I coniugi Gilbert incantano Trieste (2013)

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Luogo: Trieste / Casa dei lavoratori portuali (Teatro Miela) / Italia
Data del concerto: 06.04.2013
Spettatori: 450
Prezzo del biglietto: 22,00€ / 25,00€

Tre anni fa il re dello shredding alla chitarra era passato anche dalla Slovenia, ma stavolta noi fan di Gilbert abbiamo dovuto puntare a ovest, fino a Trieste, se volevamo sentirlo e vederlo dal vivo. Il virtuoso si è fermato con la sua banda al Teatro Miela (Casa dei lavoratori portuali) il primo weekend di aprile.

Il meteo quest’anno non ci fa sconti, e anche sabato non è stato da meno, ma in macchina ci si è scaldato il cuore già solo al pensiero di andare verso il Litorale e di vedere il mare per la prima volta quest’anno. Tra le stradine strette da Opicina giù verso Trieste siamo arrivati piano piano fin proprio sul lungomare, dove sorge il Teatro Miela. Col parcheggio abbiamo avuto qualche grattacapo in più che col viaggio, quindi a tutti i futuri visitatori del Teatro consiglio di partire per tempo, perché la sera i parcheggi a Trieste si riempiono in un attimo.

Il Teatro Miela, con sorpresa di tutti noi, si è rivelato un teatro vero e proprio – il palco davanti, subito sotto il palco l’area in piedi, dietro posti a sedere (da cui probabilmente non si vede granché), sopra le sedie una galleria con altre sedute. Ovviamente nessuno di noi ha pensato nemmeno per un secondo di sedersi. Ci siamo piazzati davanti e abbiamo aspettato pazienti il maestro della chitarra.

Alle nove e dieci di sera è salito per primo sul palco un habitué locale con la chitarra acustica, AbbaZabba, all’anagrafe Alessandro Giorgiutti. Il triestino ha presentato al pubblico di casa il suo nuovo album The Alphabet. Sulla voce non c’è niente da dire, ma con i suoi pezzi per lo più malinconici ha un po’ smorzato l’atmosfera, e già al secondo brano si è arresa anche la sua chitarra, o meglio il cavo, che ha causato un blackout elettrico momentaneo per lo strumento di Alessandro. Ma AbbaZabba non si è lasciato scomporre: ha trafficato un po’ col cavo, ha ritrovato il contatto e ha continuato. Purtroppo la scarogna si è ripresentata presto, e all’ultimo pezzo, al nuovo blackout, AbbaZabba ha semplicemente staccato la chitarra, si è spostato dal microfono e ha cantato e suonato letteralmente unplugged fino alla fine. Così, ovviamente, si è conquistato anche quella parte di pubblico che durante la sua esibizione non era proprio in visibilio. AbbaZabba ha salutato tra un grande applauso d’incoraggiamento, e noi abbiamo aspettato con ancora più impazienza la vera stella della serata.

Paul Gilbert ha cominciato a strimpellare la chitarra da bambino in età prescolare, e a metà adolescenza si stava già facendo un nome come musicista. Ha comunque proseguito anche con una formazione musicale accademica, facendo progressi rapidissimi. Nel mondo della musica è noto come uno dei chitarristi più veloci del pianeta, mentre il grande pubblico lo conosce soprattutto per la militanza nel supergruppo Mr.Big.

Il grande re della chitarra è salito sul palco qualche minuto dopo le dieci, dopo l’avviso dell’organizzatore che il virtuoso chiede di non fumare in sala durante il concerto. Quando tutti in platea hanno spento le sigarette, abbiamo visto prima il batterista Thomas Lang, poi il bassista Kelly Lemieux, e infine sul palco sono arrivati anche i coniugi Gilbert. Stavolta le grandi cuffie non le portava solo Paul: se le è messe l’intera prima fila del palco. Emi si è piazzata alle tastiere, Paul ha imbracciato la chitarra e insieme hanno attaccato con »Enemies (In Jail)«. Ma il bello è durato poco – la band ha interrotto il primo pezzo per un rombo di bassi che rimbombava sul palco. Una volta calmate le acque la band è ripartita, ma ha dovuto presto fermarsi di nuovo, perché il tremore e il rimbombo si sono ripresentati. Beh, non c’è due senza tre: il tremore è sparito e il concerto ha potuto proseguire senza intoppi.

La prima parte del concerto è stata, con qualche eccezione, puro Vibrato. Paul ha dedicato al nuovo album, uscito nel 2012, buona parte della scaletta di pezzi suoi. Per me, che non vado proprio matta per l’ultimo lavoro di Gilbert, è stata ovviamente una delusione. Le dita di Gilbert correvano abili sulle corde e scivolavano da un brano all’altro senza pause eccessive né chiacchiere inutili. Emi seguiva fedelmente il marito con le sue tastiere, mentre l’occhio dello spettatore coglieva spesso anche le birichinate del bassista Lemieux, che si divertiva un mondo a punzecchiare il batterista Lang. Dopo »Atmosphere on the Moon« i tre in prima fila si sono congedati per qualche istante dal palco, lasciando a Thomas Lang lo spazio per mettersi in mostra con un assolo di batteria. Lang ha sfoggiato un po’ di abilità facendo roteare le bacchette, e il pubblico ha accolto il tutto con entusiasmo. Dopo una breve pausa il trio è tornato sul palco ed è arrivata un’ondata di cover. Forse noi fan più sfegatati ci aspettavamo più pezzi originali e magari qualche cover dei Mr.Big, ma non è arrivata. È arrivato invece il momento in cui Paul ha strappato di mano a uno spettatore in prima fila il cellulare e l’ha scagliato dietro le quinte, cosa di cui poi si è scusato, ma è stato chiaro che il grande chitarrista non ama le riprese – almeno non da vicino. E c’è stato anche un giro di scambio di strumenti sul palco – Paul si è seduto alla batteria, Lang ha preso il basso, Lemieux ha imbracciato la chitarra ed Emi ha afferrato il microfono e ha cantato »Sin City«. Già a Paul quella sera la voce non dava una grande mano, e quella di Emi ha chiarito che dovrebbe attenersi a ciò che sa fare, cioè le tastiere. Il pubblico italiano però si è dimostrato riconoscente e ha premiato Emi con un bell’applauso – del resto, con una donna sul palco dai nostri vicini a ovest non puoi sbagliare. Sono seguite »C.O.D.« e »Man on the Silver Mountain«, dove Emi e Paul si sono sfidati in un paio di duelli musicali dimostrando di essere entrambi maestri del proprio strumento, poi il gruppetto si è congedato piano piano. Ma non per molto – sono tornati tutti e hanno suonato e cantato ancora un pezzo, poi si sono inchinati insieme chiudendo la serata.

Non sono proprio riuscita a scrollarmi di dosso la sensazione che il concerto del 2010 alla Cvetličarna di Lubiana suonasse molto meglio, forse proprio grazie all’ottimo Tony Spinner alla chitarra, che si era preso con grande classe anche tutte le parti vocali principali. Ma Paul andremo comunque volentieri a vederlo ancora, se continuerà a tornare così volentieri dalle nostre parti.

Setlist

  1. Enemies (in jail)
  2. Rain and thunder and lightning
  3. Vibrato
  4. Scarified (Racer X)
  5. Bivalve blues
  6. Put it on the char
  7. 25 or 6 to 4 (Chicago cover)
  8. Blue rondo a la Turk (Dave Brubeck cover)
  9. Atmosphere on the Moon
  10. Drum solo
  11. Technical difficulties (Racer X)
  12. Red house (Jimi Hendrix cover)
  13. The lemon song (Led Zeppelin cover)
  14. Stay with me (Faces cover)
  15. Sin City (AC/DC cover)
  16. C.O.D. (Albert King cover)
  17. Man on the silver mountain (Rainbow cover)
  18. Beating around the bush (AC/DC cover)

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