Kotegarda

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Artista: Gargantua
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2007
Voto: 4.3/5

L’avanguardia è uno di quei sottogeneri del progressive rock (sempre che ci si possa davvero incasellare lì dentro) che non ha mai conosciuto un vero boom commerciale (a parte qualche nome tipo Frank Zappa), ma che è fiorito in un altro senso. Intendo dire che chi si è sporcato le mani con questa roba ha sempre saputo tirare fuori idee originali, innovazioni, senza copiare più di tanto gli artisti del passato, come invece si potrebbe dire di certi gruppi più recenti che finiscono nel calderone del neo o del prog sinfonico. Oggi questa fetta d’avanguardia respira ancora fresca come tanti anni fa, e c’è ancora qualcuno che la ascolta volentieri. Certo, a volte gli esperimenti vanno a vuoto, ma anche così si fa un passo avanti e si prende un’altra direzione. L’avanguardia è anche uno di quei generi dove non serve avere un mucchio di soldi per comprarsi mellotron, percussioni costose e chissà cos’altro per fare musica. Basta una chitarra, una batteria, qualche strumento costruito in casa, idee folli e sei già a cavallo. Da questo punto di vista questi artisti si potrebbero paragonare alle band punk, ma le differenze sono evidenti, perché i gruppi d’avanguardia sanno complicare le cose molto meglio, soprattutto se si tratta di musicisti di formazione classica o comunque di gente che tende al perfezionismo. E ci è riuscita anche la band polacca Gargantua, che con Kotegarda ha pubblicato il suo secondo album e ha richiamato ancora di più l’attenzione su di sé e sulle sue evidenti capacità, sia tecniche che melodiche.

Con i Gargantua abbiamo a che fare con una vera band d’avanguardia dei giorni nostri, che di ispirazione la pesca di sicuro dal movimento rock in opposition. Da sottolineare soprattutto l’aspetto cameristico della loro musica, dove un ruolo importante lo giocano la violinista Tylda Ciolkosz, new entry in formazione con questo album, e il tastierista Pawel Kubica (anche lui nuovo arrivato), che spesso si mette al pianoforte. Oltre a questa componente da camera, come spesso accade nelle band d’avanguardia più recenti, ci sono però anche tanti elementi più duri. A giudicare dagli strumenti, dallo stile e dal fatto che in formazione c’è una bella voce femminile (oltre al violino, ovviamente), i Gargantua si potrebbero accostare ai Sleepytime Gorilla Museum, anche se gli americani nella loro musica hanno ancora più momenti pesanti, spesso addirittura metal (c’è chi li chiama perfino metal in opposition). L’album è per lo più strumentale, e le voci vengono usate soprattutto come uno strumento in più. I canti non sono in nessuna lingua precisa, sono espressioni minimaliste in cui conta più la sensazione che il significato. L’unica eccezione è il primo pezzo, dove si sente l’incantevole voce di Tylda Ciolkosz, che anche come cantante, proprio come al violino, si avvicina a Carla Kihlstedt dei Sleepytime.

Se qualcuno mi chiedesse con quali altri gruppi si potrebbero paragonare i Gargantua, dovrei pensarci bene. L’obiettivo della musica d’avanguardia è infatti la massima originalità, quindi trovare un denominatore comune con altre band è tanto più difficile. Ma se proprio dovessi, direi che si sente l’influenza degli Univers Zero, soprattutto per la loro musica da camera. Ci sono anche elementi un po’ più elettrici dei Present, altri belgi, e probabilmente potrei citare anche i King Crimson e il loro album Larks’ Tongues in Aspic. Si appoggiano molto anche alla musica classica, come si nota dall’arrangiamento dell’introduzione dell’opera di Stravinskij Le Sacre du Printemps. E come ho detto, ci sono anche gli americani Sleepytime Gorilla Museum.

Con Kotegarda i Gargantua tirano fuori dal cilindro parecchi assi, eppure credo che in futuro ne vedremo e ne sentiremo ancora di più. I polacchi promettono tantissimo, sono giovani e carichi e fanno la musica che vogliono. Con questa non diventeranno mai ricchi, ma si guadagneranno il rispetto della critica e di quel pubblico che apprezza questo genere di musica. Io posso solo consigliare questo disco e sperare che grazie a questo i Gargantua riescano a vendere qualche copia in più.

Formazione

Marcin Borowski – batteria, suoni vocali
Tylda Ciołkosz – violino, suoni vocali , voce (1)
Pawel Kubica – tastiere, suoni vocali, pioggia
Leszek Mrozowski – basso
Bartek Zeman – chitarra, suoni vocali

Produzione

Bartek Zeman e Slawek Biela

Tracklist

1. Wżdy Czelestnik (5:34)
2. Kotegarda III (0:27)
3. Interrferrometerr (6:04)
4. Meszuga Klejpulesa (4:48)
5. The Augurs of Spring (Dances of the Young Girls) (3:58)
6. Paralaksy Dyzaskorufin (6:06)
7. Tripl Ratamaklie (5:28)
8. Kotegarda II (1:05)
9. Gargoyles (8:16)
10. Kotegarda I (1:50)

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