Isolated

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Autore: Sandi Sadar Šoba

Artista: Soulless, The
Etichetta: Earache
Uscita: year
Durata: 32:54
Voto: 1/5

Cosa non va nella terra di Nije, che le band rinunciano a qualsiasi contenuto un minimo più profondo e preferiscono scivolare nella grigia mediocrità di una massa ormai consunta di cloni che non offrono più niente di nuovo? Questo pensiero è il filo conduttore che, come una luce lampeggiante su un semaforo, pulsa e si accende nell’angolino sano del cervello mentre ascolti l’esordio della formazione britannica The Soulless. L’assenza di anima e di spessore si può ricondurre a numerosi fattori che hanno portato alla nascita tanto della band quanto del disco Isolated. I The Soulless, infatti, solo due anni fa flirtavano con la tradizione death metal, ma con il nome non proprio melodioso di Ignominious Incarcreation hanno mollato in fretta, imboccando la scorciatoia metalcore, commercialmente più comoda. Ed è proprio il cambio di nome e di rotta a segnare l’inizio di un fiasco tutto loro. Hanno rinunciato, infatti, alle fondamenta di qualcosa che avrebbe potuto essere originale, o almeno meno restrittivo e marchiante. I ragazzi di Bath hanno scelto, da veri mercanti, una forma di marketing più prostituente, cosa che, almeno vista l’ondata globale di simili “fenomeni”, non si può certo mettere in conto come colpa o responsabilità troppo pesante. Beh, almeno a prima vista. Sempre che tu non sia allergico a chi è pronto a vendere la propria anima e tutto il resto per quell’attimo illusorio di successo apparente, così tragico alla maniera faustiana e, nella sua identità ripetitiva, anche così maledettamente ridicolo e inutile.

Il disco Isolated dimostra che nel paese delle illusioni e della magia musicale è successo davvero qualcosa di marcio, e di una portata tale che non sarà facile perdonare e dimenticare. La potenza dell’accondiscendenza e dell’onnipresenza si intuisce già dal pezzo d’apertura Unaltered, su cui il quintetto britannico, con una prevedibilità totale (tanto ritmica quanto melodica), ti serve tutti gli stereotipi e i cliché dell’offerta metalcore. Talenti e competenze sono stati incanalati nella messa in scena di una farsa musicale su un terreno sovraffollato di gruppi del tutto insulsi e del tutto intercambiabili. Voci monotone, linee di chitarra senza idee con breakdown prevedibili che ti lasciano freddo, e una musica frigida come una vecchia zitella che non riesce o non sa usare come si deve i lubrificanti: ecco lo standard con cui un macchinario apparentemente ben oliato distrugge tutto ciò che ti aveva elettrizzato ed entusiasmato fin dal primo istante all’ascolto di musica vera. Passione e senso in questo mare di zavorra non ce ne sono, e sguazzare nelle acque basse della palude metalcore è ormai più vicino alla definizione perfetta di spreco di tempo che a qualsiasi altra cosa, soprattutto a qualcosa di più sensato e necessario. Il metalcore è diventato standard e matrice, con cui si stampano a catena di montaggio sempre le stesse identiche melodie.

Ma torniamo ai The Soulless! Unaltered, già nel primo istante di penetrazione bombastica nel tuo spettro uditivo, richiama subito alla memoria band di ben altra qualità, come gli australiani buontemponi Parkway Drive o, più amati dai giovani, August Burns Red e Bring Me The Horizon, mentre io non riesco a scrollarmi di dosso certi passaggi, per quanto eleganti, dei brani di Unearth e As I Lay Dying. Stavolta la faccenda somiglia a un furto bello e buono di frammenti che il quintetto incolla in un mosaico tutto suo di colori e contorni prevedibili, e il riciclo, ambientalismo a parte, nel mondo della musica è più vicino a parole come furto, rimaneggiamento e logorio. E di questi figli grigi su Isolated ce ne sono undici! La musica, dall’aria muscolosa, nella sua degenerazione da steroidi diventa un’esperienza dolorosa e, a modo suo banale, sadomasochista, perché fin dal primo momento di Unaltered ti aspetti un salto di livello, ma se il volo sopra i pascoli aridi di una desolata assenza di idee comincia con un’impennata immediata fino alla volta di un universo claustrofobicamente chiuso, di spazio per le variazioni sul tema ce n’è davvero poco! Più o meno a metà disco, che suona, diciamolo, come il proseguimento di un unico pezzo, ti ritrovi nel mondo di Clones, un po’ più avanti, grazie agli dei proprio alla fine dell’agonia, ruggisce Without Heart e viene da pensare che sia uno sfogo autobiografico di emozioni, mentre quel collage di rabbia finta è in fondo una parodia. Invece pare proprio di no, visto che il disco è stato plasmato e prodotto dalle mani di John Mitchell, uno che si è fatto valere con lavori di qualità e collaborazioni con band come Enter Shikari, Funeral For A Friend e Architects. Nemmeno un mago della produzione può fare altro che sfornare un disco sonoramente perfetto e pompatissimo, che però offre ben poco di nuovo! Se è uno scherzo, è stato uno scherzo incredibilmente costoso, e in tempi di recessione simili sbandate di spreco le etichette (Earache compresa) non possono permettersele.

Purtroppo non è un caso isolato, e così, alla fine, possiamo solo tirare una riga sotto questo conto davvero semplice con le seguenti conclusioni: Isolated è un disco che, nella sua spacconeria sonora, è sottile e denutrito, e il paraocchi bidimensionale di una stampede di ritmiche e forme ripetitive è maturo per l’eutanasia. Dove non c’è slancio né speranza di risveglio dal coma musicale, è ora di avere pietà della povera bestiola senz’anima, perché quel corpicino privato dell’anima puzza già parecchio di decomposizione delle particelle elementari del senso. I The Soulless sono solo vittime di un abbaglio. Chissà, magari il prossimo anno ci toccherà un altro cambio di nome e una svolta verso qualche nuovo genere, più alla moda del momento, tipo il djent … Si sa: il denaro, padrone del mondo …

La recensione è nata dalla collaborazione tra RockLine e Rock Hard Slovenija.

Formazione

Andy Wardle – voce
Steve Brown – chitarra
Chris Ball – basso
Dan Wilding – batteria
Kristan Dawson – chitarra

Produzione

John Mitchell & The Soulless

Tracklist

1. Unaltered
2. The Path
3. Earthbound
4. 13th Morning
5. New Perspective
6. Clones
7. Revelation
8. Our Return
9. Unite Us
10. You Are Nothing to Me
11. Without Heart

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