Il Channel Zero esplode di dinamite “groove” (2012)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Channel Zero (Metelkova) / Slovenia
Data del concerto: 19.04.2012
Numero di spettatori: 160

I Low Peak Charlie sono un altro gruppo di fusionisti sgangherati che hanno capito il senso di far saltare i confini di genere tra metal, funk, reggae e hip hop. Quindi non proprio un’idea rivoluzionaria, ma un approccio che su MTV spaccava nei primi anni Novanta, quando saltarono fuori Rage Against The Machine, Red Hot Chilli Peppers, Faith No More, Living Colour. Il quartetto del Litorale sloveno ha il pungiglione affilato e, a differenza dei conterranei «groove» Elvis Jackson, di menefreghismo non vuole sentir parlare e non smercia «dolci fandonie». C’è una nota di chiaro impegno politico, nella scelta degli arrangiamenti come nel ruolo del cantante Andrej Kresevič, e dei Low Peak Charlie si potrebbe dire che sono una versione riuscita, e un po’ a distanza, della risposta slovena ai Rage Against The Machine.

In soli tre anni di attività la band è riuscita a mettere insieme il debutto in studio «Kdo bo komu» – la recensione dell’album su RockLine la trovi QUI. Un lasso di tempo così breve conferma da solo che il quartetto ha un’intesa fortissima, per energia, per come vive la musica e per come porta in giro le proprie idee, e che respira all’unisono, in armonia, sulla stessa lunghezza d’onda. L’amicizia è il segreto di un rapporto lungo e di successo, quello che questi quattro dimostrano e che lascia sperare in tanta altra buona musica in futuro.

I Low Peak Charlie hanno festeggiato la prima svolta della loro carriera, per ora ancora breve, con un release party al Channel Zero di Lubiana. Il loro brano Dol vas dam, in versione video, era stato trasmesso a ripetizione nelle settimane prima dell’uscita del disco su programmi capaci di raggiungere le masse. Non c’è da stupirsi, quindi, se stavolta al Channel Zero si è ammassata una folla tutt’altro che modesta, più di 150 persone: starci dentro era come pigiare, anzi infilare a forza, fiammiferi in una scatolina stretta.

A sorprendere, soprattutto, è stata l’ondata di ragazze scatenate che, per tutta l’ora e 25 minuti di presentazione del debutto «Kdo bo komu», hanno sfoderato una vera valanga di strilli isterici, con le loro reazioni spontanee e urlate. Roba che le band slovene non incontrano di frequente. Eppure! Ottimo segnale per il gruppo. Se le donne si accendono per te, è l’indicatore base che c’è una bella possibilità di sfondare e di ottenere un successo commerciale più ampio! Non solo i ragazzi hanno una dinamite da palco infernale, fatta di ottima presenza scenica e di un’interpretazione compatta dei pezzi: la ritmica «groove» contagiosa e il fascino fisico dei quattro sul palco sono evidentemente l’asso nella manica che spalanca ai Low Peak Charlie le porte di una notorietà sempre più visibile sulla mappa del rock, e che permetterà ai simpatici ragazzi di superare ben presto anche i confini del territorio sloveno.

Dopo una proiezione illustrata del percorso divertente fatto finora dal gruppo, condita da un breve filmato introduttivo pieno di dediche provocatorie, satiriche e senza peli sulla lingua ai politici sloveni, poco prima delle undici di sera i ragazzi si sono lanciati sul palco e hanno aperto lo show con il brano «Zidak zidaku», pardon «Zidar Zidarju», che ha svelato subito l’essenza del messaggio musicale e lirico di questa band. I Low Peak Charlie hanno rimescolato la tracklist dell’album e l’hanno adattata al repertorio live in modo da far crescere il concerto minuto dopo minuto fino a un «crescendo» finale: l’hanno condito con il pezzo di punta del disco, quello intitolato Dol vas dam, hanno gettato benzina sul fuoco con la cover Testify dei Rage The Machine e hanno chiuso la loro esibizione succosa con un’altra espansione «groove» del debutto, intitolata Ostale samo kosti. In poco più di un’ora la band ha mostrato di incarnare con la leggerezza di una piuma, tutti insieme, gli attributi indispensabili di un sano look rock: coerenza assoluta sul palco, sicurezza e padronanza nell’esecuzione e un modo autentico di portare il proprio messaggio musicale alle masse. Al pubblico la testa e i piedi giravano per bene, e l’ha dimostrato con ovazioni fragorose che pretendevano il bis obbligatorio, ancora un bel po’ di minuti con la band che torna sul palco per un altro pezzo. Cosa che la folla non ha avuto, perché prima la band deve far uscire ancora un album, due o tre…

La band è in splendida forma. Sul palco come in studio. «Kdo bo komu» è infatti un insieme di 12 brani dal carattere ben definito. Non ruba un minuto, anzi entusiasma di continuo con la sua arguzia compositiva e la dinamica groove, con un tocco leggero di quella piacevole sensazione di imprevedibilità nello svolgersi dell’album. Con un asso così in mano, i Low Peak Charlie possono guardare al futuro con piena fiducia. Che la fortuna sia dalla loro parte; a voi, invece, raccomando di vedere appena potete una delle loro serate cariche di voltaggio energetico e di spirito, e di mettere senza esitare mano al portafoglio per procurarvi il prima possibile una copia di «Kdo bo komu», che vi porterà di sicuro in un mondo musicale nuovo e, ancora una volta, un po’ diverso. Un’ultima cosa. Un applauso al fonico, che ha confezionato un suono eccellente per questa serata al Channel Zero: il concerto ha reso al massimo, nella sua missione di base!

Scaletta

1. Zidar Zidarju
2. Za en sam glas
3. S-lepota
4. Disko Jebig
5. JZA
6. Estrada
7. Where To Go
8. Ajejmona
9. “Hrosch” Kebr
—bis—
10. Dol vas dam
11. Testify
12. Ostale samo kosti

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