Beyond Daylight
Artista: Vanden Plas
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2002
Voto: 4.5/5
I seri problemi di salute del chitarrista Stephan Lill, a cui i medici avevano perfino pronosticato che non avrebbe mai più potuto imbracciare la chitarra nel modo richiesto dal metal progressivo moderno, non hanno impedito ai ragazzi di portare a casa il loro quarto lavoro. Naturalmente con Stephan, guarito in modo miracoloso, che suona tutte le chitarre come siamo abituati ad ascoltarlo. La combinazione di tecnica ed emozione gli è riuscita ancora una volta. I Vanden Plas sono una delle rare band che dagli esordi resistono con la stessa formazione.
“Beyond Daylight” ci presenta i Vanden Plas come un gruppo che è finalmente riuscito a fondere gli elementi progressivi con il classico heavy metal in un fantastico equilibrio atmosferico. Niente più pezzi di cui dire: “Uff, questo è più heavy, quello più prog,…!”: qui abbiamo metal progressivo puro e bilanciato.
Già la botta dell’opener “Nightwalker” ne è la prova. Mette insieme passaggi pazzeschi, e fate particolarmente attenzione al passaggio “di luce” prima del verso …”Where are you going to”…, seguito da un bellissimo ritornello malinconico. Andy nel cantato punta alla melodia totale. Il ragazzo è diventato un cantante perfetto e anche le parti più alte le canta con più forza che mai. Nei ritornelli non alza sempre la linea vocale di base (“Cold Wind”, “Phoenix”), ma la voce resta nelle sezioni del pre-ritornello. Questo fa salire il mood, e ci pensano anche le inconfondibili voci multiple in alto, aggiunte alla perfezione sullo sfondo dei ritornelli sopra la linea vocale principale. Come siamo abituati con i Vanden Plas, la chitarra lascia entrare il riff di solito nei ritornelli, le tastiere aggiungono atmosfera, e a farsi più attiva è soprattutto la sezione ritmica, che non lascia all’ascoltatore nemmeno il tempo di sbadigliare.
La chitarra mantiene quel potente suono power metal tedesco ed è di nuovo velenosa nei riff. I riff sono spezzati in chiave progressiva. In particolare la batteria ha un suono più ampio e profondo rispetto al già ottimo predecessore “Far Off Grace”. Proprio per questo dubitavo molto che i ragazzi potessero superare “Far Off Grace”. Ma devo ammettere che ci sono riusciti. “Beyond Daylight” è un ulteriore sviluppo del gruppo, un nuovo passo avanti, un’altra bellissima puntata di una serie.
I picchi del disco sono “End of All Days” e, ovviamente, la title track (“Beyond Daylight”). “Free The Fire” è una cavalcata pazzesca e, con il riff d’apertura e la melodia del pre-ritornello, ricorda incredibilmente la “rabbia brasiliana” (Angra). L’unica ballad del disco è “Can You Hear Me”, con tastiere ambientali e la voce sensuale e inconfondibile di Andy. Qui i Vanden Plas sfiorano qualche ballad alla Dream Theater, soprattutto per la struttura simile dei versi iniziali. In generale Andy ha svolto il suo compito in modo straordinariamente sentito lungo tutto il disco. I ritornelli sono tutti, uno dopo l’altro, malinconici. Particolarmente splendido è in “Healing Tree”.
La produzione conserva tutta la sua vitalità. Il suono è unico e tipico dei Vanden Plas. Con questa band non troverete pezzi senza capo né coda. Sono tutti strutturati alla perfezione, gli assoli di tastiere e chitarre si completano con maestria e nei pezzi entrano ed escono dal riff principale senza darti fastidio, o ne scappano via quando vogliono. Quel “quando vogliono” significa una certa dose di imprevedibilità nei pezzi, che è solo un ulteriore punto a favore della loro nuova creatura. Insomma, il gioco dei cinque virtuosi è bilanciato e dimostra ancora una volta che i Vanden Plas hanno un senso raffinato della composizione.
Formazione
Andy Kuntz – voce
Stephan Lill – chitarra
Torsten Reichert – basso
Guenter Werno – tastiere
Andreas Lill – batteria
Produzione
Vanden Plas
Tracklist
1. Nightwalker
2. Cold Wind
3. Scarlet Flower Fields
4. Healing Tree
5. End Of All Days
6. Free The Fire
7. Can You Hear Me
8. Phoenix
9. Beyond Daylight
Durata dell’album: 55:25