Identity
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Alpha Tiger
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2015
Durata: 49:35
Voto: 3.5/5
Per tutti quelli che il 24.07.2014 non c’erano al Metaldays festival di Tolmin, giusto due righe: gli Alpha Tiger, che quel giorno hanno suonato in Slovenia, sono dei revivalisti heavy metal tedeschi che vengono dalla città sassone di Freiburg. Il nuovo album in studio, intitolato »Identity«, è il loro terzo, uscito a nemmeno quattro anni di distanza dal precedente. La band è attiva dal 2007 e quanto a esperienza non è certo di primo pelo, anche se solo nel 2011 ha cambiato nome da Satin Black ad Alpha Tiger.
Anche sul terzo album gli Alpha Tiger lavorano e creano con la formazione invariata. La caratteristica del nuovo disco è il taglio delle parti strumentali (intro, outro, sezioni centrali). I pezzi sono diventati così più corti e più compatti, e la band arriva più in fretta al nocciolo di ciò che vuole dire. Anche qui gli Alpha Tiger attingono all’ispirazione della NWOBHM (Tytan, Blitzkrieg, Tokyo Blade…) e si appoggiano insieme alla tradizione heavy/speed metal old school di una falange di band americane (Glacier, Argus, Xaliber, Chastain, Griffin, Attacker…) che, con l’eccezione dei Riot (le influenze si sentono eccome), si sono sviluppate come risposta al movimento NWOBHM. Allo stesso tempo è quasi scontato che negli Alpha Tiger si senta il suono old school delle formazioni metal del vecchio continente, con in testa i tedeschi Helloween (degli esordi), Scanner, Brainfever, Stormwitch, Tyrant e i belgi Ostrogoth. Negli ultimi anni sono spuntate parecchie giovani band nuove, ben decise a rifarsi alla tradizione dell’heavy metal anni Ottanta. Gli Alpha Tiger fanno compagnia, tra le altre, a creature simpatiche come Steelwing, Enforcer e White Wizzard. Ognuna affronta il riciclo in modo un po’ diverso e prova a infilare in forme già sentite almeno un pezzetto di identità propria. Comunque questi paragoni vanno presi con le pinze. Rispetto ai gruppi classici dell’epoca dei pionieri del metal, gli Alpha Tiger sono »belloni« ultramelodici e contagiosi al primo ascolto, ma decisamente meno incazzati e di gran lunga meno caustici e arroganti.
Gli Alpha Tiger sono una squadra di musicisti che suona in modo eccellente. La produzione dell’album è simpaticamente ruvida, con un confezionamento un po’ sporco da garage, e picchia con una dinamica bella viva. Il quintetto si intende alla grande nel suonare e nel piazzare le idee, e ribolle di voglia di dimostrare qualcosa e di un surplus di energia creativa. In chiave poetica »Identity« tocca la ribellione contro il conformismo, contro la mostruosa macchina del pensiero unico in cui la mano spietata della cospirazione del Grande Fratello cerca di spingerci. Già solo l’intro con l’Inno alla gioia di Beethoven avverte che sull’album si parlerà degli errori della logica distruttiva del neoliberismo, maneggiata dalle cravatte nere di Bruxelles. Trovare la propria identità, trovare se stessi, la propria missione al giorno d’oggi, e conservare quella libertà! Oggi è diventata una vera e propria dottrina, che riescono a mettere in pratica solo i più forti e i più puri di cuore. Può essere un vero stato di beatitudine, no? Maledizione. Dipende da quale angolazione guardi la stessa cosa. In ogni caso sei un ribelle, un pericolo per il sistema, il suo errore. Ecco, è questa la problematica con cui si confrontano gli Alpha Tiger sul nuovo album.
Il cantante Stephan Dietrich è un Michael Kiske (Unisonic, ex-Helloween) degli anni Ottanta, scolpito nella pietra. La sua voce sa richiamare anche le caratteristiche interpretative di Tony Moore (Riot), ma l’associazione più vicina resta Michael Kiske. Lo mette subito in chiaro l’iniziale Lady Liberty, che è anche il singolo di punta dell’omonimo EP uscito nel 2014. È uno dei migliori brani dell’album e, insieme a pezzi come i successivi Long Way to Redemption e/o Revolution in Progress, porta con sé la dose maggiore di ispirazione dalla vecchia scuola del metal. Un po’ di ingenuità che può dare fastidio la porta l’impegno vocale del cantante Stephan Dietrich, che ogni tanto prova a riempire con la voce quasi ogni vuoto di passaggio. Diventa davvero fastidioso soprattutto quando, a chiusura delle melodie nelle strofe, si mette a »piagnucolare« o aggiunge melodia con semplici coretti »Oh-oh« (Shut Up & Think, This World Will Burn, Closer Than Yesterday). Nonostante l’impegno eccezionale della band nel suo lavoro (gli Alpha Tiger sono di sicuro dei gran lavoratori), si sente che in questi punti alla band manca esperienza nel comporre e che si accontenta in fretta di ciò che tira fuori. Un fattore che mostra come ci siano ancora riserve creative è senz’altro anche il breve intervallo tra l’uscita del predecessore »Beneath the Surface« e il nuovo album: sono passati appena un anno e mezzo. La title track è un incrocio tra l’estetica »breakdown«, che l’orda mondiale delle band metalcore padroneggia molto meglio, e la vecchia scuola degli anni Ottanta; con l’ingenuità della composizione rovina un po’ il quadro dell’unità della visione musicale del revival della band. »Identity« resta comunque un prodotto audace e solido di giovani scalmanati, che non nascondono un ottimo fiuto nel combinare impatto, virtuosismo e motivi portanti altamente contagiosi. »Identity« è un album con cui gli Alpha Tiger consolidano il loro status sulla scena del metal europeo. Di sicuro in futuro la band dovrà ancora sputarsi nelle mani e mangiare ancora un bel po’ di polenta per arrivare al suo zenit creativo e imparare soprattutto la pazienza nel processo creativo e di composizione.
Oltre al formato standard »jewel case«, l’album »Identity« si può comprare anche in vinile e perfino in una versione digipack estesa (in quantità rigorosamente limitata) con un DVD extra che contiene l’intero concerto della band al festival tedesco Bang Your Head!!! del 2013.
Formazione
Stephan Dietrich – voce
Peter Langforth – chitarra
Alexander Backasch – chitarra
Dirk Frei – basso
David Schleif – batteria
Produzione
Alpha Tiger
Tracklist
1. Intro (00:43)
2. Lady Liberty (04:14)
3. Scripted Reality (06:21)
4. Long Way Of Redemption (05:54)
5. Identity (05:52)
6. We Won`t Take It Anymore (04:31)
7. Revolution In Progress (05:05)
8. Closer Than Yesterday (04:54)
9. Shut Up & Think (04:31)
10. This World Will Burn (07:21)