Heavy Rain
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: All Strings Detached
Etichetta: ZARŠ Records
Uscita: 2014
Durata: 51:'06
Voto: 3.5/5
Gli acquazzoni di giugno sono una costante. E questo giugno la Založba Radia Študent ci mette sul piatto un disco con un titolo, guarda un po’, parecchio eloquente! Gli All Strings Detached sono un duo femminile formato da Vesna Godler e Jana Beltran. Le due ragazze hanno messo di tasca loro tutte le idee per »Heavy Rain«, il loro esordio in studio. Testi, arrangiamenti, musica. Tutto. E suonano e cantano tutto da sole, sempre su quello stesso disco. Magari questa introduzione ti ricorda la storia degli Incurabili, ma la premessa minimalista è in realtà l’unico punto di contatto sensato tra i due duo. La differenza di vibrazioni energetiche e di stati d’animo tra le due coppie è infatti marcata quanto la differenza tra i sessi. I background musicali da cui arrivano le due musiciste vantano già un chilometraggio da far invidia, e ne deriva una percezione stratificata del mondo musicale da cui altrimenti pescano l’ispirazione creativa. Gli All Strings Detached, però, sono una storia tutta loro, dove a prendere corpo, prima di tutto e in modo rigoroso, è solo la chimica creativa del momento tra le due musiciste e di nessun altro.
Gli All Strings Detached si trovano più a loro agio con l’inglese. La voce solista è accompagnata da uno sfondo di chitarra arpeggiata che si regge su soluzioni tonali modeste: in sostanza pochi accordi essenziali, che possono ricordare anche un’esercitazione pubblica o un’accordatura dello strumento fatta in fretta. Si arpeggia tanto sulle corde a vuoto, che regalano alle frasi risonanze a tratti dissonanti, e questo contribuisce ad approfondire, punto per punto, lo stato d’animo scelto per ogni brano. Ecco il trucco che porta alla particolarità dell’esperienza con All Strings Detahced. Ti porterà in un mondo inebriante di femminilità sensuale, dove scorre un desiderio struggente di abbandono, ma non a ogni costo. Solo al prezzo del giusto impulso eccitante, che deve arrivare da fuori. Se noi uomini ci avviciniamo alle cose in modo diretto, le creature femminili nel pesare le decisioni sono un po’ più oscillanti e meno sicure di sé.
L’effetto ipnotico, in un’atmosfera da trip, alimentata da uno svolgersi sognante e rilassato ma cupo nello sguardo, non manca di certo. Negli arrangiamenti le ragazze inseriscono contrasti graditi di flauto e pianoforte, e spesso le voci si intrecciano (Winter Scene, Balcony). La parte del leone la fanno le due voci straordinariamente marcate delle musiciste, che qua e là si avvicinano anche al canto da cabaret. Nel disco non troviamo stranezze con odore di avanguardia. Eccessi vocali che ti facciano sanguinare le orecchie non ce ne sono. Il lavoro mantiene per tutto il tempo un livello di musicalità soddisfacente, dentro un’insidia altrimenti alternative rock. Le strizzate d’occhio all’energia dei più grandi autori del cantautorato, da Nick Cave a Leonard Cohen, non mancano.
Di filosofie complicate negli arrangiamenti dei brani, quindi, non ce n’è, ma a disegnare un’altra storia sono gli stati d’animo che le due voci, sentite e piene di pathos, creano in modo autentico e vissuto! Sono loro i due punti caldi dell’album »Heavy Rain«. L’atmosfera è marcatamente cupa, nera, ma senza risparmiare affatto emozioni intime, vissute sulla pelle, e le passioni di una volontà femminile. I brani sono messi in scena a un tempo del tutto pacato. Le ragazze non hanno fretta di arrivare da nessuna parte, e a ogni mossa che scelgono si avvicinano con dedizione e impegno .
Visto che i brani scorrono a un tempo calmo e sognante, la sensazione è che l’album sia racchiuso in un unico, interminabile pezzo di oltre 51 minuti. È anche, forse, l’unico vero difetto del disco, perché qualcuno potrebbe trovarlo monotono. In pratica l’ascoltatore deve concentrarsi a fondo, prima di tutto sul messaggio della poesia: solo allora il contenuto del disco lo tiene abbastanza occupato e, di conseguenza, lo soddisfa, dato che il duo si rivolge all’ascoltatore innanzitutto con il contenuto poetico, mentre l’accompagnamento musicale lavora in secondo piano (come contrasto atmosferico sensato al valore testuale del lavoro). Per questo »Heavy Rain« è un disco impegnativo, a cui devi dedicare più passaggi e aprire del tutto anima e corpo. Nella storia erotica You Go Deep, dove l’anima femminile si fa particolarmente vulnerabile, l’inserimento a metà brano di esplosioni vocali frenetiche, orgasmiche, è una mossa più che gradita: le improvvisazioni vocali, vissute con grande maestria, accendono con efficacia la dinamica e l’imprevedibilità dello svolgimento in un album comunque fortemente malinconico, ma sincero e di cuore, intimamente confessionale.
»Heavy Rain« è senza dubbio una stranezza nel sottobosco alternative rock sloveno. È un esordio audace, che offre uno sguardo chiaro sulle particolarità espressive del dossier musicale del duo All Strings Detached, a cui conviene stare attenti anche in futuro: c’è da aspettarsi che il duo, dotato di senso della musicalità e di una sensibilità rapace nell’interpretazione, coltivi ancora, in futuro, gli spunti musicali messi in campo nell’esordio, e li affini e ne allarghi, in chiave evolutiva, la portata della propria carta d’identità espressiva.
Formazione
Jana Beltran – voce, chitarra, flauto
Vesna Godler – voce, basso
Produzione
Vlado Lešnjak & All Strings Detached
Tracklist
1. I Once Had A Man
2. To Do
3. Winter Scene
4. Studio
5, Nick Cave
6. Balcony
7. Trade Marker
8. If You
9. You Go Deep
10. Slow Mind