Il ritorno di Tanita Tikaram (2012)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Velden am Wörthersee (Carinzia) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 20.12.2012
Presenze: 250
Prezzo del biglietto: 30,00€ (in prevendita) / 34,00€ (la sera del concerto)

Chi non conosce Tanita Tikaram? Oltre al timbro unico e al carisma della sua voce, a definire il volto musicale di Tanita Tikaram e il suo lavoro ci pensano senza dubbio due evergreen di sua penna: “Twist In My Sobriety” e “Good Tradition”. Sul pianeta ormai non sono in molti a non aver mai sentito né l’una né l’altra. Sono due evergreen da radio, due standard planetari diventati quasi canzoni popolari. E l’esordio “Ancient Heart”, che li contiene entrambi, nel 1988 ha venduto oltre cinque milioni di copie, catapultando Tanita tra le artiste più riconoscibili della sua epoca a livello mondiale.

Dopo l’uscita di “Everybody’s Angel” nel 1991 Tanita non è più salita sui palchi dei concerti, quindi la sua visita al caloroso tempio della musica austriaco che è il Bluesiana Rock Cafe era da considerarsi un evento esclusivo! Ha riattivato l’attività live soltanto l’anno scorso.

La cantautrice che con il carattere delle sue canzoni folk pop, nate da un paradigma tutto suo, ha segnato un’intera generazione di teenager degli anni Ottanta è tornata con un nuovo album in studio di grande successo, “Can’t Go Back”, scritto ancora una volta interamente da lei e uscito lo scorso luglio per l’etichetta Ear Music Records.

Quella sera il Bluesiana Rock Cafe era pieno fino all’ultimo angolino. Non vedi così tanta gente tutti i giorni in quel club. In più il palco si era fatto un po’ più colorato nelle scenografie, in versione natalizia, con campanellini, lanterne e altri aggeggi luccicanti. In pratica Tanita ha portato al Bluesiana un pubblico che sarebbe andato più volentieri a un concerto di Eros Ramazzotti che a uno di Eric Clapton.

Tanita, a cui daresti subito 25 anni e non i 43 che ha davvero,  è salita sul palco poco dopo le nove di sera, accompagnata da tre strumentisti. Ha aperto il set acustico con il mega hit Good Tradition e si è conquistata il pubblico in un attimo con il suo inconfondibile falsetto da contralto, che per tutto il concerto ha inchiodato ogni singolo fan presente in sala in una specie di stato di estasi mentale, con quell’eco di dolce-amara miscela di erotismo autentico e confessioni di un cuore spezzato dal dolore. Difficile trovare su un palco un’anima più vera di quella di Tanita. Ed è proprio questa qualità a rendere il carisma scenico di Tanita contagiosamente ipnotico.

L’album »Can’t Go Back« era ovviamente ben rappresentato in scaletta! I pezzi del nuovo lavoro in studio One Kiss, Dusat On My Shoes, Silence, Rock & Roll, All Things To You e Can’t Go Back nel finale della parte regolare dialogano, più che mai nella sua carriera, con elementi Americana in chiave matura, ma si sentono anche accenni di country, soul, Motown e della musica della Chess.

Un’ora e un quarto buoni, e tutto è finito. Le particolarità della voce di Tanita richiedono un accompagnamento strumentale morbidissimo, elastico e delicato –  quasi “accordato a temperatura ambiente”, quindi era interessante osservare le reazioni del pubblico durante il concerto. Il concerto esige infatti un silenzio assoluto in sala: già un innocente borbottio a bassa voce disturbava sul serio chi voleva seguire con attenzione. Meglio davvero stare zitti, altrimenti ti tiravi addosso in fretta l’ira del vicino. Non importava da dove guardassi il concerto: a un metro dal palco o a 20 metri di distanza, da dietro il bancone del bar.

Quella sera Tanita ha stregato i presenti. Con il suo approccio vocale contagioso e unico, che fa quasi tutto da solo, Tanita ha tirato fuori in grande stile ovazioni scroscianti dal Bluesiana stipato, che non ne volevano proprio sapere di calmarsi. Anche dopo la chiusura con lo standard ormai popolare White Christmas gli applausi non si sono placati. Così la cantautrice è risalita sul palco per l’ultima volta, tutta sola, e con la chitarra acustica in mano ha eseguito il classico Little Sister Leaving Town dall’album »The Sweet Keeper« (1990), che alla fine ha davvero consolato i fan.

Ancora a lungo dopo il concerto Tanita ha firmato CD e poster agli appassionati della sua musica, sotto l’occhio vigile del manager, che sembrava uno zio cattivo smarrito uscito da un film di Harry Potter. Chi si è sfregata di più le mani è stata la proprietaria del locale, Gudrun Kofler, che oltre agli ottimi incassi dei biglietti ha dovuto pensare a dissetare a dovere, e in abbondanza, un pubblico perennemente assetato durante il concerto. È stata ancora una di quelle serate indimenticabili e uniche, piene di autenticità e di pura magia musicale, al Bluesiana, una magia che possono creare solo gli sciamani dell’arte musicale, ed è per questo che al Bluesiana ci torniamo sempre volentieri. Tanita Tikaram fa decisamente parte di quelle streghe della musica uniche nel loro genere, che con la loro art gravura inconfondibile e un carisma irripetibile si piantano per sempre nel cuore di chiunque le incroci a un concerto.

Scaletta

1. Good Tradition
2. World Outside Your Window
3. Dust On My Shoes
4. Play Me Again
5. He Likes The Sun
6. Science
7. Cathedral Song
8. Light Up The World
9. One Kiss
10. Valentine Heart
11. Rock N’ Roll
12. All Things To You
13. Twist In My Sobriety
14. Can’t Go Back
—bis I.—
15. I Can’t Give You Anything But Love
16. White Christmas
—bis II.—
16. Little Sister Leaving Town

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