II.
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Houston
Etichetta: Cargo Records
Uscita: 2013
Durata: 45:23
Voto: 4.5/5
Gli Houston sono tra i revivalisti svedesi di AOR / Melodic Rock che con l’omonimo esordio in studio sono riusciti a saltare sul treno delle band del nord Europa che fanno in modo che l’AOR, anche nel 2013, figuriamoci nel nuovo millennio, non finisca dimenticato per caso. Mano sul cuore: gli Houston si portano dietro il fardello della genericità, su questo non ci sono dubbi. Eppure il debutto del 2010 aveva fatto capire in modo chiaro e inequivocabile che il progetto aveva il potenziale per tirare fuori molto di più in futuro.
Così, ancora prima della fine del 2011, gli Houston hanno pubblicato l’EP »Relaunch«. Ha fatto felici soprattutto i fan conquistati dagli Houston con l’esordio in studio, ma per il resto non offriva niente di particolarmente speciale né di brillantemente acuto. Sul piano espressivo, almeno. Il nuovo album in studio, chiamato semplicemente »II.«, è invece impastato con un’altra farina. Con lui gli Houston sono diventati ufficialmente anche un trio. Il cantante Hampus Hank Erix e il batterista Freddie Allen hanno accolto Ricky Delin, mettendolo al posto di tastierista e corista. Delin è un fonico esperto che in passato ha collaborato per anni con tanti musicisti di primo piano, ma soprattutto è conosciuto per il lavoro nelle band Radioactive e Prisoner, dove insieme al magnifico mago della chitarra Tommy Denander ha creato un po’ di inni AOR eccezionali.
»II.« è una virata verso un livello decisamente più alto rispetto all’esordio in studio! Pur essendo ancora un progetto, con il nuovo album gli Houston danno l’impressione di una band molto coesa, con una visione chiara e ben definita. In studio hanno chiamato una pletora di maestri a suonare gli strumenti portanti degli arrangiamenti e a colorare le melodie vocali principali, soprattutto quelle dei ritornelli. Nella stesura degli arrangiamenti di base sono entrati soprattutto Allen e Delin, che stavolta hanno consegnato davvero qualche inno AOR irresistibilmente memorabile! La produzione è eccelsa. Viva. Dai contrasti ricchi di colore. Ti prende per le orecchie in un attimo!
Il primo della serie è Glory. Quindi l’apertura del disco. Che risponde a tutte le domande. Sì. »II.« supera l’esordio su tutta la linea. La produzione è ancora più intensa nel colorare i paesaggi sonori, il suono è ancora più caldo, e la linea di basso, calda e attiva, risalta alla grande nel quadro sonoro. In ogni caso le armonie delle linee vocali sono ancora più raffinate. Si sente che gli Houston, rinforzati da Delin, sono diventati una vera roccaforte, che sulla scena melodic rock internazionale di oggi non si può più ignorare. L’incastro tra il riff e la tipica incisione del manto di sintetizzatori anni Ottanta, appesantito dall’uso occasionale del vocoder che aggiunge alle armonie vocali un ulteriore velo di »morbidezza«, funziona ancora più efficacemente e in modo ancora più convincente che nel 2010 sull’esordio.
Dieci brani, dieci entità rifinite alla perfezione e dall’espressione ben definita. Dalla testa ai piedi. Li accompagnano tutti i marchi di fabbrica della perfezione da studio della celebre scuola scandinava. Dopo l’opener Glory lo conferma subito anche I’m Coming Home. Il crescendo atmosferico è dunque di nuovo catturato con efficacia in un ritornello pittoresco, e a mantenerlo anche più avanti nel disco ci pensa il ritornello di Return My Heart, con quel tocco alla Survivor. È uno dei ritornelli più forti dell’album, e il finale strumentale allungato annuncia chiaramente che con »II.« gli Houston si avvicinano parecchio alla perfezione di una band come i Work Of Art. Le qualità appena descritte non calano nemmeno dopo. Lo svolgersi dinamico degli eventi è tenuto in piedi dalla grande varietà di colori delle idee guida.
Anche se gli Houston non portano niente di nuovo o di mai sentito, con il nuovo album sono usciti dalla media per entrare nel rango dei maestri della riproposizione di alto livello. »II.« è un album AOR »par exellence«! Prodotto e arrangiato a un livello davvero alto, è uno dei migliori risultati del melodic rock di quest’anno. Roba già sentita, ma riconfezionata e servita di nuovo nel miglior modo possibile!
Anche nel prosieguo del disco, con Talk To Me, poi soprattutto 24. Hours e On the Radio, che con due ritornelli limati alla perfezione mantengono una pomposità straordinaria e un’atmosfera altamente vibrante, »II.« funziona da vincitore. E non è finita. Arriva Losing! È il brano più carico, con un vero momento drammatico nel nuovo ritornello ipnoticamente contagioso, e come tale regala un altro dei picchi del nuovo album degli Houston. Un filo prevedibili sono invece Back to the Summer of Love e Just Friends, che comunque, nel bilancio generale, non rovinano affatto i grandi pregi di questo lavoro.
Detto con sincerità e senza giri di parole, è un album che dovete assolutamente recuperare tutti voi fan della musica AOR e del revival melodic rock della più ortodossa scuola scandinava. »II.« è quindi il disco con cui gli Houston si sono guadagnati un posto tra quelli da prendere d’ora in poi maledettamente sul serio, perché entrano nella lega dei maestri che al momento dettano legge ai vertici assoluti del revival AOR/melodic rock moderno! Lo ripeto – uno dei migliori lavori AOR di quest’anno!
Formazione
Hank Erix – voce, cori
Ricky Delin – tastiere, cori
Freddie Allen – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Soufian Ma’aoui – basso
Tommy Denander – chitarra
Calle Hammer – chitarra, tastiere
Jay Cutter – tastiere nel loop sonoro d’apertura
Minnah Karlsson – duetti vocali
Victor Lundberg – cori
Kristoffer Lagerstrom – cori
Geir Ronning – cori
Jessa Slatter – cori
Catharina Lindqvist – voce / parlato
Produzione
Houston
Tracklist
1. Glory
2. I’m Coming Home
3. Return My Heart
4. Talk To Me
5. Back To The Summer Of Love
6. 24 Hours
7. On The Radio
8. Losing
9. Just Friends
10. Believe