Hawkwind: Stories From Time And Space (2024)

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Data di uscita: 5/4/2024
Etichetta: Cherry Red Records
Produzione: Hawkwind
Durata dell’album: 59.45 min
Genere: Progressive Rock / Space Rock
Voto: 9,5 / 10


“Stories From Time And Space” è il 35° album in studio della longeva istituzione spacerock britannica
Hawkwind. È il loro 35° traguardo in studio, se non contiamo ovviamente gli album che in passato hanno
registrato sotto nomi alternativi come Hawklords, Church of Hawkwind, Psychedelic Warriors e
Hawkwind Light Orchestra. Stare al passo con la loro discografia vastissima, piena di così tanti
progetti collaterali, è un’impresa dura anche per i fan più sfegatati degli Hawkwind, visto che un nuovo
disco in studio esce quasi ogni anno.

Il successore di “The Future Never Waits” (2023, RockLine recensione) è stato registrato e pubblicato in meno di un anno, un risultato notevole solo per chi non conosce il ritmo creativo dei pionieri dello space rock guidati dall’ormai 82enne ‘capitano’ Dave Brock. Probabilmente è proprio la veneranda età di Brock la sua motivazione principale: finché è su questo pianeta, registrare più buona musica possibile, e fa benissimo. Nel corso dei decenni ha dovuto vivere fin troppe scomparse premature di ex membri della band e amici come Lemmy, Robert Calvert, Huw Lloyd-Langton, Ginger Banker e Nik Turner (beh, questi ultimi due almeno sono arrivati rispettivamente a 80 e 82 anni).

Agli Hawkwind riesce in qualche modo di tenere i loro album in studio degli ultimi dieci-quindici anni, da “Blood of the Earth” (2010) in poi, sempre su un livello qualitativo alto, senza drastici
sbalzi, nonostante escano quasi ogni anno. Non fa eccezione “Stories From Time
And Space”, che sotto ogni aspetto è un classico album degli Hawkwind, con un alto grado di eclettismo e la loro
inconfondibile versione dello space rock, con tocchi occasionali di rock psichedelico e hard rock,
accompagnati da testi fantascientifici e di critica sociale. A differenza del predecessore, che
ricordava fortemente alcuni dei loro lavori più celebrati della prima metà degli anni Settanta,
“Stories From Time And Space” è un vero ‘minestrone’ di stili dei
vari periodi creativi della band, compresi gli anni Ottanta e i decenni successivi.

Per lo più i testi ruotano stavolta attorno all’inesorabile scorrere del tempo e ai viaggi nel tempo. Con maestosi
arrangiamenti sinfonici in sottofondo, “Our Lives Can’t Last Forever”, cantata e suonata da nientemeno che il
cantante e chitarrista Brock, è un’apertura eterea ma insolitamente malinconica.
“The Starship (One Love One Life)” è un classico, rappresentativo ‘trip’ spacerock degli Hawkwind che,
soprattutto con una pletora di effetti psichedelici di sintetizzatore, oscuri passaggi di chitarra e tipici
schemi ritmici, evoca l’atmosfera di un viaggio spaziale. “What Are We Going to Do While We’re Here”
viene arricchita a dovere da scintillanti passaggi di sax che aggiungono ai tradizionali elementi sonori degli Hawkwind
anche un po’ di jazz. Entusiasma anche la prova infuocata del batterista storico Richard Chadwick (nella
band dalla fine degli anni Ottanta), probabilmente uno dei batteristi più trascurati della scena prog rock.

In “The Tracker”, che suona come un pezzo perduto degli Hawkwind anni Settanta, si sente chiaramente
come la prima scena psichedelica con i Pink Floyd abbia influenzato il giovane Brock e lo sviluppo
del primo space rock, mentre certi elementi ritmici ‘hawkwindiani’ che si sentono anche
stavolta hanno avuto un’influenza innegabile sul punk. Lo strumentale etereo “Eternal Light” fa da breve ouverture alla
nostalgica “Till I Found You”. Lo strumentale di taglio acustico “Underwater City” e soprattutto
“The Night Sky”, speziata di mellotron, con la loro atmosfera romantica faranno ricordare a certi fan
di lunga data “Lost Chronicles”, classico di “The Xenon Codex” (1988). Tra i picchi
dell’album ci sono senz’altro la giostra eclettica “Traveller of Time & Space”, in cui si sentono tra l’altro anche
arrangiamenti d’archi, e “Frozen In Time”, insolitamente melodica per gli standard Hawkwind, cantata
dal chitarrista/tastierista Magnus Martin. Gli amanti dell’incrocio tra space rock e jazz rock fusion
troveranno pane per i loro denti con la conclusiva “Stargazers”.

Di tutti i pionieri del progressive rock ancora in attività nati alla fine degli anni Sessanta,
sono proprio gli Hawkwind quelli da cui è più probabile aspettarsi che non ‘sbaglino’ e che sfornino senza dubbio
un ottimo album in studio, nonostante Brock sia uno dei musicisti rock ancora
attivi più anziani. Proprio per questo non sorprende che “Stories From Time And Space” sia una leccornia per tutti gli
amanti dello space rock ‘old school’ dei tempi d’oro del movimento progressive rock. Gli Hawkwind invecchiano
come il buon vino e speriamo che la loro astronave solchi ancora a lungo le galassie musicali della nostra
dimensione.

Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik

Tracklist:
1. Our Lives Can’t Last Forever (5:37)
2. The Starship (One Love One Life) (7:40)
3. What Are We Going to Do While We’re Here? (7:04)
4. The Tracker (5:00)
5. Eternal Light (1:40)
6. Till I Found You (4:51)
7. Underwater City (3:05)
8. The Night Sky (2:28)
9. Traveller of Time & Space (7:27)
10. Re-generate (5:02)
11. The Black Sea (1:11)
12. Frozen in Time (3:25)
13. Stargazers (5:15)

Formazione:
Dave Brock – chitarra, voce
Magnus Martin – chitarra
Tim “Thighpaulsandra” Lewis – tastiere
Doug MacKinnon – basso
Richard Chadwick – batteria

Musicista ospite:
Michal Sosna – sassofono nel brano n. 3


Hawkwind – “Stories From Time And Space” (Cherry Red Records, 2024)
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