Intervista – Moonlight Sky (2007)
Data dell’intervista: 01.04.2007
I Moonlight Sky sono una band che ha conquistato un sacco di appassionati di musica in Slovenia – soprattutto quelli con le orecchie un po’ più fini, che non abboccano a ogni trucchetto da due soldi. Di trucchetti, con i Moonlight Sky, non ce ne sono, figuriamoci di quelli da due soldi – i ragazzi sanno benissimo che musica suonano e perché la suonano. Il disco è semplicemente splendido, sul palco dimostrano di essere dei maestri, e come vedrai qui sotto non se la cavano male nemmeno come interlocutori.
RockLine: Com’è iniziata, insomma, la storia dei Moonlight Sky?
Moonlight Sky: È partito tutto circa sette anni fa, quando, ancora in una formazione un po’ diversa, suonavamo soprattutto cover di gruppi leggendari come The Jimi Hendrix Experience, Santana, Billy Cobham e simili. Poi, piano piano, abbiamo cominciato a creare musica nostra. Ed eccoci qui oggi: ai nostri concerti le cover sono rimaste giusto per dare un assaggio, ed è uscito anche un album dal titolo semplicissimo, ‘Moonlight Sky’, con dentro esclusivamente la nostra musica.
RockLine: Da noi la strada per una band giovane, per quanto promettente, è particolarmente spinosa. Per voi è stato lo stesso?
Moonlight Sky: Il nostro cammino musicale è ancora “spinoso”. In Slovenia funziona così: tutto ciò che non è mainstream fa una fatica enorme ad arrivare sui palchi grandi. Per sfondare servono tanto impegno, tempo e soldi, e proprio su quest’ultimi le band si incagliano spesso.
RockLine: Il modo più semplice e più “immediato” per definire la vostra musica sarebbe rock progressivo, ma dentro ci sono forti influenze di blues, pop, hard rock e anche world music. Voi come vi definireste?
Moonlight Sky: Con questa descrizione avete già detto tutto. Come genere è rock progressivo con qualche sfumatura di altri stili. Ma per farvi l’idea migliore bisogna venire a un nostro concerto.
RockLine: Visto quanto siete eterogenei, cosa ascolta nel tempo libero un membro dei Moonlight Sky, e cosa lo ha ispirato e lo ispira ancora?
Moonlight Sky: La cosa curiosa è che tutti e quattro abbiamo gusti musicali parecchio diversi. Se ci concediamo una piccola generalizzazione, il chitarrista Miha Petric è soprattutto un fan del rock vero (ma anche di blues e jazz), il bassista Janez Moder oltre a rock, jazz ed etnica si lascia volentieri andare anche a qualche pezzo più “poppeggiante”, Andraž, cantante e tastierista, ama la musica pop e quella da film, mentre il nostro nuovo batterista Aleš Kajtna lo abbiamo trascinato verso il rock da acque prima soprattutto jazz.
Tutti noi siamo attivi anche in altre band e altri progetti. Miha si sente anche nel CD di musica classica di Matjaž Jarc e ogni tanto fa l’ospite con i Gal in Galeristi. Janez suona il basso anche negli Aritmija (etno) e nei Gal in Galeristi. Andraž compone musica per film. I tamburi di Aleš si possono sentire con Predin, e spesso anche al jazz club Gajo.
RockLine: ‘Devet osem’ ricorda tantissimo i Leb i sol, ‘Ocean’ fa pensare a ‘Shine on your crazy diamond’ dei Pink Floyd, e si sentono anche forti influenze di Jimi Hendrix…
Moonlight Sky: Certo, è impossibile sfuggire alle influenze straniere. I musicisti di qualità che hanno segnato la nostra crescita musicale faranno sempre parte di noi. Però la nostra musica resta comunque tutta sua, e così varia che non si può incasellare. Ci contribuisce proprio il mix di gusti e inclinazioni stilistiche diverse dei membri della band.
RockLine: I pezzi sono tecnicamente rifinitissimi e anche molto complessi. Ma come nascono, in effetti, considerando anche che la maggior parte è strumentale?
Moonlight Sky: La musica la creiamo tutti insieme. Di solito uno propone un’idea di massima per un pezzo, che poi sviluppiamo insieme. Ognuno si inventa il proprio arrangiamento per il suo strumento, e intanto ci scambiamo di continuo proposte e ci aggiustiamo a vicenda. Per i testi e i brani cantati si occupa soprattutto Andraž Kržič. Dal vivo, poi, c’è anche un sacco di improvvisazione.
RockLine: Il disco è stato registrato dal vivo, o dietro ci sono ore e ore di prove della band e, ovviamente, di lavoro di produzione in studio? Quanto hanno pesato sul vostro suono “da studio” Dejan Lapanja (un tempo Olivija, oggi Ulixes) e Jaka Jarc (a suo tempo nei Sfiltrom, e tra i protagonisti anche dello sviluppo dei Melodrom)?
Moonlight Sky: La prima bozza del disco, il nostro demo, l’abbiamo registrata già nel 2003 nello studio di Dejan Lapanja. È stato fatto piuttosto in fretta, il tutto in pochi giorni. Quando nel 2005 abbiamo vinto il concorso per giovani band Reverse Engeneering del KUD France Prešeren, guadagnandoci la pubblicazione del disco, abbiamo registrato di nuovo tutti i pezzi da Jaka Jarc e li abbiamo rielaborati a fondo. Ci sono volute un’enormità di ore a suonare gli strumenti, e anche di lavoro di produzione. In questo disco con noi suonava ancora il nostro precedente batterista Bor Zakonjšek, che poi è partito per studiare musica a Londra.
RockLine: La vostra musica, nella piccola Slovenia, è…
Moonlight Sky: Innovativa, alternativa e, se ci concediamo una risposta “modesta”, di ottima qualità rispetto a quello che c’è in giro (ridono).
RockLine: E dall’estero come sono le reazioni? Viene da pensare che gli USA o il nord e l’ovest dell’Europa dovrebbero accogliervi a braccia aperte?!
Moonlight Sky: All’estero è difficile sfondare, in Slovenia pochissime band ci sono riuscite davvero (se mai qualcuna ce l’ha fatta). Le tendenze mondiali le fanno i soldi, e in Slovenia per la musica non ce ne sono. Due anni fa abbiamo fatto un concerto a Vienna e abbiamo suonato anche in Croazia. Dappertutto ci hanno accolto benissimo. Per imprese più ambiziose finora non ci siamo ancora decisi. La traduzione del nostro sito www.moonlight-sky.com nelle lingue straniere non è ancora finita.
RockLine: Dove vedete i Moonlight Sky tra qualche anno?
Moonlight Sky: Stiamo già lavorando a pezzi nuovi, il nostro primo video è in via di finitura e tra un paio di mesi pensiamo di averne fuori anche un secondo. Quindi si va avanti – proviamo, facciamo concerti, creiamo musica nuova. Tra qualche anno … Chi lo sa?
RockLine: Grazie e tanto successo anche per il futuro!
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