano nulla di nuovo e si tengono alle linee guida collaudate dell’hardcore, quelle che si sentono in gente come gli Agnostic Front e simili. Eppure il pubblico è letteralmente impazzito. Di gente che si buttava dal palco ce n’era a bizzeffe, le prime file erano in continuo movimento tra moshpit e circle pit vari. I tuffi dal palco sono arrivati a un punto tale che spesso è dovuto intervenire il roadie della band, che si preoccupava che sul palco non ci fosse troppa gente a intralciare i musicisti. Gli Your Demise quest’anno hanno annunciato che si scioglieranno. Eppure il loro addio sta andando avanti parecchio a lungo. In estate hanno fatto qualche data nei festival, tra cui anche l’edizione di quest’anno del Punk Rock Holiday, e poi è seguito un tour europeo. Ma in questo periodo gli Your Demise hanno fatto un’ottima impressione sul pubblico sloveno. Alla Mostovna va però sottolineato che al concerto sono venuti anche molti italiani. Comunque sia, gli Your Demise col loro hardcore più melodico hanno fatto il loro mestiere.
Dopo gli Your Demise è toccato alla sensazione hardcore australiana Deez Nuts, che dalle nostre parti si ferma piuttosto spesso. I Deez Nuts hanno presentato il loro ultimo lavoro Bout It!, e a dare nell’occhio a tutti era il cantante tatuatissimo JJ Peters, che come gli Your Demise è riuscito a mettere in moto il pubblico. La sala era piena quasi fino in fondo e nelle prime file si andava avanti come si deve, tra sangue, sudore e lacrime. Proprio come vuole un concerto hardcore. Always the hard way… Un fan dell’hardcore può esaltarsi con i Deez Nuts. La band ha riff autentici, senso dell’impatto e del ritmo; il problema è solo la voce del cantante, che ha poca aggressività e un timbro poco adatto. In più si affida troppo a veloci linee hip-hop, e di conseguenza ha anche steccato. In ogni caso i Deez Nuts hanno guadagnato in brutalità quando in un pezzo si è unito a loro Freddy dei Madball. I Deez Nuts hanno senza dubbio soddisfatto buona parte del pubblico, anche se qualche naso insanguinato si vedeva.
Poco dopo le undici sono saliti sul palco: Freddy Cricien (voce), Hoya Roc (basso), Mitts (chitarra) e Mike Justian (batteria). Il quartetto si è presentato senza dubbio sicuro e senza compromessi, come si conviene all’hardcore. In circa un’ora di esibizione ha servito al pubblico praticamente tutti i classici della sua discografia, compreso qualche pezzo dal primo EP Balls of Destruction. Già dai primi brani si vedeva che il pubblico era andato in delirio. Per aria volavano anche i bicchieri di plastica di birra, e il casino sotto il palco non finiva più, anche se alcuni erano sul campo di battaglia fin dall’inizio. Anche con gli stagediver il roadie ha dovuto di nuovo darsi da fare perché il palco non si riempisse troppo, secondo la regola »my stage is your stage«. Alla band, a dire il vero, non dava fastidio nemmeno un po’. Del resto ci sono abituati da più di 20 anni. Spesso Freddy ha anche passato il microfono a qualcuno del »pubblico« salito sul palco, per fargli vivere quei due secondi di gloria.
I Madball hanno ripescato nel loro repertorio molti classici, ma a dominare sono stati soprattutto i pezzi di impatto a medio tempo. Ci si poteva esaltare su hit come Down By Law, We the People, Hold It Down, 100%, Set It Off e tanti altri brani, con cui hanno mostrato l’autenticità del vero hardcore newyorkese. Sul palco la band sembrava di ottimo umore, e soprattutto va sottolineata la loro forma eccellente. I Madball, evidentemente, con gli anni diventano solo migliori. Sul palco la band funziona come un’unica entità. Freddy, con i suoi capelli lunghi, saltava per il palco come un ragazzino iperattivo, e gli altri non erano da meno, a parte il bassista, che più che altro cercava di tenere il ritmo. La voce di Freddy è potente e chiara, ogni tanto qualche suo urlo veniva ulteriormente rinforzato dal mixer, così che in sala a tratti rimbombava parecchio. La sezione ritmica non scherzava. Il chitarrista, il veterano dell’hockey Mitts, sparava riff potenti ma semplici, mentre alla batteria dominava Mike Justian, che prima aveva suonato in band più complesse, quindi suonare nei Madball non gli crea nessun problema. Va elogiato anche l’atteggiamento di Freddy. Non ha forzato il pubblico a fare mosh o circle pit. Quando il pubblico ha chiesto un circle pit ha semplicemente detto che non obbliga nessuno, ma che se ne hanno voglia possono farlo, il circle pit. Il pavimento della sala era scivoloso per la birra versata e, nonostante il freddo di fuori, dentro c’era una vera sauna. I fan dell’hardcore, alla fine, hanno avuto quello che chiedevano. Alla Mostovna, con Madball, Deez Nuts, Your Demise e Nasty, è esplosa una vera festa hardcore, di quelle che non si dimenticano tanto facilmente.
I Madball per tutto il concerto hanno dimostrato di non essere ancora da buttare. A confermarlo può bastare solo la frase di chiusura: »Hardcore still lives!«