Gli Iron Median hanno rimandato la fine del mondo! (2012)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Lubiana / Gala Hala / Slovenia
Data del concerto: 20.12.2012
Numero di spettatori: 350
Prezzo del biglietto: 10,00€ (in prevendita) / 13,00€ (il giorno del concerto)
La fine del mondo non c’è stata. Ovvio. Però mi sarebbe piaciuto vedere le facce dei fanatici che in cantina hanno adesso scorte di cibo in scatola per quindici anni. Ha! L’interpretazione (volutamente) sbagliata del calendario maya si è rivelata l’ennesima str*nzata sulla fine del mondo, mentre il concerto della tribute band Iron Median ha dimostrato ancora una volta che i nostri ragazzi sono probabilmente una delle migliori tribute band degli Iron Maiden anche a livello mondiale. L’originale sta di nuovo conquistando il mondo, stavolta con il super tour Maiden England, e noi fan non vediamo l’ora che tornino sul suolo europeo. Anzi, la attesa è così dura che gli Iron Median sono stati un vero cerotto sulla ferita e un aiuto concreto contro la crisi d’astinenza in attesa di rivedere le Vergini.
Stavolta anche il ruolo di spalla è toccato a una tribute band, e precisamente a un omaggio dei dinosauri dell’hard rock AC/DC da parte di gente di Postumia, formata da vecchie volpi di band come (Forgotten) Eden, Requiem e Divine Illusion. Stando a chi li ha visti, hanno suonato in modo molto solido e convincente, ma toccherà verificarlo dal vivo un’altra volta. Magari quando a Lubiana non ci saranno quindici concerti nella stessa sera. Durante il loro set, infatti, noi eravamo ancora a strapparci i capelli e a invocare il Diavolo all’Orto bar, sulle note di »Return of Darkness and Evil« con Teleport, Hellsword e Vigilance.
Gli Iron Median sono tornati a Metelkova per la prima volta dopo il loro primo concerto in assoluto, suonato nel maggio 2007 al Channel Zero. Nel frattempo hanno sverginato l’Orto bar, sono stati a Belgrado e in tanti altri posti, e quest’anno, proprio a un soffio dalla fine, a 2 minuti dalla mezzanotte, si sono esibiti alla Gala hala. Gli Iron Median sono una formazione composta da nomi collaudati: Alen Steržaj (Big Foot Mama) al basso, Tine Horvat (Ivje, Bananas) alla batteria, la sirena dei pompieri Sergej Škofljanec (M.I.L.F., ex-Requiem) e il duo di chitarristi Matjaž Tozon e Helmut Frangeš – Maco (Sausages); da un po’ si è aggiunto anche un sesto membro, nientemeno che Eddie, ovviamente. Con gli Iron Median si presenta nel suo look “punk” originario, quello dell’era del primo album e di Killers. Poco dopo le undici, dopo un’introduzione sinistra, già dalle prime note gli Iron Median hanno dimostrato che gli Iron Maiden scorrono ancora nelle loro vene. L’esecuzione strumentale è stata di nuovo ai massimi livelli: il duo di chitarre ha sciorinato tutti gli assoli in modo impeccabile, anche se a tratti forse un po’ “alla Gers”, ma Smith può essere solo uno. Il rombo del basso ha fatto di nuovo tremare le fondamenta: Alen si approccia al basso in modo visibilmente e udibilmente rispettoso verso il boss ‘Arry, e grazie ai tanti chilometri di concerti sulle spalle è di gran lunga il più attivo e convincente sul palco. Mancava solo la sparatoria. A condurre lo spettacolo per tutto il set è stato di nuovo il fantastico Škofljanec, a cui non ha dato problemi nemmeno Aces High; anzi, in questo momento probabilmente la canta persino meglio di Dickinson in persona. Classici come The Number of the Beast, The Trooper e Flight of Icarus hanno infiammato ancora di più il pubblico bollente, e anche la band era visibilmente entusiasta della risposta fragorosa di un pubblico davvero attivo e rumoroso. Gran parte del merito va sicuramente alla guida simpatica e carismatica di Sergej e, naturalmente, alla sua incredibile forma vocale. Hallowed Be Thy Named è stato l’unico momento che ha dato qualche grattacapo a Sergej, ma la vecchia volpe se l’è cavata bene, anche se sarebbe davvero ora di imparare i testi come si deve. Purtroppo anche gli Iron Median sembrano afflitti dal difetto più grande che si può attribuire ai loro padri musicali: la scelta dei pezzi, a parte uno o due casi, è stata del tutto prevedibile e ha puntato sul sicuro. Sarebbe sensato dare una bella rinfrescata alla setlist e infilarci qualche rarità in più, di quelle che dagli Iron Maiden non sentiremo mai. Ciononostante, agli Iron Median è riuscito di placare la fame fino ai mesi primaverili ed estivi, quando i Maiden England semineranno scompiglio dalle nostre parti. E il pubblico era evidentemente affamato di Maiden, che ci sono stati serviti in un’esecuzione di altissimo livello. Ma alla fine devo scrivere ancora una cosa. Dato che lo scopo degli Iron Median è cristallino, questo sia più un appello al pubblico. A poche centinaia di metri dalla Gala hala, a metà prezzo, si teneva il concerto di tre band metal di casa nostra, almeno una delle quali attinge a piene mani dall’eredità dei Maiden, e tutte e tre suonano esclusivamente ottimo materiale originale. Eppure all’Orto c’erano meno di cento persone. Gente, supportate le band di casa che scrivono musica propria!
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