Quantum

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Autore: Rok Klemše

Artista: Planet X
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2007

Probabilmente non esiste fan del progressive metal che non conosca il nome di Derek Sherinian. Derek è un tastierista eccezionale che, dal 1994, quando prese il posto di Kevin Moore, fino al 1999, quando al suo posto arrivò Jordan Rudess, ha prestato le sue dita magiche ai re del progressive metal Dream Theater. Dopo aver lasciato i Dream Theater, Derek ha suonato con veri giganti della musica, da Al DiMeola a Yngwie Malmsteen, da Zakk Wylde a Steve Lukather… Nel 1999, poi, Derek ha fondato insieme all’ottimo batterista australiano Virgil Donati una nuova band, chiamata Planet X.

L’obiettivo di Derek con i Planet X è sempre stato quello di suonare gli strumenti con una tale violenza da far venire il terrore a qualsiasi musicista. E con uno stile che Derek descrive come “metal fusion sotto steroidi” ci riescono pure, probabilmente. Il terzo album in studio della band l’abbiamo aspettato ben cinque anni, perché è stato rimandato più di una volta. Derek ci ha scherzato su dicendo “che il disco lo avremo almeno prima di Chinese Democracy…” Alla fine, però, Quantum è qui.

La pausa di cinque anni alla band ha fatto un gran bene. Il disco precedente, Moon Babies (2002), era sì ottimo, ma a tratti si piegava alla tecnica e allo “shred”. Su Quantum, invece, il trio di geni si presenta con composizioni brillanti, in cui non spunta fuori nemmeno una nota o un assolo di troppo. Per i Planet X conta la melodia, e queste melodie, nonostante l’altissimo livello di raffinatezza e complicazione, sono tutt’altro che ostiche. È vero che qua e là si sente qualche improvvisazione e perfino qualche jam session, ma il tutto è così ascoltabile e contagioso che le melodie ti si piantano in testa in un attimo. I pezzi sono lunghi, il più lungo supera i sette minuti, con un sacco di cambi di tempo e di ritmo e variazioni a non finire. Sono pezzi così complessi e “destrutturati” che è incredibile quanto siano ascoltabili. Anche stavolta Derek e Virgil si sono circondati di grandi nomi, e l’acquisto più prezioso è senza dubbio il leggendario chitarrista Allan Holdsworth, che compare in due pezzi (Desert Girl e The Thinking Stone). All’inizio l’idea era che Allan suonasse tutto il disco, ma purtroppo, tra i suoi mille impegni, non è stato possibile. Ma niente paura, c’è anche Brett Garsed, chitarrista eccezionale, che ha riempito il disco di “chop” da pazzi e legati unici. Garsed aveva già suonato nel primo disco della band, Universe (2000), e su Quantum, insieme a Holdsworth, mette in campo un modo di suonare che molti chitarristi gli invidierebbero.

I due pezzi con Holdsworth, Desert Girl e The Thinking Stone, sono delle vere lezioni di improvvisazione. Desert Girl parte con tastiere sinfoniche e una bellissima melodia di piano, poi accelera il passo con il drumming “funky” di Donati. Si trasforma in un passaggio improvvisato fenomenale, che mostra il talento di Holdsworth in tutto il suo splendore. Desert Girl è un cambio di scena decisamente gradito, visto che la carriera solista di Allan non è nemmeno lontanamente così “heavy”. The Thinking Stone porta un drumming quasi “tribal” e di nuovo chitarre da togliere il fiato. In Matrix Gate i ragazzi mostrano il loro lato più pesante, e il pezzo è anche uno dei più complessi del disco – il ritmo non è mai lo stesso, batteria groovy e una vera salva di basso e batteria. Garsed salta fuori soprattutto in Space Foam, dove viene interrotto da tastiere bombastiche e da un basso rombante. Garsed è senza dubbio un chitarrista troppo poco conosciuto e troppo poco apprezzato, che aspetta solo di essere scoperto. L’atmosferica Snuff e la giocosa Kingdom of Dreams dimostrano che anche capolavori così complessi possono essere perfettamente ascoltabili. I bassi di Jimmy Johnson e Rufus Philbot (Al DiMeola) restano in primo piano per gran parte del disco e rendono i pezzi ancora più solidi, chiudendoli alla grande. Su Donati non serve sprecare parole, basta ascoltare l’assolo di batteria in Quantum Factor.

Quantum non è il progressive fusion che conosciamo, è il progressive fusion che sentiremo in futuro… Basta che il Pianeta Terra raggiunga gli alieni del Pianeta X. Quantum sarà uno dei migliori dischi strumentali di quest’anno!

Formazione

Derek Sherinian – tastiere
Virgil Donati – batteria
Rufus Philpot – basso

MUSICISTI OSPITI:
Brett Garsed – chitarra
Allan Holdsworth – chitarra
Jimmy Johnson – basso

Produzione

Planet X

Tracklist

1. Alien Hip-Hop 07:11
2. Desert Girl 06:04
3. Matrix Gate 04:08
4. The Thinking Stone 04:11
5. Space Foam 04:45
6. Poland 05:22
7. Snuff 04:57
8. Kingdom of Dreams 06:48
9. Quantum Factor 07:09

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