Colour Temple
Artista: Vanden Plas
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 1994
Voto: 4/5
Era il 1994 quando il quintetto di Kaiserslautern si è presentato con un colpo secco, annunciando la fioritura del progressive metal anche nel vecchio continente. Cinque anni dopo l’esordio dei Dream Theater, che avevano aperto strade creative completamente nuove nel mondo della musica. Ma cercare somiglianze tra i debutti delle due band è un’assoluta assurdità. L’esordio dei Vanden Plas guarda al power metal classico, mentre i Dream Theater fin da subito facevano capire di voler mescolare praticamente tutto ciò che sa di musica. Il marchio di fabbrica dei Vanden Plas è soprattutto il galoppare di riff bombastici in pezzi dall’espressività viva, che sono la base su cui i Vanden Plas ancora oggi costruiscono tutti i loro capolavori.
Insomma, già il debutto della band ha le qualità che pretendono anche i palati musicali più severi. Eccole: scostamento stilistico dai cliché e dagli standard, atmosfera altissima, struttura dei pezzi vivace e dinamica, con brani che stanno tutti in piedi dall’inizio alla fine. Proprio quest’ultimo complimento è di solito il “tallone d’Achille” dei debutti di molte band progressive (dai Dream Theater ai nostri Prospect). Assoli sfilacciati, sulle tastiere o sulla chitarra elettrica, che spezzino il ritmo dei pezzi o in qualche modo rovinino l’atmosfera costruita, non ne troverai. Quindi l’assalto alla vetta della scena progressive metal europea era assicurato. Restando in Europa, qualcosa di simile in quel periodo è riuscito ai Threshold con il loro primo disco “Wounded Land”.
“Father” è un tipico pezzo dei Vanden Plas, quello che ti fa riconoscere subito la band. Il riffing di chitarra aperto è in primo piano. Un elemento che la band si porta dietro ancora oggi, perché è riuscita a bilanciare praticamente alla perfezione gli elementi progressive con quelli della scuola tedesca dell’heavy metal classico. La band si è occupata da sé della produzione, mantenendo un suono estremamente vivo. “Push”, seconda in scaletta, è la prosecuzione di quel riffing: nel passaggio prima del ritornello Stephan Lill lascia cadere il riff, mentre in primo piano finisce la linea ritmica con un basso ben udibile, che alza l’atmosfera. Segue il tipico ritornello melodico e malinconico. In questi passaggi la sezione ritmica è più attiva, e questo permette a batteria e basso di scatenarsi del tutto. Ovviamente in queste parti i riff di chitarra aperti vengono coperti dalle tastiere. La più progressive di tutte, “Soul Survives”, è senza dubbio il picco del disco, e non per la durata ma per una composizione rifinita, che già indica la direzione in cui la band si sarebbe sviluppata in futuro. Tutti i passaggi e gli assoli si incastrano alla perfezione con i riff principali dei pezzi e non intaccano l’atmosfera alta nemmeno per un attimo. “Days Of Thunder” (orig. Kansas) è aggiunta come bonus track nella riedizione remasterizzata del 2002 (nell’edizione originale del 1994 uscita solo in Giappone). Ha elementi di glam metal, un vero massaggio rilassante per le orecchie in chiusura.
Forse il punto un po’ più debole è la voce di Andy Kuntz, che però si fa perdonare con la sua riconoscibilità. In alcuni punti diventa “sottile” sulle note più alte, tanto che si ha davvero la sensazione che Andy canti le sue linee ogni tanto un po’ col naso. A far sì che la voce risulti a tratti “sottile” contribuisce, anche in questo caso, la produzione scadente. Le voci sovraincise sullo sfondo si integrano con gusto e armonia con la linea principale. Andy è comunque una scelta ottima proprio per il timbro particolare della sua voce. Nella conclusiva “How Many Tears” è proprio l’improvvisazione di Andy il punto più luminoso del pezzo.
E come se non bastasse, per la riedizione di “Colour Temple” la band ha aggiunto anche un CD bonus. “Accult”, uscito originariamente nel 1996, dove trovi versioni acustiche di “Father”, “Days Of Thunder”, “How Many Tears”,…e qualche cover classica, come “Kayleigh” (Marillion) o il bluesy “Georgia On My Mind”.
Per essere l’esordio della band, Colour Temple è una creazione più che ottima e per questo merita assolutamente ogni minuto speso.
Formazione
Andy Kuntz – voce
Stephan Lill – chitarra
Torsten Reichert – basso
Guenter Werno – tastiere
Andreas Lill – batteria
Produzione
Vanden Plas
Tracklist
1. Father
2. Push
3. When The Wind Blows
4. My Crying
5. Soul Survives
6. Anytime
7. Judas
8. Back To Me
9. How Many Tears
10. Days Of Thunder*
Durata dell’album: 58:29
CD 2. “Accult” (EP,1996)**
1. Bonus Track
2. My Crying
3. Theme From ‘Pseudo Silk Kimono’
4. Kayleigh
5. Father
6. Georgia On My Mind
7. How Many Tears
8. Des Hauts, Des Bas
9. Spanish Rain
10. Days Of Thunder
11. Raining In My Heart
* BONUS TRACK NELLA RIEDIZIONE REMASTERIZZATA DEL 2002
** CD BONUS NELLA RIEDIZIONE REMASTERIZZATA DEL 2002