Il rock’n’roll di nessuno all’Orto fest (2012)
Autore: Urban Bolta
Luogo: Orto Bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 20.04.2012
Numero di spettatori: 120
Prezzo del biglietto: 10,00€
I vecchi volponi del sottobosco musicale di Velenje, i Res Nullius, sono tornati all’Orto fest! Parliamo di una band che, più che sulla fama ad ampio raggio, punta su una base di fan piccola ma fedelissima, gente che nei Res Nullius ha riconosciuto tutta la semplicità della retorica rock’n’roll. Quelli di Velenje arano il suolo sloveno da un tempo maledettamente lungo, e probabilmente basta un dato per capirlo: nel 1992 suonarono al leggendario Novi rock a Križanke, all’epoca in compagnia nientemeno che di Nick Cave e i suoi Bad Seeds. Ma dall’inizio degli anni Novanta del secolo scorso di acqua sotto i ponti ne è passata un bel po’, e i Res Nullius restano quello che sono sempre stati: sinceri cantastorie del rock’n’roll nella sua forma più basica! Stavolta con il nuovo album »Prekletih bazar« (recensione qui) in tasca!
Erano già abbondantemente passate le dieci e la sala al piano di sopra dell’Orto bar era ancora vuota. Ma visto l’assalto di pubblico al concerto dei Res Nullius dello scorso dicembre nello stesso posto, non c’era da temere che stavolta andasse diversamente. E infatti, verso le dieci e mezza, quando il quartetto è salito sul palco, il locale si era riempito per bene e, anche grazie al comodo orario da weekend, è stato uno dei concerti con più gente di tutto l’Orto fest di quest’anno.
I Res Nullius non hanno risparmiato le energie: fin dall’apertura sono partiti a tutta e hanno disarmato i possibili scettici tra il pubblico. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere che il frontman Zoran Benčič aveva una buona giornata, cioè si è comportato come si addice a uno con la sua esperienza sul palco e almeno per una sera ha messo da parte la sua passione per gli incidenti. È solo in queste condizioni che si vede tutto il fascino dell’esibizione di Zoki! Il suo approccio a sangue freddo all’inizio sembrava un po’ strano, ma nel corso del concerto ha trasformato il suo minimalismo, sulle ali di una personalità straordinariamente carismatica, in un punto a suo favore, al punto che il pubblico ha cominciato a mangiargli in mano. Un approccio da gran sbruffone, senza giri di parole, come si conviene al rock’n’roll! Il nucleo creativo e propulsivo di questi dinosauri del rock di Velenje è completato dall’altro pilastro della band, Boštjan Senegačnik, che proprio come Zoki ha seguito il motto »less is more« e, sulle ali di un Orto bar pieno, ha condotto con successo la barca tra tutti gli scogli fino al porto. La macchina ritmica era composta dai Boštjan Časl al basso e Janez Marin dietro la batteria, entrambi di ottimo umore.
Nella scaletta ha pesato parecchio il materiale dell’ultimo disco »Prekletih bazar«. I suoi brani V vagonu raztrganih duš, Đoni e Prekletih bazar sono stati il filo rosso della parte centrale dello show. Curioso che durante l’esecuzione di quest’ultimo il ritmo abbia superato Zoki, che nella parte iniziale è entrato in ritardo nella strofa, cosa che il trio strumentale ha accompagnato con sguardi sorridenti scambiati tra loro. Il materiale nuovo è stato accolto alla grande e si è mescolato senza problemi ai vecchi evergreen dei Res Nullius, mentre il pubblico, che ansimava insieme a loro, ha confermato di meritarsi la fama di uno dei più fedeli in circolazione. Questi favoriti sfacciatamente eterni si sono susseguiti uno dopo l’altro a ritmo serrato e hanno servito di tutto, dall’arsenale di marca punk rock a seducenti passeggiate nei campi del blues, il tutto impacchettato nel riconoscibile e saltellante sound Res Nullius.
»Mani in alto tutti, questa non è una rapina«, ha risuonato il ritornello d’impatto di Pistoljero (»Revolver ljubezni«, 2003) quando la band è tornata sul palco, annunciando piano piano la chiusura della serata. A chiuderla ci hanno pensato Party Doll e l’inglese biascicato di Zoki, voce principale della band. È stato uno show per tutti quelli a cui parla un’espressione rock confessionale: il rock’n’roll di nessuno ha infatti chiuso di nuovo i suoi artigli e ha tenuto in ostaggio l’Orto bar per un’ora e mezza di scatenata follia.
Scaletta
1. Pasji dan
2. Ženske nikol’ ne čakajo
3. Na dva
4. Dvoboj treh
5. Mama
6. V vagonu raztrganih duš
7. Đoni
8. Country
9. V slogi je moč
10. George
11. Prekletih bazar
12. To si ti
13. Revolver ljubezni
14. Rojen leta 72′
15. Velenje
16. Đemo
17. Bruce
18. Iggy
19. Rock’n’roll
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20. Blues
21. Pistoljero
22. Balkan
23. Party Doll
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