Have A Nice Day

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Autore: Jernej Vene

Artista: Bon Jovi
Etichetta: Island Records
Uscita: 2005
Durata: 49:40
Voto: 3.5/5

I Bon Jovi sono senza dubbio una delle rock band più popolari degli ultimi decenni. Esplosi negli anni Ottanta, sono stati tra i protagonisti principali dell’hard rock melodico (e pop) americano. All’inizio dei Novanta hanno fatto una svolta stilistica importantissima: nei dischi successivi hanno puntato su un rock decisamente più moderno, che però ha sempre conservato un po’ della vecchia grinta e della dolcezza melodica di un tempo. Ed è proprio questo cambiamento ad aver tenuto i Bon Jovi in cima alla scena rock per tutti questi anni. I ragazzi, ovviamente, hanno mantenuto un approccio onesto verso se stessi, il proprio lavoro e chi li ascolta. Il loro successo, poi, sta di sicuro anche nel fatto che sanno scrivere canzoni di qualità e incredibilmente orecchiabili. A volte si fanno dare una mano da amici, noti songwriter americani: per il disco Have a nice day nel ruolo ci sono stati John Shanks e Desmond Child. Il nono album in studio, Have A Nice Day, è come approccio un seguito piuttosto logico del predecessore Bounce del 2002. I pezzi si reggono su strofe ben marcate, melodie cantabili e ritornelli ammiccanti.

I Bon Jovi restano per lo più ancorati a un pop rock classico, molto mainstream e dal suono tipicamente americano. L’opener, che è anche la title track, ne è l’esempio perfetto. Però qualcosa stona: nel 2000, con l’album Crush, avevano sfornato il grande hit It’s My Life, che assomiglia parecchio alla title track di Have A Nice Day. È il grosso problema delle band in attività da un decennio o più. Forse non è questione di idee esaurite, quanto di muoversi in un giro musicale prevedibile, per cui sembra davvero difficile fare un disco competente che col tempo valga più di un semplice sassolino sul sentiero della carriera della band.

Anche su Have a nice day ci sono alcuni ottimi brani acustici e qualche ballad. Nel complesso, però, il disco è più vicino a un pop rock americano mainstream, prevedibile e riconoscibile al volo, che alle strade rock più dure che la band in passato ha battuto spesso. Detto questo, non sarebbe giusto dire che i Bon Jovi abbiano fatto un disco conservatore o noioso. In ogni pezzo si sente anche qualche tocco più moderno. La loro identità rock da classifica si sposa benissimo con testi agrodolci, ancora piuttosto personali e sempre vicinissimi all’americano medio. Qui i Bon Jovi si avvicinano parecchio al loro modello e conterraneo Bruce Springsteen. I loro testi sono molto meno impegnati dei suoi, ma in una delle canzoni i Bon Jovi toccano con una bella dose d’ironia anche le elezioni americane del 2004. Come ormai è abitudine per la band, anche stavolta ogni cosa è al suo posto. L’esecuzione è eccellente, la produzione pure, e le canzoni sono forse un filo più ascoltabili che su alcuni dei loro dischi precedenti. Un disco interessante per chi ama il rock da classifica.

Formazione

Jon Bon Jovi – voce, chitarra
Richie Sambora – chitarre, voce di accompagnamento
David Bryan – tastiere, voce di accompagnamento
Hugh McDonald – basso, voce di accompagnamento
Tico Torres – batteria, percussioni

 

Produzione

Jon Bon Jovi, Dann Huff, Rick Parashar, Richie Sambora, John Shanks

Tracklist

1. Have A Nice Day
2. I Want To Be Loved
3. Welcome To Wherever You Are
4. Who Says You Can’t Go Home
5. Last Man Standing
6. Bells Of Freedom
7. Wildflower
8. Last Cigarette
10. I Am
12. Complicated
13. Novocaine
14. Story Of My Life
15. Who Says You Can’t Go Home

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