Il doom metal sbarca anche in Slovenia con i Cold Dew! (2009)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Cutty Sark, Lubiana
Data dell’intervista: 26.04.2009

L’unica e prima band doom metal slovena, i Cold Dew, si è preparata per un bel po’ prima di dare l’assalto ai palchi, ma già col primo concerto, suonato all’Orto bar il 20.4.2009 insieme ai russi Alkonost, formazione folk/pagan metal, ha conquistato in pieno il pubblico. Della breve storia della band e dei piani futuri hanno parlato l’ideatore del gruppo, il chitarrista David Videnšek, e il bassista Vasja B. Šinko.

RockLine: Avete già qualche concerto alle spalle: come vi sentite adesso che siete finalmente saliti sul palco e avete portato la vostra visione anche dal vivo?
David: Mi sento super olimpico, eheh. Mi sento bene. Giusto oggi in camera guardavo il poster dell’ultimo concerto in cui avevo suonato, e la data era 27.5.1999. Lasciando da parte il nervosismo iniziale, comunque i capelli me li hanno fatti diventare tutti grigi i russi (la band Alkonost, N.d.A.).
Vasja: Sì, sensazioni molto positive.

RockLine: In realtà gli inizi della band risalgono al 2006, con il tuo gruppo Endless War?
David: Sì, l’ho fondato con Robert Zupančič, a cui insegnavo la chitarra. Non avevamo niente di meglio da fare, così abbiamo messo su una band. All’epoca Robert era fortemente influenzato dai tedeschi Dew-Scented, quindi death/thrash metal, e in quella direzione sono stati scritti anche un paio di pezzi. Sono rimasti su Guitar Pro, ma erano molto promettenti. C’è stato anche un interessante tentativo di technical death metal, che si è fermato a un solo pezzo e a un mucchio di asciugamani bagnati, perché d’estate faceva un caldo boia. Poi Robi ha tirato fuori i Swallow the Sun e, sotto l’influsso di quella band e di altre simili, è partita una nuova direzione. Era ovviamente ora di trovare un nome e dopo qualche birra è nato Cold Dew, e la cosa ancora più bella è che non esisteva ancora nessuna band con quel nome. Poi, poco dopo, sono arrivato a Vasko…
Vasja: A un paio di concerti, in stato di ebbrezza.
David: La parola decisiva è arrivata al concerto dei Dekadent al K4.

RockLine: Ci è voluto un bel po’ per mettere insieme la squadra perfetta.
David: Sì, per una musica impegnativa servono le persone giuste. Il doom metal non lo trovi proprio in ogni paesino sloveno… anzi, in realtà in nessuno. Noi tre abbiamo continuato a lavorare e nel 2006 si è aggiunto alla voce Šwed (Primož Novak), ma solo per sei mesi.
Vasja: Sì, e ne abbiamo parlato per un sacco di tempo prima ancora di arrivare alla prima prova. Dopo il Metalcamp 2006 sia Šwed che Robi hanno lasciato la band e ci è voluto parecchio per rimettere in piedi la formazione.
David: Ai provini c’erano Boris Filipovič, che poi si è unito a noi, e Jean-Sebastien…
Vasja: Con lui avevo già suonato prima nei Dickless Tracy.
David: E perfino Blaž “Ramious” Lončar (oggi alla chitarra nei Sweet Sorrow). Le idee più numerose le ha portate Jean-Sebastien, che però nella band non è rimasto a lungo.
Vasja: Si sentiva limitato, perché io e David avevamo già fissato certi schemi e modelli su cui volevamo lavorare, e ci siamo separati di comune accordo.
David: Abbiamo riattivato Boris Filipovič, con cui nel 2008 abbiamo registrato tre pezzi strumentali.
Vasja: La batteria era programmata, il basso l’ho registrato io, e il giorno dopo David e Boris hanno registrato anche le chitarre.

RockLine: Avete registrato da Matej e Beny di Metalsteel?
David: Sì, è stato fantastico registrare con loro. Con Beny il primo pezzo l’abbiamo messo giù alla grande. Le chitarre le abbiamo registrate in due giorni. Il mix grezzo l’ha fatto Beny e ha svolto un lavoro eccellente. Se non avessi saputo che la batteria era programmata, avrei pensato: ma che pazzo è questo che suona così? Questo è il Drumkit From Hell! Me l’aveva regalato Matej per il compleanno qualche anno prima.

RockLine: E poi avete cercato a lungo un cantante?
David: Sì, la voce l’ho cercata davvero a lungo.
Vasja: Nel frattempo abbiamo provato con Kuzo (ex-Sweet Sorrow), ma non ha funzionato.
David: Cercavo davvero una voce capace di coprire growl bassi e voci pulite basse, perché sono un perfezionista e un grande fan dei My Dying Bride. Si sono fatte avanti un sacco di persone, anche qualche tipo interessante, soprattutto un cruster di Celje. Il chitarrista Pero Frol è stato scelto subito, e anche il batterista Tomaž Kogovšek. Sono seguite ore e ore di prove, tutto a metronomo, ed è per questo che ci è voluto un po’ prima di salire sul palco.
RockLine: E avete mai pensato di salire sul palco senza cantante?
David: No, volevo almeno una voce maschile.
Vasja: La cosa buffa è che abbiamo trovato prima una voce femminile.
David: Tamara Cerovič Erjavec è un’amica di Tomaž e per caso abbiamo sentito delle registrazioni della sua voce. Poi, dopo l’annuncio, si è fatto avanti Maj Jamšek, che avevo conosciuto un paio di giorni prima alla Fabrka, e conosco pure suo padre. Maj ci ha convinti subito e alla fine si è rivelato una scelta ottima.

RockLine: Volevate fin dall’inizio due voci, maschile e femminile, “beauty and the beast”?
David: Non proprio.
Vasja: All’inizio volevamo solo la voce maschile, non so nemmeno di preciso quando sia saltata fuori l’idea della voce femminile.
David: I concerti poi sono arrivati piuttosto in fretta: il primo era previsto a Postojna, poi è saltata fuori l’occasione all’Orto con gli Alkonost, e in più Črt dei Dirty Skunks diceva sempre che il nostro primo concerto l’avrebbe organizzato lui.

RockLine: Questi pezzi più recenti che suonate li create già con la nuova formazione o esistevano da prima?
Vasja: Tre pezzi sono di prima, il resto l’abbiamo fatto dopo, tutti insieme. I nuovi membri danno un grande contributo alla scrittura del materiale.

RockLine: E come scrivete i pezzi?
David: Si costruisce una linea di base e poi ci si costruisce attorno tutto il resto.
Vasja: A volte le opinioni si scontrano.
David: Nei pezzi nuovi secondo me si sente già che ci sono i nuovi membri e nuove idee.

RockLine: Chi scrive i testi?
David: Alcuni sono già vecchi.
Vasja: Qualcuno l’aveva già scritto Robi, qualcuno l’ho messo giù io, adesso scrive Tamara, e uno l’ha scritto Tomaž.

RockLine: Le influenze le prendete soprattutto da band come Paradise Lost, My Dying Bride…
David: Katatonia, Swallow the Sun, Draconian.

RockLine: Come vi sentite a essere l’unica doom band in Slovenia?
David: Dopo ogni concerto finora sono rimasto sorpreso, perché anche la gente era entusiasta. Adesso siamo ufficialmente gli unici doomer sloveni. Certo, accanto a doom c’è pure un’altra parolina, ma lasciamo stare. Siamo la band metal più lenta della Slovenia.

RockLine: Domanda logica per chiudere: demo con le voci, EP, album?
David: Dopo i concerti che abbiamo fatto, abbiamo intenzione di scrivere ancora un paio di pezzi e poi registrare un album, con le voci ovviamente. Durante l’estate registreremo quanto riusciamo, poi magari un tour breve con qualcuna delle band amiche.

Foto: Cold Dew

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