Heart Line: Back In The Game

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Etichetta: Pride & Joy Music
Data di uscita: 19. 11. 2021
Produzione: Heart Line
Durata dell’album: 46.32 min
Genere: AOR revival / Melodic Rock
Voto: 8.5/10


Gli Heart Line sono una nuova formazione francese votata al revival AOR. La squadra è composta da cinque musicisti di esperienza, guidati dal chitarrista, compositore principale e produttore Yvan Guillevic (YGAS, PYG, United Guitars), affiancato da:  il cantante Emmanuel Creis (Shadyon, Equinox), il tastierista Jorris Guilbaud (Devoid, Shadyon), il batterista Walter Français (Shadyon) e il bassista Dominique Braud (YGAS, EBH).

Quindi? Non confonderli con gli americani Hardline, con gli inglesi Heartland o, Dio ce ne scampi e liberi, con il media rock sloveno RockLine. Nella loro visione siamo davanti a un’entità musicale ben definita e rifinita, che non porta nulla di nuovo, ma quello che affronta sull’esordio «Back in the Game» lo affronta con il perfezionismo di chi sa riscaldare in modo brillante la vecchia zuppa musicale, quella fondata e scritta in gran parte già nella prima metà degli anni Ottanta.

Dieci pezzi che portano l’ascoltatore dritto nel grembo degli anni Ottanta. Per produzione, arrangiamenti, esecuzione. Di solito i francesi non amano granché cantare in inglese, e la cosa viene dalla loro storia, ma gli Heart Line sono estremamente convincenti anche su questo fronte. Anni fa irruppero sulla scena, ad es., gli australiani White Widdow, di cui negli ultimi anni peraltro si sono perse le tracce. L’approccio compositivo degli Heart Line a tratti è molto simile (ad es. I’m in Heaven), solo che gli Heart Line puntano su una produzione più viva e organica, chitarre più cariche e un fruscio di sintetizzatori anni Ottanta un po’ più mosso e vario. In ogni caso il cantante Emmanuel Creis, con il suo timbro piacevole e contagioso e il suo marchio interpretativo, mette ai pezzi e all’espressione della band il puntino sulla ‘i’ della credibilità, tanto che gli amanti dell’AOR e del rock melodico non avranno proprio nulla da rimproverare. 

«Back in the Game» è un disco incredibilmente ascoltabile, lungo una buona tre quarti d’ora, senza un solo tempo morto. Arrangiato con astuzia, confezionato con raffinatezza nel riciclo di ciò che è già stato inventato; la band cita come nucleo d’ispirazione, tra gli altri: Winger, Giant, Foreigner (ascolta il penultimo brano dell’album, la ballad In the City), Whitesnake. Detto abbastanza.

Il fascino straordinario del disco è alimentato dall’eccellente chitarra di Yvan Guillevic, che soprattutto negli assoli dentro i passaggi mid-eight lascia di stucco con un cuore vertiginoso di rifinitura tecnica altissima. Quando a lui si aggiunge con i suoi assoli anche il tastierista Jorris Guilbaud, come accennato in Fire Dance o nella conclusiva, ‘party time’ I Long To Rise, gli Heart Line raggiungono un momento brillante di ribaltamento dell’atmosfera e di impennata della dinamica, senza rinunciare nemmeno per un attimo a tenere altissimo il livello di musicalità. Anche in termini di dinamica nello sviluppo degli eventi sull’album. Con l’eccezione della ballad Once In A Lifetime, di impatto ma un po’ tirata per le lunghe e lagnosa, «Back in the Game» mantiene un’affilatezza davvero rock. Nonostante la navigazione in acque AOR revival, dove uno si aspetterebbe una produzione di chitarre un filo più morbida. I ritornelli sono avvolti in una bombasticità rapace e i pezzi si rubano l’attenzione a vicenda. Il disco parla alla nostalgia e gli Heart Line dimostrano di essere un’altra band che i veri fan del genere adotteranno in un lampo e faranno propria. Tanto è convincente, infatti, il loro riciclo.

Autore: Aleš Podbrežnik


Tracklist:
1. Fighting To Live (4:50)
2. One Night In Paradise (4:05)
3. Hold On (3:53)
4. I’m In Heaven (4:55)
5. On Fire (3:33)
6. Back In The Game (3:59)
7. Once In A Lifetime (4:27)
8. Fire Dance (3:51)
9. Stranger In The Night (4:13)
10. In The City (4:56)
11. I Long To Rise (3:43)

Formazione:
Emmanuel Shadyon Creis – voce
Yvan Guillevic – chitarra
Jorris Guilbaud – tastiere
Dominique Braud – basso
Walter Français – batteria

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