Male e tenebre all’Orto bar! (2012)

0 5

Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad

Luogo: Orto bar, Lubiana
Data del concerto: 20.12.2012

Credo che da quando la Kadilnica of Death ha aperto i battenti all’Orto bar non ci sia stato un solo giovedì senza concerto. I due Dihurčka hanno regalato alla scena metal di casa nostra un nuovo posto dove suonare e ritrovarsi, e vista l’affluenza ottima non sembra proprio che la cosa finirà tanto presto. Giovedì scorso il piano di sopra dell’Orto è stato invaso da un trio infernale di band, Teleport, Hellsword e Vigilance , che marciano insieme sotto la bandiera Return of Evil and Darkness!

A rompere il ghiaccio i giovani thrasher lubianesi Teleport, una band che sta guadagnando sempre più peso. I ragazzi hanno pubblicato da poco il loro primo demo, Galactic Usurper, quando erano ancora un trio, e subito dopo hanno rinforzato la formazione con una seconda chitarra. »Beam me up, Scotty« e il quartetto, su un palco dell’Orto addobbato a dovere (maschere »antigas« con occhi verdi luminescenti), ci ha sparato per una buona mezz’ora un thrash tecnico condito con testi di fantascienza. Un sound che invoca il paragone con le leggende canadesi Voivod, e il paragone ci sta tutto, perché anche i Teleport non suonano neanche lontanamente come qualcosa uscito dalla Bay Area. Sono molto più vicini al thrash tedesco, soprattutto per la voce ruvida e rauca, mentre i ritmi spezzati, i minimi elementi black metal e i riff psicotici, strani, extraterrestri li avvicinano ai già citati canadesi e a band come Vektor, Coroner e Nocturnus. La seconda chitarra si è già assimilata bene nella band, ora manca giusto qualche ritocco alla sezione ritmica, ma al momento i Teleport sono una delle realtà di casa nostra più promettenti.

Dal thrash tecnico e dai testi sci-fi siamo volati parecchio più a sud. Sul palco è salito infatti il trio lubianese Hellsword, che cammina sulla strada infernale dei pionieri dello speed/black metal Bathory, Celtic Frost, Venom, Sodom e Destruction. Non sarà il massimo dell’originalità, ma è dannatamente bello avere da noi una band che non si complica la vita e prima di ogni concerto probabilmente sacrifica una vergine o due. Gli Hellsword sono puro “old-school worship”, cioè sparano un mix demoniaco di black e speed metal: batteria “straight to point” in pieno stile cupa-cupa, riff e assoli perversi e blasfemi, un basso metallico e tintinnante (con linee davvero varie e movimentate) e la voce diabolica di Mike Manslaughter. Stavolta, per problemi tecnici (»Il Marshall è morto«), il loro sbeffeggiare Satana è uscito piuttosto fiacco, evidentemente bisognerà affilare il coltello sacrificale. La blasfemia stavolta non ha convinto come al solito, però si vede e si sente che la band accumula con impegno e costanza chilometri di concerti e se la cava anche quando le cose vanno storte. La scelta musicale giusta per questo beato periodo natalizio, tra biscottini, The Omen e Rosemary’s Baby.

La serata l’hanno chiusa i maniaci heavy/speed di Postumia, i Vigilance, di cui aspettiamo con impazienza il primo album in arrivo. Il loro EP Steeds of Time è piaciuto parecchio al pubblico, ma ancora di più hanno pagato i tanti concerti, che alla band hanno fatto un gran bene. Ho visto i Vigilance l’ultima volta poco meno di un anno fa e non riesco a credere a quanto siano cresciuti! Non solo il materiale più recente suona parecchi gradini sopra i pezzi dell’EP d’esordio: il quartetto ha migliorato parecchio anche la presenza sul palco, che ora è potente, convincente e sicura di sé. Così come la voce di Jakob Rejec, migliorata a vista d’occhio, e l’accoppiata chitarristica assassina Gilian Adam/Rejec. Quest’ultimo ha servito con sicurezza riff costruiti con fantasia, mentre Gilian ha piazzato assoli altissimi, che aggiungono un ulteriore livello a un heavy metal già ricco. Un attacco speed metal senza compromessi, con cui i Vigilance mescolano con efficacia l’heavy metal old school, è stato il momento assolutamente più alto della serata di giovedì e, se la profezia della fine del mondo si fosse avverata, anche un’ottima colonna sonora per il diluvio universale.

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie