Hot Streak
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Winery Dogs, The
Etichetta: Ear Music Records
Uscita: 2015
Durata: 65:55
Voto: 4/5
Su tre super musicisti come Billy Sheehan, Richie Kotzen e Mike Portnoy non serve sprecare troppe parole. Tre macchine musicali. Ognuno, da solo, un fenomeno assoluto. In questa compagnia a tre, ciascuno è stato portato in giro da un vento musicale tutto suo. Tre pezzi unici. Se li confronti con i loro coetanei, sono dei fenomeni assoluti che sbucano dalla media da lontano un miglio.
Per non tirarla troppo per le lunghe con l’introduzione, andiamo dritti al sodo. L’album »Hot Streak« è il seguito della storia iniziata con l’omonimo debutto uscito nel 2013. Visto con che ritmo Kotzen ha sfornato album in studio negli ultimi anni, è chiaro che la creatività non gli si è affatto prosciugata, nemmeno quando si tratta di creare il materiale per il nuovo album dei The Winery Dogs.
Anche su »Hot Streak« si sente una struttura musicale stratificata, frutto dei diversi ambienti musicali in cui i tre pilastri della band sono cresciuti nel corso della carriera. Kotzen è il portatore delle idee. È lui a mettere sul piatto le componenti di soul, funk, hard rock e anche blues, mentre Sheehan e Portnoy potenziano questi spunti con i loro inconfondibili inserti di improvvisazioni ultra-virtuose, e così il nuovo album si incrocia e flirta di nuovo con elementi di progressive rock e perfino di jazz rock fusion. Con questo disco non ti annoierai di sicuro. Anzi. Scoprirai quanto divertimento lucido e quante mosse beffarde sa produrre in studio questo trio scatenato. In un tempo brevissimo. Per questo, rispetto al predecessore, il nuovo album non segna un vero salto evolutivo verso una nuova direzione.
Al di là del fatto che Kotzen continua a crescere in modo straordinario sul piano vocale, al di là dell’intesa solida e straordinaria tra i tre pilastri della storia dei The Winery Dogs, e al di là del marcato valore musicale (tra le composizioni meglio costruite dell’album ci sono sicuramente Ghost Town e, più avanti, Spiral) che il trio sviluppa lungo tutto il disco, bisogna tenere sempre presente che l’ego dei tre impone un continuo riempimento dello spazio disponibile con tonnellate di escursioni soliste, e per questo i pezzi a volte risultano faticosi da ascoltare: gli assoli dilatati, che allentano i motivi portanti delle canzoni, si somigliano parecchio tra loro (compresi i rullatine di Portnoy, ormai quasi prevedibili). L’album è stato suonato in fretta e registrato in fretta. Per questo ha una produzione marcatamente live. Come se fosse stato suonato a un concerto. Sheehan di nuovo occupa uno spazio enorme con il suo suono di basso spesso, corposo e decisamente »groovy«. Ma siccome l’album non è solo una sfilata di muscoli alla Ercole, i The Winery Dogs si concedono anche momenti da ballad, come il brano acustico Fire, dove emergono soprattutto la morbida raffinatezza e la sensualità elegante di Kotzen (assolo compreso).
Anche »Hot Streak« resta un fenomeno musicale assoluto, che i più grandi buongustai della musica prenderanno volentieri, ma anche tutti voi che cercate una valanga di energia rock cruda, autentica, senza fronzoli, con la coppa riempita fino all’orlo di una gran passione per il suonare. Anche se l’album è più lungo di due o tre pezzi del dovuto, il trio continua a funzionare in modo fantastico e, pure con questo nuovo disco, resta idealmente inesauribile.
Formazione
Richie Kotzen – voce, chitarra, tastiere
Billy Sheehan – basso, cori
Mike Portnoy – batteria, voce, cori
Produzione
The Winery Dogs
Tracklist
01. Oblivion
02. Captain Love
03. Hot Streak
04. How Long
05. Empire
06. Fire
07. Ghost Town
08. The Bridge
09. War Machine
10. Spiral
11. Devil You Know
12. Think It Over
13. The Lamb