Iron Allies: Blood In Blood Out

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Etichetta: AFM Records
Data di uscita: 21. 10. 2022
Produzione: Herman Frank & Arne Neurand
Durata dell’album: 51.53 min
Genere: Heavy Metal
Voto: 8.5/10


Iron Allies, nuovo progetto heavy metal dietro cui ci sono due ex membri degli Accept, il chitarrista Herman Frank e il cantante americano David Reece, è un’altra mossa che va ad aggiungersi al variopinto mosaico dell’eredità di quello che oggi i critici musicali chiamano heavy metal teutonico. Bisogna scavare negli anni Ottanta. Nei primi Ottanta. In quella traccia stilistica che tanto tempo fa tirarono Accept e, più tardi, le formazioni nate presumibilmente da costole degli Accept (Victory e U.D.O.).

Reece e Frank negli Accept non si sono mai incrociati, ma entrambi hanno avuto un ruolo di primo piano. Frank sul mitico “Balls to the Wall” (1983), Reece invece ha salvato la baracca sull’album “Eat the Heat” (1989), che, anche se senza Dirkschneider alla voce, è un disco degli Accept un po’ deviante, ma tutt’altro che brutto (resta ingiustamente ignorato).

Comunque. Per l’intro basta che tu conosca i nomi Reece-Frank e sai già cosa aspettarti. Basta già il nome di Herman Frank. Negli ultimi anni è fedelissimo al lavoro in studio, anche con i suoi album nuovi. Ma la cosa interessante è che “Blood In Blood Out”, pur con una formula di scrittura praticamente identica a quella usata per i Victory o per i dischi solisti di Herman Frank, suona molto più fresco, soprattutto rispetto agli ultimi due album di Herman Frank. Frank ha sempre amato circondarsi di cantanti dalla voce marcatamente gutturale, ma anche acuta. Reece però è un tipo diverso di mostro. Oltre alle due caratteristiche appena citate, sa cantare anche in modo molto pulito, sviluppando allo stesso tempo una penetrazione fuori dal comune e una posizione dominante. Anche in età matura Reece si mantiene in forma eccellente, visto che è sempre impegnato in vari progetti musicali. Mentre registrava materiale solista, per un po’ di tempo, anni fa, ha cantato tra l’altro persino per i Bonfire.

Insomma. La prova di come funzionino insieme questi due ex Accept si è rivelata piuttosto riuscita. Non sul piano dell’originalità. “Blood In Blood Out” è infatti in tutto e per tutto un disco ortodosso, tagliato secondo la formula standard che segue l’eredità del metal teutonico. Cioè frasi che ti prendono a calci in faccia, voci aggressive, assoli bestiali, batteria che schiaffeggia con furia e, ovviamente, una dose più che sufficiente di melodia, inserita in tutta questa spaventosa e devastante potenza d’urto tipica della vecchia scuola tedesca dell’heavy metal. Più primordiale di così non si può. Per fortuna c’è David Reece, che è un’importante spinta sulla bilancia. Perché ha un carisma vocale tutto suo. È molto più rifinito, e più vario per colore ed espressività, del piuttosto noioso compare vocale di Herman, Rick Altzi, ed è proprio questo elemento, cioè l’apporto di David Reece, a spingere “Blood In Blood Out” a un livello qualitativo tale da poterlo mettere tra i più riusciti esperimenti musicali di Frank. Iron Allies, tra l’altro, è una storia diversa dal debutto del progetto Panzer, in cui aveva collaborato anche Herman Frank, ma allo stesso tempo rientra tra i progetti musicali più azzeccati di Frank.

I pezzi nell’album sono un sacco. Uno dopo l’altro ti afferrano e funzionano subito. Hanno una buona varietà di idee, scarti dinamici, e offrono una bella dose di bestiale combustione ad alto numero di ottani, per cui è famosa la classica scuola tedesca del fraseggio chitarristico, in coppia con la devastante stampede della doppia cassa. Di tutti questi elementi essenziali “Blood In Blood Out” è intriso in modo quasi teatrale.

Quando ascolti “Blood In Blood Out” è interessante come i due musicisti si lascino a vicenda un sacco di spazio per esprimere tutto ciò in cui sono più bravi, ovvero ciò per cui sono diventati famosi in passato. Come se si conoscessero da una vita e avessero registrato insieme un mucchio di dischi prima di questo. E invece è successo solo che la congiunzione degli astri si è rivelata favorevole e dopo tanti anni hanno finalmente potuto incontrarsi in studio e registrare un po’ di musica insieme. L’intesa funziona alla grande. Compresa la band che li accompagna. Con in testa il batterista dei Primal Fear, Francesco Jovino.

“Blood In Blood Out” sarà dunque interessante prima di tutto per tutti gli adoratori della vita e delle opere di Herman Frank e, più in generale, delle classiche band tedesche del metal teutonico, con in testa Accept e U.D.O. È una bestia ben conosciuta, questo album. Eppure suona molto fresco e ispirato, nonostante l’uso di una ricetta collaudata. Ma, diciamocelo. Una ricetta che Frank, a suo tempo, ha di fatto contribuito a creare. Per questo “Blood In Blood Out” è un album heavy metal molto autentico, dal suono elementare e che ti pianta il piede dritto in bocca, che non lascerà in alcun modo a piedi gli amanti dei giorni classici del metal. Anche in termini di nostalgia. E nella produzione dei nuovi tempi picchia davvero in modo letale e demolitore fino al midollo. Del resto non può e non deve essere altrimenti. Non finché le redini sono in mano a Herman Frank e David Reece.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Full Of Surprises (4:35)
2. Blood In Blood Out (5:03)
3. Destroyers Of The Night (4:45)
4. Fear No Evil (3:51)
5. Evil The Gun (3:40)
6. Martyrs Burn (5:23)
7. Blood On The Land (4:39)
8. Nightmares In My Mind (5:07)
9. Selling Out (3:21)
10. Freezin (4:07)
11. Truth Never Mattered (3:32)
12. We Are Legend (You And I) (3:47)

Formazione:
David Reece – voce
Herman Frank – chitarra
Mike Pesin – chitarra
Malte Frederik Burkert – basso
Francesco Jovino – batteria


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