II.
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Hughes Turner Project
Etichetta: MTM Records
Uscita: 2003
Voto: 3/5
Il debutto degli HTP ci aveva dato quel vero hard rock classico che Glenn Hughes e Joe Lynn Turner si erano portati dietro dagli anni Settanta. Il seguito, però, ha visto la luce con un vestito un po’ diverso! Anche stavolta la loro parte è condita con una dose generosa di improvvisazione emotiva e sentita, e con un equilibrio perfetto nel contrasto sonoro tra le armonie dei due vocalist. I pezzi, compatti, sono fitti di sezioni strumentali centrali piene di espressività, dove spicca J.J. Marsh con i suoi assoli di chitarra tutti sentimento.
E cosa cambia? Stavolta la produzione offre un suono di chitarra più moderno, con un filo di sporcizia. Nel debutto la chitarra suona molto più lineare e fedele all’eredità degli anni Settanta. Le voci sono, logicamente, spinte in avanti nel mix, mentre il resto del mosaico costruisce un contrasto pazzesco tra il “rhythm drive” frizzante da una parte e chitarra più organo dall’altra. La chitarra non domina da nessuna parte. Gli strumenti stanno tutti in perfetto equilibrio. Lo stile? Certi motivi nei pezzi tendono a suonare pop rock. Ma non temete: non manca il riffing distorto, quello è con noi dall’inizio alla fine, tranne che in Time And Time Again, che conferma tutte le qualità della voce di Turner. Il cantante, cambiando con maestria il colore della voce, si adatta con trasporto ai versi di una canzone d’amore. La voce vellutata porta calore, dolcezza e morbidezza, ma dall’altra parte anche un pizzico di quella inconfondibile pelle da hard rocker. Fantastico.
Quindi, da dove arriva questa aria pop? La voce di Glenn, in primo piano nella produzione, col suo timbro a volte si avvicina apposta a questa tendenza. Glenn Hughes è uno di quei rarissimi cantanti (se non l’unico) che riescono davvero a cantare di tutto in modo convincente. Anche roba ultra commerciale, fino al blues più nero che c’è. Soprattutto i ritornelli di Alone I Breath, della funky Sofia, di Going My Way o perfino di Losing My Head portano un soffio di pop. Quest’ultima è un caso a parte. L’accompagnamento dell’organo porta un tocco orientaleggiante, mentre le chitarre per questo pezzo le ha messe nientemeno che un tizio dal tocco di Mida di nome Steve Vai. Ovviamente Steve non poteva uscire dalla sua pelle e la parte strumentale l’ha “ribaltata” a modo suo, infilando nel pezzo una leggera aria psichedelica e bilanciandola con arte con la velocità supersonica delle sue morbide dita della sinistra che sfrecciano ultraleggere. Il pezzo ha un contrasto stilistico e d’atmosfera eccellente. Tutto quello detto finora ci dice che il nuovo disco degli HTP è un puzzle variopinto e altamente dinamico, e a questo contribuisce anche la scaletta, piazzata con furbizia.
Il disco ti fa tremare il timpano subito dalla prima, la scatenata e tostissima Revelation, carica delle emozioni intense di entrambi i cantanti, e si chiude altrettanto in grande stile con il brano Let’s Talk About It Later. Il pezzo si apre in modo curiosissimo! Con un riff di chitarra suonato col flanger che ricorda in modo incredibile il riff principale led zeppeliniano di In My Time Of Dying. Il pezzo ha anche sezioni più morbide, dove ci godiamo la straordinaria morbidezza soul e la raffinatezza di Glenn, e in altri punti esplosioni emotive in cui i due cantanti si danno il cambio a gran voce.
Goodbye Friday porta un inserto di chitarra emozionante all’inizio della sua parte strumentale centrale. Suona come un motivo etno folk preso direttamente dal sud della penisola balcanica, e questo dà al pezzo un soffio di imprevedibilità e un po’ di freschezza in più.
Insomma, amanti del “blitzkrieg” vocale totale, questo disco è assolutamente per voi. Le due leggende anche stavolta restano fedeli al loro stile inconfondibile. Gli elementi hard rock classici del nuovo disco degli HTP si completano con armonia con le deviazioni pop rock. Il risultato è un disco dinamico, con un contrasto stilistico e sonoro più marcato rispetto al debutto, fatto di nuovo in modo impeccabile!
Formazione
Glenn Hughes – voce, basso
Joe Lynn Turner – voce
Ed Roth – tastiere
J.J Marsh – chitarra
Shane Gaalaas – batteria
Musicisti ospiti:
Steve Vai – chitarra in “Losing My Head”
Chad Smith – batteria in “Losing My Head”
Jeff Kollman – chitarra in “Burning The Sky”
Produzione
The Crumb Bros., Glenn Hughes, Joe Lynn Turner
Tracklist
01. Revelation (4:09)
02. Alone I Breathe (4:13)
03. Losing My Head (5:27)
04. Going My Way (4:24)
05. Hold On (5:26)
06. Lost Dreams (6:34)
07. Time And Time Again (5:45)
08. Goodbye Friday (4:58)
09. Burning The Sky (6:13)
10. Sofia (4:47)
11. Let’s Talk About It (5:54)