Intervista al boss degli Y&T Dave Meniketti (2008)
Data dell’intervista: 15.05.2008
Ho segnato il mio terzo giorno in Italia con una visita alle leggende americane dell’hard rock Y&T. Verso le 19.30 ho chiesto gentilmente all’organizzatore del concerto dell’agenzia Bologna Rock City Emiliana se poteva chiedere al management della band un’intervista per RockLine. Gli americani si sono dimostrati interessati e mi hanno dato appuntamento alle 21.00 per bussare alla porta del “back stage”. Alle 21.00 in punto sono entrato. Dave era seduto davanti al computer, impegnato a mettere insieme la scaletta del concerto di Bologna, che per gli Y&T era in programma più tardi, alle 22.20…
RockLine: Come sta andando il tour, tutto okay per gli Y&T?
Dave: Finora alla grande, ci sta andando a meraviglia. L’affluenza durante il tour è stata ottima. Okay, con l’eccezione di oggi in Italia, ma forse c’è meno interesse per il concerto di stasera perché l’Italia per noi è un enigma. Con gli Y&T non abbiamo mai suonato in Italia. Quindi la domanda è: quanto ci conosce la gente qui? Comunque ci stiamo impegnando. Torneremo qui per portare in futuro ancora più gente. Del resto, per quanto riguarda l’affluenza nel resto del tour, è stata davvero splendida.
RockLine: Però voi Y&T siete una band che oggi è piuttosto difficile incontrare in Europa.
Dave: Ormai non più. Adesso torniamo in Europa regolarmente. Ogni anno siamo di nuovo qui, e questo dal 2003 in poi. In Europa veniamo ora due volte l’anno. Anche quest’anno ci torniamo ancora una volta, a settembre.
RockLine: Stasera ci aspetta il primo, l’ultimo e l’unico concerto di questo tour in Italia.
Dave: Esatto.
RockLine: Gli Y&T hanno in serbo qualche sorpresa per questo unico concerto in Italia, qualcosa a cui assisteremo stasera?
Dave: Certo. Steff Burns, che è stato uno dei chitarristi degli Y&T e oggi suona con Vasco Rossi e Huey And The News, suonerà con noi l’intero repertorio stasera. Il nostro chitarrista regolare John Nymann ha dovuto volare via ieri d’urgenza a casa, negli USA, per impegni improrogabili e urgenti con la sua famiglia. Quindi la serata di stasera sarà ancora più divertente.
RockLine: Suona come un “una volta nella vita”…
Dave: Senza dubbio.
RockLine: Dopo tanti anni, tanti tour, tanti dischi pubblicati, cos’è che tiene ancora insieme una band come gli Y&T?
Dave: Ci piace suonare, ci piace salire sul palco e ci piace la nostra band. Inoltre abbiamo fan straordinari in tutto il mondo, che vogliono vedere i nostri concerti, e questo ogni anno. I fan reagiscono con passione ai nostri show e in generale a tutto quello che facciamo. I nostri fan, in pratica, ci tengono in vita e ci aiutano ad andare avanti. Ci aiutano tanto anche a far sì che la passione con cui ci avviciniamo alla nostra musica non si spenga mai. Questo è il motivo principale. In più ci piace semplicemente essere quello che siamo. Essere gli Y&T ed essere musicisti. Nessuno di noi è felice se non può suonare. Siamo completamente appagati solo quando possiamo esibirci dal vivo.
RockLine: C’è in programma l’uscita di un nuovo album in studio?
Dave: Sì. Inizieremo a scrivere nuovo materiale l’anno prossimo. Spero che quest’anno riusciremo anche a pubblicare il nuovo album in studio degli Y&T. A settembre, quando torneremo in Europa, registreremo i nostri concerti, così come quelli che abbiamo ancora in programma in Giappone e negli USA. Lo facciamo perché vogliamo pubblicare anche un nuovo album dal vivo.
RockLine: Il nuovo album sarà orientato al vecchio, tipico stile Y&T, o state preparando qualcosa di speciale?
Dave: Al momento è difficile dirtelo. Ci metteremo al lavoro l’anno prossimo ed è difficile fare previsioni finché non cominciamo a registrare e a comporre il nuovo materiale. Non posso dirti con precisione a cosa ci aggrapperemo, ma in base all’esperienza di un sacco di concerti suonati di recente, vedo il nuovo album nello stile di album classici come “Black Tiger” o “Earthshaker”, ovviamente con un tocco degli Y&T più recenti. Più o meno così.
RockLine: Dave, cosa ti ha entusiasmato da bambino al punto da decidere di suonare la chitarra?
Dave: È cominciato con Jimi Hendrix, che proprio in quel periodo suonava ancora dal vivo, e poi c’erano altri chitarristi come Jeff Beck, Duane Allman e The Allman Brothers. Mi hanno colpito molto anche i chitarristi blues come Albert King e B.B. King. Quando ho sentito il primo album dei Led Zeppelin, in cui hanno fatto dei pezzi blues davvero pesanti, ho pensato: “Wow!” Era un esempio perfetto di heavy rock e blues messi insieme. Apprezzo moltissimo i musicisti che suonano con passione e col cuore. Vale anche per il canto. E credo che il blues abbia proprio questo. Tanto cuore e tanta anima nella musica. Per questo mi piace suonare questo genere. Soprattutto quando suono fuori dagli Y&T.
RockLine: Il tuo album in studio “Meniketti”, uscito nel 2002, è uno dei miei preferiti, ci si sente esattamente quello di cui parli. Puoi dirci qualcosa di più su questo disco?
Dave: Ho scritto i pezzi per questo disco nel mio studio, che in pratica ho in casa. Ci sono voluti un paio di mesi perché i motivi che avevo in testa prendessero la forma giusta di canzoni. Tanto ci è voluto anche per affiatarmi con i musicisti che mi hanno aiutato a realizzare l’album. Abbiamo registrato tutto nel mio studio di casa e mi sono preso il mio tempo per limare i miei assoli e la mia voce. Volevo infondere emozione in tutto questo. “Meniketti” è un album più rock blues rispetto al suo predecessore. Il mio primo disco solista “On The Blue Side” è nato così: avevo già tutto scritto ancora prima di avere una band. La differenza è che “Meniketti” è un album di gruppo. È nato come se l’avesse registrato l’intera band insieme. Amo moltissimo questo disco. Proprio per quel marchio speciale e per i contrasti musicali più veri e marcati che ottieni quando a registrare il materiale in studio è tutta la band.
RockLine: Come vivi le reazioni del pubblico durante i concerti in giro per il mondo, quando siete in tour con gli Y&T?
Dave: In generale non ci sono differenze. Penso che sia perché i fan degli Y&T sono in contatto così stretto con la band che succede persino in posti dove ti aspetti reazioni più tranquille di ricevere una risposta fragorosa. Il pubblico spagnolo, per esempio, è particolarmente rumoroso, come quello della California e quello del Regno Unito. Sono tra i più rumorosi. Per il resto abbiamo una base di fan davvero fantastica in tutto il mondo.
RockLine: Quindi Steff Burns non ha dimenticato come si suonano i pezzi degli Y&T?
Dave: Assolutamente no. È un chitarrista così bravo, e poi è stato con noi nella band per quasi 10 anni, quindi credo che un sacco di Y&T sia rimasto nella sua anima. Mi ha detto che nella testa magari qualche pezzo degli Y&T se l’è scordato, ma le sue dita se lo sono ricordato.
RockLine: Come vedi la situazione del rock oggi, se la confronti con i tempi in cui gli Y&T hanno iniziato negli anni Settanta e poi negli Ottanta?
Dave: Oggi per il rock è parecchio più dura. I fan sono splendidi, ma oggi ai concerti ne vengono molti meno. Oggi è difficile convincere il pubblico a uscire di casa e venire ai concerti. È lo stato attuale dell’industria musicale, lo sentiamo tutte le band allo stesso modo. In generale noi Y&T siamo ancora molto sorpresi che esista un buon numero di fan che sostengono il genere di musica che facciamo, perché è l’unico modo per guadagnare abbastanza in tour da campare. Del resto, il fatto è che invecchiamo tutti. Noi e i nostri fan. Loro hanno il lavoro, devono occuparsi dei figli e quindi faticano a sfuggire a questa ruota della vita di tutti i giorni. È così.
RockLine: Di recente avete ripubblicato un po’ dei vostri album classici. Li avete fatti uscire tramite la vostra etichetta indipendente?
Dave: Sì. In realtà tramite Meanstreak Music, ma abbiamo dovuto aggiungere anche l’indicazione della licenza per la Universal Records, che detiene ancora i suoi diritti.
RockLine: Perché è così difficile trovarli nei negozi europei?
Dave: Lo so. Abbiamo qualche distributore, ma per queste uscite in particolare no, perché la Universal Records non vuole darci i diritti per la distribuzione in Europa. Cerchiamo di convincerli da sempre, ma non ci siamo riusciti.
RockLine: Direi che è tutto. Non ho altre domande. Dave, grazie per il tuo prezioso tempo, vi auguro un gran concerto qui a Bologna.
Dave: Grazie. È stato un vero piacere.
intervista di: Aleš Podbrežnik
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