HELP! regalano a Tržič un assaggio della magia dei The Beatles (2014)

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Luogo: Bistrica pri Tržiču / Gorenjska plaža (amfiteater) / Slovenia
Data: 11.10.2014


HELP! A Beatles Tribute Band è da anni una presenza fissa della scena musicale slovena. Suonano in continuazione, il che non stupisce, visto che portano in giro l’eredità della band rock probabilmente più importante della storia dell’umanità. Nonostante i ragazzi siano sempre sui palchi, all’autore di questo pezzo, pur con la sua longevità da frequentatore di (troppi) concerti, una serie di circostanze aveva sempre impedito di godersi dal vivo le classiche dei The Beatles suonate dalla band HELP!. Poi però è arrivata finalmente quella sera di sabato libero, quella «fatidica». E per giunta con un concerto gratuito nel complesso della piscina rinnovata di Tržič, nel cuore dell’Alta Carniola. Il nuovo impianto oggi si chiama Gorenjska plaža e ha uno splendido anfiteatro che, palco compreso, è l’ideale per ospitare di continuo band dei generi più disparati.

HELP! A Beatles Tribute Band è un quartetto (e che altro sennò!) di matrice americano-slovena, che lavora e vive in Slovenia da anni. Il leader Ernie Mendillo (nei HELP! è Paul McCartney) ha messo insieme all’altro americano della formazione, Robert McKenzie (nei HELP! John Lennon), anche due ottimi musicisti sloveni: Žiga Stanonik alla chitarra (nei HELP! George Harrison) e il batterista Gašper Oblak (nei HELP! Ringo Star).  La band è salita sul palco intorno alle nove di sera! E il pubblico ha reagito subito con un’ondata di emozioni. Un sacco di giovani mamme e papà con bambini scatenati che si rincorrevano sotto il palco, dalle giovani famigliole fino agli «anziani del paese», passando per ragazzini e teenager armati di canne a spartirsi «fogliame dai dolci contenuti», e tutte le altre anime (inter)generazionali. HELP! A Beatles Tribute mettono sotto lo stesso tetto proprio tutti! Tutte le generazioni. È l’eterna giovinezza dell’eredità dei The Beatles a dettare legge.

Nella prima metà del concerto la band ha suonato soprattutto materiale dell’era «pre-psichedelica» dei The Beatles, mentre nella seconda parte, dopo aver indossato le giacchette grigie, sono risuonati anche i classici del periodo compositivamente più «maturo» degli inimitabili e irripetibili ragazzi di Liverpool. Se facciamo una rapida analisi comparativa tra l’originale e il «tarocco», ecco le osservazioni del caso. La band ha studiato benissimo le armonie vocali di accompagnamento, e la cosa curiosa è che McKenzie (l’uomo che fa le veci di Lennon) con il colore di base della voce si avvicina più a McCartney che non Mendillo, imbracciato il basso Hofner «a violino» (nel ruolo di McCartney). L’intonazione generale delle voci è più bassa rispetto agli originali. Bisogna farsene una ragione, e infatti nei registri più alti ogni tanto nelle armonie ha «scricchiolato».  Inoltre Mendillo non è mancino come McCartney, ovvero come l’uomo che potrebbe suonare il basso sia da destrimano sia da mancino, il che comunque è un appunto minore. Allo stesso tempo, a un’occhiata fugace è chiaro che almeno i due americani indossano parrucche alla Beatles, e forse pure Oblak, che è l’unica mossa giusta quando non si può fare altrimenti. Quanto all’esecuzione, la band risulta molto convincente. Compatta, precisa. Suonano alla grande! Nel quartetto a calamitare davvero le orecchie è soprattutto il lavoro di Žiga Stanonik, che possiede una misura di raffinatezza e finezza straordinarie nel controllo dei bending delle corde. Il suo suono, sempre organicamente pulito e contrastato dal «riverbero», ha restituito repliche di altissimo livello degli assoli originali, anzi, un loro vero e proprio superamento, cosa per cui l’illustrissimo George Harrison avrebbe di sicuro applaudito, se fosse ancora vivo. Gli assoli degli originali, infatti, non sono mica uno scherzo! Žiga è senza dubbio la prima attrazione dei HELP!, soprattutto quando, mentre suona la chitarra, si lancia anche nell’esecuzione vocale di brani come Here Comes the Sun e Something e Blackbird, avvicinandosi in modo incredibilmente azzeccato alle caratteristiche vocali di George Harrison.

Se diamo una scorsa al repertorio della serata, abbiamo assistito all’esecuzione dei seguenti brani dei The Beatles (qualcuno sarà sicuramente sfuggito alla memoria):  Please Please Me, Eight Days A Week,  Slow Down, Please Mr. Postman, All My Loving,  It Won’t Be Long, A Hard Day’s Night, Drive My Car, Day Tripper, I Want To Hold Your Hand, She Loves You, Obladi Oblada, Twist And Shout, I Need You, Help!, With A Little Help From My Friends, Come Together, Get Back, Here Comes The Sun, We Can Work It Out, Let It Be, Hey Jude, Yellow Submarine, Revolution, Norwegian Wood (The Bird Has Flown), Can’t Buy Me Love, Nowhere Man, Back in the USSR,  Yesterday, Lucy In The Sky With Diamonds, e nel primo bis la toccante Something a sorpresa, più la chicca della serata, la Blackbird nella versione di Harrison. Dal repertorio non sono mancate nemmeno tre cover di altri artisti che i The Beatles eseguivano sul palco durante la loro carriera, ovvero Rock ‘N’ Roll Music, Long Tall Sally e Roll Over Beethoven. Anche con la strumentazione e il resto della logistica di base dell’impianto audio, la band è riuscita a restituire un suono molto vicino all’originale. Un elogio speciale va poi al celebre, rodato ed esperto fonico, che altri non era se non Yoldi. 

Dopo tutto quanto scritto, viene da farsi una domanda retorica. Sappiamo che da qualche anno a Lubiana, la metropoli slovena, passano con i loro concerti alla Cvetličarna i The Beatles Revival, un’altra versione di “tribute to Beatles”. Dalla Repubblica Ceca. Ebbene, nel loro imitare i The Beatles non sono per niente meglio né più bravi della band “HELP! A Beatles Tribute”. Perché allora ogni anno sui palchi della capitale slovena non ci finiscono piuttosto i HELP!? Credo che costino anche meno, e poi le spese di viaggio per loro sono incomparabilmente più basse!

Il divertimento di cuore e l’umore sereno di questa serata a Bistrica pri Tržiču sembravano non finire mai. HELP! si sono letteralmente comprati il pubblico, che alla fine vera e propria non voleva proprio saperne di lasciare l’anfiteatro. Uno show lungo in tutto più di due ore e mezza, durante il quale la band ha suonato di sicuro circa 35 brani. Un’approssimazione all’originale degna e da peccato mortale. Se mettiamo da parte le pretese dei più alti standard qualitativi che dovrebbe offrire una qualsiasi replica dei The Beatles secondo sua santità «Dr ProgRock», che durante il concerto ha sentito la mancanza sul palco di sitar, amplificatore Leslie e organo Hammond, e molto probabilmente anche dell’esecuzione di pezzi come Tomorrow Never Knows, The Fool on the Hill o A Day in the Life, HELP! A Beatles Tribute Band è una band cucita addosso per soddisfare benissimo la maggior parte delle richieste degli amanti dei The Beatles, e che fa il suo lavoro in modo convincente e con grande dedizione!

autore: Aleš Podbrežnik
foto: Aleš Podbrežnik


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