I Queensryche nel vecchio aeroporto

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Autore: Jernej Vene

Luogo: Terminal 1/Riem/Monaco di Baviera
Data del concerto: 28.02.1995
Numero di spettatori: 2000

Nella sala Terminal 1 di Monaco di Baviera, nel vecchio aeroporto di Riem, ha fatto tappa la band di Seattle, i Queensryche. Davanti a una sala sold out sono saliti sul palco dei musici­sti che in due ore di show hanno dimostrato di essere molto più che semplici rocker. La loro esibizione è stata infatti impegnativa sotto ogni aspetto: oltre all’energia pazzesca che sprigionavano, hanno messo in scena l’intera cerimonia in chiave artistica, a modo loro. I Queensryche vengono da Seattle, ma esistono da tre­dici anni e in questo tempo si sono costruiti una strada tutta loro nell’heavy metal moderno, che però non si esaurisce lì. La loro musica ha la particolarità di flirtare anche con suggestioni elevate, perfino co­smiche, e di conseguenza anche l’impianto musicale e tecnico dei concerti è all’altezza, mentre l’esecuzione è di alta qualità e molto professionale. Nonostante il suono strano, sistemato dai tecnici solo alla terza canzone, tutto il resto formava un insieme omogeneo, incisivo e di gran livello. Il quintetto, composto dal cantante e sassofonista nonché vero e proprio attore da palcoscenico Geoff Tate, dai chitarristi virtuosi Michael Wilton e Chris De Garmo, dal bassista Eddie Jackson e dal batterista Scott Rockenfield, ieri sera ha suonato i pezzi più noti del ricco repertorio dei Queensryche. Dall’ultimo album, uscito l’anno scorso, Promised Land, a cui hanno dato più spazio, hanno proposto I Am I, Bridge, Damaged, Out Of Mind, Promised Land e qualche altra perla di questo ottimo disco. Un po’ meno spazio per Empire, ma da lì abbiamo comunque sentito Empire, Jet City Woman, Another Rainy Night Without You e qualche altro pezzo. Il resto del concerto è filato via tra i brani di Operation Mindcrime, straordinario concept album. L’intero spettacolo è stato in sostanza un unico grande teatro, perché Tate sottolinea molti testi con azioni sceniche particolari. Audio e effetti di lu­ci hanno funzionato alla perfezione, quindi a due ore di show non riesco a trovare un solo difetto. Per il finale, ovviamente, si sono tenuti da parte le ballad Silent Lucidity e Real World.

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