Immortal

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Artista: Pride Of Lions
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: year
Durata: 50:45
Voto: 4.5/5

I Pride Of Lions, band formata dall’ex mastermind dei big dell’AOR Survivor, Jim Peterik, e dal cantante fuori serie Toby Hitchcock, tornano dopo una pausa bella lunga di cinque anni con il loro quarto album sulla lunga distanza.

»Immortal« è l’album che ci aspettavamo. Come contenuti attinge alla stessa identica formula dei tre dischi precedenti della band. La cosa bella, però, è soprattutto che Immortal è il lavoro più maturo del gruppo fin qui e uno dei migliori album AOR/melodic rock usciti quest’anno nel genere. Cinque anni sono il periodo perfetto per far nascere un mucchio di idee utili, che l’esperto Jim Peterik, uno con quattro decenni di mestiere musicale professionale alle spalle, sfrutta con tanta saggezza e con una scaltrezza da studio e da arrangiatore così fine che oggi, nel melodic rock, pochi riescono a stargli al passo. Non c’è da stupirsi che i Survivor senza di lui non abbiano ancora combinato un solo album, e sono già sei anni di fila. Magari ne passerà ancora qualcuno prima che questa leggendaria band dell’AOR west coast dia qualche segno di vita.

A differenza dei vecchi compagni, a Peterik la testa non smette di frullare. Il frutto è un nuovo, ottimo album della band, a cui non si può rimproverare proprio niente. Peterik si è circondato di nuovo da un bel po’ di colleghi collaudati, che se la cavano alla grande nel ruolo di session man ingaggiati. Tra loro c’è anche Kelly Keagy, cantante e batterista dei Night Ranger, che figura alla batteria su sei brani. Della squadra rodata fa parte anche il fonico Larry Millas, che ha dato di nuovo una mano a Peterik nelle rifiniture finali del sound di »Immortal«.

Così i punti in cui il nuovo album convince del tutto della sua qualità sono, ancora una volta, le ballad. Possiamo dire che non è più una sorpresa, quando si parla della forza del linguaggio compositivo di Jim Peterik. In passato il tipo ha sfornato un bel malloppo di pezzi mostruosi, carichi di pompa e dal sapore drammatico-operettistico, sia per i Survivor che  per i lavori solisti di Jimi Jamison, collega e cantante dei Survivor. Ballad d’impatto, imbottite di bombastica melodica, che come da tradizione AOR raggiungono i picchi emotivi nei ritornelli: sono i momenti in cui l’eccezionale talento interpretativo  di Toby Hitchcock scintilla in modo particolarmente intenso. Il modo di arrangiare di Peterik e l’approccio vocale di Toby Hitchcock sono quindi un’accoppiata creativo-interpretativa da sogno, di cui oggi nel melodic rock ce ne sono pochissime. Le ballad Are You The Same Girl e Everything Money Can’t Buy sono senza dubbio i vertici compositivi di »Immortal«.

Stavolta la voce di Hitchcock viene messa volutamente in contrasto dallo stesso Peterik, con il suo timbro più sottile, da basso a medio, il che è un filo buffo quando hai accanto una voce superlativa come quella di Hitchcock. L’obiettivo di fondo della mossa era quindi contrastare le atmosfere e potenziare lo sviluppo dinamico di questi pezzi (Shine On).

Naturalmente c’è anche l’elemento rappresentativo dell’eredità dei Survivor anni Ottanta, incarnato soprattutto dai brani Sending My Love e dalla furiosa Vital Signs (un pezzo scritto in realtà per i Survivor, ma mai usato fino a »Immortal«). Lo sviluppo dell’album è, com’era prevedibile, un po’ stereotipato. La bombastica e d’impatto Delusional, dopo l’apertura con la title track, porta l’atmosfera subito in alto, e un elemento simile viene capitalizzato in chiusura con l’AOR rocker accelerato e orecchiabilissimo Ask Me Yesterday. In mezzo c’è infilato un bel pacchetto di pezzi drammaticissimi e melodicamente rifiniti, che a livello di qualità non ondeggiano tra loro, quindi stavolta i preferiti dovrai scovarteli da solo.

Come detto! Uno dei migliori album AOR/melodic rock di quest’anno. Diciamocelo: il 2012 non è forte per le uscite AOR come lo scorso anno, ma »Immortal« sarebbe comunque uno dei principali candidati al titolo di lavoro AOR più potente e rifinito anche se fosse uscito l’anno scorso. Serve infatti tutto. Una produzione cristallina impeccabile ma vivace, con lo spettro sonoro riempito alla perfezione, un’escalation magistrale di atmosfere e dramma da teatro grazie all’irresistibile orecchiabilità dell’accoppiata strofa-ritornello (il marchio di fabbrica di Peterik, d’altronde), e sopra a tutto l’esecuzione vocale perfetta di Toby Hitchcock, che ancora una volta dimostra la sua crescita fino a diventare uno dei migliori vocalist AOR/melodic rock della generazione più giovane! Un album che è quindi un obbligo per tutti gli amanti del sound AOR west coast, a partire da Survivor, Journey e dai dischi solisti in studio di Jimi Jamison, Jim Peterik e Toby Hitchcock. 

Formazione

Toby Hitchcock: -voce
Jim Peterik – voce, chitarra, tastiere
Mike Aquino – chitarra
Clem Hayes – basso
Bobby Lizik – basso
Kely Keagy – batteria
Ed Breckenfield – batteria
Thom Grifin – cori 
Marc Sherer – cori

Produzione

Jim Peterik

Tracklist

1. Immortal
2. Delusional
3. Tie Down The Wind
4. Shine On
5. Everything That Money Can’t Buy
6. Coin Of The Realm
7. Sending My Love
8. Vital Signs
9. If It Doesn’t Kill Me
10. Are You The Same Girl
11. Ask Me Yesterday

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