Los Lobos – 1995
Autore: Jernej Vene
Data dell’intervista: 14.07.1995
Un bel giorno di luglio ho scoperto che a Spilimbergo, cittadina non lontana da Udine, in Italia, al festival Folkest 1995 sarebbero saliti sul palco anche i leggendari Los Lobos. Ho fatto di tutto per riuscire a mettermi in contatto con loro, perché voi, prodi lettori, vorrete di sicuro sapere cosa combinano i famosi messicani di East L.A. (Los Angeles). Mi ha dato una mano l’organizzatore Andrea Del Favero. Davanti a un pubblico tutto sommato ristretto, i Los Lobos hanno sfoderato un concerto eccellente, con il loro mix inconfondibile di rock, tex-mex, pop, blues, country e canti tradizionali messicani. A rispondere alle domande sono stati Cesar Rosas e David Hidalgo, che cantano e suonano la chitarra, e il bassista Konrad Lozano. Si è parlato anche del nuovo disco, uscito a febbraio 1996.
Vene: Che musica suonate nel nuovo disco?
Cesar: Rock, pop, soul, funk – abbiamo sempre buttato dentro di tutto nel nostro modo di esprimerci, e andiamo avanti così.
Vene: Come scrivete i pezzi? Avete il materiale già pronto o lo scrivete tutto in studio?
Cesar: Il più delle volte la canzone ce l’abbiamo già pronta, ma a volte abbiamo solo mezza idea e la finiamo dopo, in studio.
Vene: Scrivete prima la musica o il testo?
Konrad: Non so. A volte viene prima la musica, poi il testo. Altre volte, coi pezzetti di una canzone, il giorno dopo ne tiriamo fuori una completamente diversa da quella del giorno prima.
Vene: Vi capita mai di schierarvi per qualche causa politica nelle vostre canzoni?
Cesar: No, solo alcuni pezzi hanno magari una leggera sfumatura politica, ma non lo facciamo di proposito e nella nostra musica non è mai troppo presente. Dato che siamo latinos, chi si riconosce in questo può identificarsi con le esperienze che abbiamo vissuto.
Vene: Siete ancora legati alla musica tex-mex?
Konrad: Eccome, aspettiamo il momento giusto per registrare di nuovo qualcosa del genere.
Cesar: Attenti, stiamo preparando un’esplosione! Scherzi a parte, il tex-mex è sempre stato parte della nostra musica, ma registrare solo pezzi così… Noi non ci limitiamo a ripetere la tradizione, cerchiamo di spingerla più in là. Un intero disco in stile tex-mex di sicuro non lo faremmo. Però ci piacerebbe dare una mano ai gruppi giovani, il solo problema è che noi veniamo da Los Angeles, mentre il tex-mex lo suonano soprattutto in Texas, dove il movimento è di nuovo in piena espansione.
David: I giovani suonano il tejano, che è diverso perché al posto della fisarmonica usa i sintetizzatori. Si approcciano alla musica in un altro modo, è tutto lì.
Vene: Il film La Bamba vi ha portato a vette fino ad allora impensabili? Il disco successivo, La Pistola Y El Corazon, era infatti tutt’altra cosa, no?
Konrad: Certo, allora abbiamo assaggiato la gloria e siamo diventati più grandi che mai, e dopo La Bamba la nostra casa discografica voleva un disco pieno di hit. Noi abbiamo fatto l’esatto contrario e abbiamo registrato un disco di musica messicana quasi tradizionale.
Vene: Siete una band rock o folk?
Konrad: Siamo un mix di entrambe. Siamo completamente fuori di testa, ah, ah, ah! Abbiamo registrato anche pezzi di Richard Thompson (chitarrista folk britannico, N.d.A.) e dei Grateful Dead. Questo vi dice parecchio sull’ampiezza dei nostri gusti musicali.
Vene: Cosa pensate dei messicani che fuggono in California?
Cesar: Il confine va raso al suolo, che salgano tutti qui al nord, in California. Quella è la loro terra!
Vene: Grazie per questa breve intervista e a presto!
Cesar: Grazie a voi e un caro saluto ai fan in Slovenia!