Toto: com’è andata nel 1995
Autore: Jernej Vene
Data dell’intervista: 06.07.1995
Il 2 ottobre 1995 è uscito il nuovo disco del supergruppo Toto, intitolato Tambu. Non è stato solo il fatto che nel gruppo ci siano musicisti eccezionali e professionali, ma anche la loro popolarità in Slovenia (chi non conosce i loro hit Rosanna e Africa?), a spingermi a farmi un bel po’ di strada. A inizio luglio i Toto hanno suonato a St. Poelten, in Austria, nell’ambito dei festeggiamenti per il nono anniversario da quando la città è diventata capoluogo della Bassa Austria. Nel vecchio centro storico c’era di tutto: teatri di strada, clown, giocolieri, acrobati, concerti di gruppi di generi diversi e, come clou della giornata, l’esibizione di Inner Circle e Toto. I primi hanno fatto divertire giovani e vecchi, tutti a saltellare a ritmo reggae, mentre i Toto hanno dimostrato ancora una volta di far parte dell’élite della scena musicale mondiale. In due ore di concerto, chiuso da uno spettacolo di fuochi d’artificio, hanno suonato tutti i loro hit e hanno fatto vedere che anche la musica tecnicamente complicata si può suonare “con le palle”. Ah, un’ultima cosa: il concerto era gratuito, perché il sindaco di St. Poelten ha pescato a fondo nelle casse comunali e ne ha tirato fuori la somma necessaria in scellini. Quando potremo vedere qualcosa di simile anche da noi?
Alla conferenza stampa hanno risposto alle domande il chitarrista e cantante Steve Lukather, il tastierista e cantante David Paich e il batterista Simon Phillips.
Vene: Come si è inserito Simon Phillips, il nuovo batterista, nei Toto dopo la morte di Jeff Porcaro? E che effetto fa essere l’unico britannico in una formazione americana?
Simon: È come buttare una bustina di tè in acqua avvelenata. No, scherzo! Mi sono ambientato in fretta, perché ho sempre suonato un sacco con musicisti americani (Simon Phillips è uno dei migliori batteristi da studio inglesi, n.d.a.). I ragazzi sono musicisti pazzeschi e li conosco da prima, quindi non è stato per niente difficile. Lavorare in una band dove i membri sono cresciuti in angoli diversi del mondo è interessante. Europa e America sono molto diverse nel modo di vedere il mondo, e quindi anche la musica. Comunque di recente mi sono trasferito in California, realizzando così un sogno di quando ero ragazzo.
Steve: Nei Toto i rapporti tra i membri della band sono ottimi. Conosco band dove la gente non si sopporta e sta insieme solo per i soldi. Non si divertono. Noi litighiamo ogni tanto, ma solo per cinque minuti, poi ricominciamo a mandarci a quel paese a vicenda (sai dove), ovviamente solo per scherzo.
Simon: I Toto in tour sono una famiglia unica. In tutte le formazioni in cui ho suonato prima (Mike Oldfield, The Who, ecc., n.d.a.) le cose non erano organizzate nemmeno lontanamente bene come nei Toto. Quando sei in tour per due o tre mesi, impari a conoscere bene le persone e le loro fisse. Con i Toto siamo tutti come una famiglia simpatica e sana.
Steve: Andiamo d’accordo anche con il nostro staff e con i fonici, perché non li trattiamo da schiavi o da idioti. Così fila tutto liscio.
Vene: Simon, quindi sei entrato nei Toto con piena soddisfazione di entrambe le parti?
Simon: Sì….
David: Per sua sfortuna, Simon ha dovuto compromettersi sessualmente davanti ai vecchi membri della band.
Simon: Ah, ah, ah, tutti i miei vestiti da donna non sono proprio riuscito a portarli con me.
David: OK, un po’ di battute non guastano, ma quello che ho detto è vero, ah, ah. Ho visto Simon per la prima volta quando suonava con gli The Who a Los Angeles. Era incredibile e magico. Allora dissi ai ragazzi che Simon era l’unico in grado di sostituire Jeff Porcaro, se avessimo continuato come Toto. All’epoca quel SE era davvero enorme!
Steve: Ho conosciuto Simon nel 1986, quando io, Jeff Beck, Carlos Santana e Doug Wimbish (ex bassista degli ex Living Colour) abbiamo suonato a un festival in Giappone. Siamo diventati subito colleghi e suonare con lui è una pura gioia. Mi era rimasto impresso, e dopo la tragica morte di Jeff ci è bastata una sola telefonata. Abbiamo chiamato Simon! Ovviamente si pente di ogni momento da quando sta con noi, vero Simon? (risate)
Simon: Per niente, mi sento fantasticamente!
Vene: Che direzione musicale prenderà il nuovo disco Tambu? È vero che somiglierà di più al vostro quarto album (Toto IV)?
Steve: Sì, il paragone è giusto, perché Toto IV è un disco importantissimo per noi. La musica su tambu sarà più organica, nel senso che i pezzi saranno più melodici. Non vogliamo metterci a gareggiare tra noi, tipo “guarda quanto sono veloce a suonare”. Forse le canzoni saranno un po’ più cantabili, anche se non scriviamo hit a forza. Vogliamo proporre pezzi più accessibili a un pubblico più ampio. Probabilmente ci sarà almeno qualche brano nello stile dei nostri più grandi successi, Rosanna e Africa.
David: Il disco sarà più da studio del precedente, Kingdom Of Desire. Quando abbiamo registrato quello, eravamo appena tornati da un tour. In quei momenti l’aggressività dei concerti la porti in studio senza fatica. Sul nuovo disco invece mostreremo il nostro lato più dolce, ci saranno più strumenti acustici e credo che siamo migliorati anche nei testi. I pezzi li abbiamo scritti con Stan Lynch (membro della band di Tom Petty), Glenn Ballard e Siedah Garrett, che ha scritto Man In The Mirror per Michael Jackson.
Steve: Nonostante tutto, nel disco ci sarà anche un po’ di rock tosto, se non addirittura di metal. Abbiamo uno strumentale cattivissimo, e Simon si è impegnato a infilarci dentro un po’ di umorismo. Si potrebbe dire che c’è nascosto dell’umorismo californiano con accento inglese.
Vene: Cosa fate quando non siete in tour?
Steve: Simon ha appena registrato un disco solista e lo mixerà al telefono, visto che ha un ottimo orecchio (risate). David registra colonne sonore per il cinema, io ho un contratto per dischi solisti, quindi di tempo libero ce n’è poco. Ho dato una mano anche a Nick Menza, il batterista dei Megadeth, con il suo disco solista. Quando sono a casa, sto soprattutto con la famiglia, è lì che mi rilasso di più. Anche i ragazzi della band in quel periodo si riposano.
David: Prima di cominciare a registrare il nuovo disco sono andato a sciare per una settimana. Il risultato è il brano Dave’s Gone Skiing, anche se poi i ragazzi l’hanno ribattezzato. In ogni caso è giusto che il pubblico riceva un prodotto di cui sia contento.
Vene: Grazie e tanta fortuna per il futuro!
Steve: Anche a voi! Ciao!