I Moveknowledgement incendiano Druga godba

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Luogo: Metelkova, Lubiana, Slovenia
Data del concerto: 24.05.2007
Numero di spettatori: 300
Prezzo del biglietto: 12 €

Grazie a Dio ogni tanto, nonostante l’ignoranza e la scarsa conoscenza di un certo tipo di musica, riusciamo a uscire dai confini stretti dei nostri gusti musicali e ad allungare la mano verso qualcosa di mai sentito prima. Lo ammetto senza vergogna: due mesi fa dei Moveknowledgement sapevo pochissimo. Poi, lungo il cammino dell’illuminazione, quando il discorso è caduto sulla scena slovena, mi sono ritrovato tra le mani tutti e tre i dischi di questa band di Novo Mesto e Lubiana. A farmi aprire gli occhi è stata nientemeno che la mia dolce metà. Poco dopo è arrivata una bella infezione da ritmo e da musica davvero intelligente e di qualità. Hanno pubblicato tre dischi e ognuno ha servito una nuova dose di adrenalina, mentre l’ultima iniezione in vena è arrivata solo a marzo con Listen To Nebukadnezar. Dopo tre dischi, questo quintetto sloveno piuttosto sottovalutato ha annunciato l’occupazione del palco all’aperto di Metelkova, e quindi non restava che puntare i passi verso il tempio dell’avanguardia, dell’alternativa e della vita serale in queste giornate ormai quasi estive.

Dopo i padroni di casa sono saliti sul palco gli eccentrici newyorkesi-israeliani, circo itinerante, Balkan Beat Box, di cui stavolta non scriverò. In parte perché non li conosco, in parte perché non ho avuto la forza di ascoltarli fino in fondo. Erano, diciamo così, caotici, divertenti, ma piuttosto frammentari nei contenuti, forzati e da star in posa, cosa che non è proprio di mio gusto. Stavolta la luce dei riflettori e tutta l’attenzione se li merita la nostra gente: i Moveknowledgement…

In realtà era una delle poche occasioni per vedere i ragazzi sui nostri palchi, dopo un tour in Francia di grande successo. Si tratta di un collettivo di musicisti funk-rock-jazz-fusion che hanno arruolato il campione sloveno di freestyle rap N’Toko, che il titolo se l’è diviso con Trkaj. La chimica si sentiva già sul primo album, e sull’ultimo hanno superato le aspettative, nonostante la formazione si sia un po’ ridotta e non ci siano più le belle cantanti. Appena arrivato a Metelkova mi guardo intorno. Il palco era ancora vuoto, e sopra di esso i Moveknovledgement si preparavano freneticamente. Ultimi controlli a cavi e microfoni, poi lasciano il palco. La gente era ancora poca. Una trentina di persone. Forse qualcuna in più, ma c’era da vedere un po’ di tutto: dai volti noti del mondo dei media ai vecchi amici, fino ad anime del tutto sperdute venute a sfamare l’insaziabile belva della curiosità. La breve sensazione di vuoto sotto il palco passa presto, perché salgono i primi musicisti e prendono in mano gli strumenti, e dietro il mixer si piazza, in modo piuttosto rituale, anche il mago del microfono dalla lingua veloce, N’Toko. Signore e signori: It’s Moveknovledgement time!

Aprono il concerto con la canzone ‘Necrodog’. Basso heavy funk e tastiere che ricordano i Settanta. L’età d’oro di artisti come Billy Cobham e compagnia. Il beat sexy è cristallino e fatto apposta per penetrare fino al cervelletto e restarci. La voce di N’Toko completa il tutto in modo complementare. Più nera che bianca. Più ruvida e sentita di quella merda da pop-rapper che riempie gli angoli più remoti della coscienza deviata, MTV-izzata, della gioventù slovena. La qualità è evidente. Ti riempiono le orecchie e dominano il palco fin dal primo istante. Il pubblico comincia piano piano, ma inesorabilmente, a cedere al ritmo e ai paesaggi di parole e suoni. Dopo un brano dell’ultimo album Listen To Nebukadnezar arriva qualcosa di fresco. O almeno di mai sentito prima. ‘Kids Are Fresh!’ è molto più aggressiva e selvaggia. Alle nebbie meditative del volo iniziale, dopo la prima spirale della serata, seguono lo shock, un muro di ritmo duro e sfumature un po’ più inquietanti. Il bassista, con gli occhi socchiusi, segue il diktat di chitarra e batteria. La voce principale della band naviga nel suo mondo. Contatto diretto con il pubblico quasi zero, ma è impossibile ignorare la potenza di ciò che offrono. È catarsi. Un fuoco d’artificio di emozioni che si riversano nella coscienza della folla e raccolgono una nuova salva di applausi. Dopo un breve e quasi timido “Hvala.” arriva un’altra dose dell’ultimo disco. ‘I Was There’ imbocca la strada giusta con chitarre fragili e un basso appiccicoso e unto. Suono elettronico di tastiere e rap pesante. Come se fosse in marcia American McGee’s Alice, la versione assassina di Alice nel Paese delle Meraviglie. Psicosi e un tsunami devastante di temi che tessono una fitta coltre della più nobile nerezza pop, da cui colano sangue e sudore. Il culto dei monoliti è una soluzione opzionale. Pensate all’Odissea nello spazio di Kubrick. Una pianura e, su di essa, uomini primitivi. All’improvviso davanti a loro spunta una massa nera. Il pilastro di un dio onnipotente che passa il testimone e la missione di sciogliere l’enigma. A eletti mai iniziati prima. ‘Monolith Birth’ suona come un surf funk sui raggi del sole. Le voci femminili non ci sono più. In compenso c’è uno sciamanesimo sonoro dal diktat assoluto del positivismo e un superlativo musicale per tutto ciò che conoscevi fino a quel momento della scena di casa nostra. La nebulosa di Andromeda ti si assorbe attraverso i pori. Apro gli occhi. Intorno a me sempre più gente che ha capito che quello che stiamo ascoltando è tutto fuorché un semplice riscaldamento in attesa di qualcosa di meglio. È un gioiello, e sul palco i gioiellieri intagliano le loro figure, incastonate nell’oro e in un suono rifinito. I Moveknovledgement vagano verso una nuova favola. ‘Barcode’ con le chitarre delay riempie il cuore di cascate di sogno e dolore. Come vedere il paesaggio della Regina di ghiaccio. Il colore è il bianco. Completata meccanicamente dal suono metallico dei sample, l’eco rallentato si scioglie in un tema musicale che ricorda i sogni della sballo e della psichedelia. Un ronzio elettrico. Poi N’Toko che infila parole una dietro l’altra e completa il tutto in un’acquaforte di grottesco e grandiosità. L’eclettismo del momento cresce di secondo in secondo. Le sostanze chimiche delle endorfine della felicità sono completate dalle rime più veloci del brano ‘Chemicals’. Sembrava di ascoltare i Chemical Brothers. Alla slovena, ovviamente. ‘666’ in stile electro-beat infila perle nere dell’apocalisse. Funk pesante. Tastiere sexy e chitarre schizofreniche. Come formiche che ti camminano sul cervelletto. Poi una dura distorsione di chitarre che ricorda l’esorcismo dei francesi French Funk Fundation. Le fondamenta sono dure e solide. L’immagine sonora regge. Il suono è pulito, chiaro e diretto e ti costringe a saltare e a ripulire i chakra con energia. Ed è già ora dell’ultimo pezzo. ‘I Am Zorr’ è uno strano intreccio di minimalismo e bellezza del dub. Il suspense viene interrotto da strati di voci campionate e urla gutturali che N’Toko mette in fila con la sua scatola magica, mentre il vaso di Pandora viene completato in modo sexy da tastiere, batteria pesante, basso sognante e chitarra sincopata. Distruzione. Fiamme. Annientamento di tutto ciò che era stato costruito prima. I mondi crollano. All’improvviso, stacco. Silenzio, buio, saluto alla folla e uscita dal palco.

Dopo aver chiuso la parabola del discorso musicale del collettivo di Novo Mesto e Lubiana, posso dire di essere stato completamente appagato. Forse avrebbero potuto suonare un pochino di più e srotolare altri mosaici del loro mondo artistico. Forse avrebbero potuto versarci ancora qualche goccia di conoscenza nei bicchieri, ma anche dopo questa dose festivaliera sono più che soddisfatto di quello che è stato offerto. I Moveknowledgement sono senza dubbio uno dei migliori prodotti d’esportazione e il loro imperativo di movimento, dinamica e purificazione musicale lo porgono con più che sicurezza. Hanno carisma. Hanno conoscenza. Possiedono il know-how della tecnica di creazione e manipolazione. Hanno la forma e hanno la sostanza. A differenza di tanti bluesaioli e chiacchieroni di casa nostra, anche stavolta i ragazzi si meritano un bel dieci pieno.

Scaletta

1. Necrodog
2. Kidz Are Fresh!
3. I Was There
4. Monolith
5. A Barcode
6. Chemicals
7. 666
8. I Am Zorr

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