Hate
Autore: Rok Klemše
Artista: Vendetta
Etichetta: Metal Axe Records
Uscita: 2007
“Thrash is back!!!” Eh sì, nell’ultimo anno o due il thrash metal si sta risvegliando piano piano, ma con ostinazione, e sta risalendo sul trono del metal. Gli anni d’oro del thrash, durati fino all’inizio dei Novanta, sono ovviamente alle spalle, ma i giganti del thrash metal non hanno ancora detto l’ultima parola. La scena della Bay Area si risveglia di nuovo, e il più grande evento thrash di tutti i tempi, il mitico concerto Thrash of the Titans del 2001 (organizzato per raccogliere fondi a favore del cantante dei Testament Chuck Billy, malato di cancro, e della mente dei Death Chuck Schuldiner, purtroppo scomparso), le ha evidentemente dato una nuova spinta. Il nuovo disco degli Exodus è dietro l’angolo, il successore di The Gathering dei Testament possiamo aspettarcelo l’anno prossimo, i Megadeth registrano ostinatamente già dai favolosi anni Ottanta, i Metallica, a giudicare dagli ultimi concerti, sembrano rinati, si prospetta anche l’attesissimo disco degli Heathen, e potremmo andare avanti ancora.
A differenza dei colleghi americani, però, i rappresentanti del thrash tedesco, il cosiddetto thrash teutonico, sono stati più sgobboni e costanti. Se escludiamo la breve pausa dei Destruction, la sacra trinità del thrash tedesco, composta dai già citati Destruction, Sodom e Kreator, è in attività senza sosta da una buona ventina, venticinque anni. Purtroppo, accanto a nomi così grossi si dimenticano spesso quelli più piccoli, ma non per questo meno validi. Una di queste band è la mitica thrash band tedesca Vendetta, che alla fine degli anni Ottanta ha pubblicato due album eccellenti – Go and Live… Stay and Die (1987) e Brain Damage (1988) – che più che al thrash tedesco più brutale si facevano paragonare al thrash metal della Bay Area. I Vendetta poi sono usciti di scena in silenzio, sprofondando nell’oblio… Poi nel 2002 si sono riformati, con una squadra svecchiata e rinfrescata (della formazione originale oggi nei Vendetta è rimasto solo il bassista Heiner), e hanno iniziato a lavorare a un nuovo disco, che finalmente, quest’anno, a 19 (!) anni da Brain Damage, ci ritroviamo davanti. Preparatevi all’odio, tornano i Vendetta!
Un cambio totale di formazione porta con sé anche un cambio di stile, no? Beh, un fondo di verità c’è, ma non è tutto qui. I Vendetta suonano ancora velenosamente thrash, solo che Hate è un thrash metal un po’ più moderno nelle tinte. No, tranquilli, non si tratta dell’ennesimo suono “core” già masticato e rimasticato. I Vendetta sanno dannatamente bene cos’è la vecchia scuola del thrash e ci restano fedeli, solo che la produzione di questo album è incredibilmente buona. A differenza di praticamente tutti i grandi album thrash, che diciamocelo chiaro sono prodotti piuttosto alla carlona (vabbè, anche questo fa parte del loro fascino), Hate è finalmente un disco thrash di cui posso dire a cuor leggero che si sente anche il basso (a meno che in band non ci sia Steve DiGiorgio, ovviamente), perché il basso tiene testa alle chitarre senza problemi. Anzi, il basso di Heiner ha un “groove” davvero pazzesco, che dà alle chitarre una base eccellente e un sostegno ancora migliore alla batteria di Lubber, e ogni tanto salta fuori anche qualche ottimo “lick” di basso. Heiner in studio ha registrato anche la chitarra ritmica, purtroppo il chitarrista della formazione originale Daxx ha deciso di partecipare soltanto alla scrittura del disco. Anche se il chitarrista solista Frank sfodera alcuni passaggi molto solidi e un paio di assoli niente male, al disco manca comunque qualche riff tagliente in più, quindi spero che in futuro i Vendetta prendano con sé un altro chitarrista.
I testi di Hate sono, come da titolo, incazzati, furiosi e per lo più rivolti contro la società. Avete notato che non ho ancora nominato il nuovo cantante Mario? Aspettavo di poter collegare la sua voce ai testi, perché li interpreta più che egregiamente con un vocal tagliente, aggressivo, da vero thrash. Per lo più Mario resta sui registri medi, dove la sua voce ricorda in modo quasi sfacciato un mix tra un Chuck Billy e un James Hetfield in forma smagliante (periodo Kill ‘Em All, ovviamente); a tratti si spinge anche sulle altezze, ma non aspettarti nessun falsetto in stile “Russ Anderson”. La rabbia verso la società e la politica di oggi i Vendetta la descrivono al meglio nell’ottimo thrasher Lying Society e nell’anarchica Rise for Revolution, annunciata da un pezzo del discorso I Have a Dream di Martin Luther King. Il testo più interessante dell’album, però, è senza dubbio quello di Hannibal, un breve ma gustoso epos sul condottiero cartaginese Annibale. Proprio come lo stratega attraversò le Alpi con gli elefanti, i Vendetta con il thrash volano sulle vette!
Purtroppo il difetto più grosso di questo disco, per il resto molto buono, è la sua brevità. Con una mezz’ora scarsa i ragazzi non giustificano proprio vent’anni di assenza. Giusto quando iniziano a farti male i muscoli del collo e i timpani, i Vendetta ti tagliano il piacere thrash in modo davvero odioso. Ti caricano quel tanto che basta perché da qualche parte nel profondo risuoni: “ne voglio ancora!” Con Hate i Vendetta non hanno creato il nuovo disco thrash metal rivoluzionario, ma è bellissimo vedere che, nonostante un’assenza così lunga, trovano ancora la motivazione e la voglia di suonare. E questa, in fondo, è l’essenza di ogni musicista che non è mosso solo dal guadagno. Vendetta, bentornati, l’odio l’avete seminato, e teniamo le dita incrociate per sentire stavolta qualcosa di più di soli due dischi. Volete odio? Chiamate Vendetta!
Formazione
Mario – voce
Frank Heller – chitarra
Klaus “Heiner“ Ullrich – basso
Thomas Lubber – batteria
Produzione
Vendetta
Tracklist
1. Hannibal 03:10
2. Lying Society 02:53
3. Guerrillas 03:45
4. Hate 05:25
5. Prepare Your Self For Hostility 03:14
6. Mother 04:09
7. Rise For Revolution 04:15
8. Dead People Are Cool 02:58