Jaded Heart: Heart Attack

0 154

Etichetta: Massacre Records
Data di uscita: 14/10/2022
Produzione: Jaded Heart
Durata dell’album: 49.32 min
Genere: Hard Rock
Voto: 8.5/10


I Jaded Heart sono una band interessante, divisa in due ere di attività piuttosto diverse. Nella prima cavalcavano l’onda, quando il grande exploit commerciale gli è sfuggito per un soffio. Era l’epoca con Michael Bormann in formazione, e nel comporre e nel trattare il suono la band pescava spesso ispirazione dai Def Leppard. Dopo l’album “Trust” (2004) le cose hanno iniziato a cambiare. La band ha accolto tra le sue file il cantante Johan Fahlberg e, disco dopo disco, ha iniziato a buttarsi su soluzioni di produzione sempre più dure. Il tutto è culminato nella decisione di rinunciare al tastierista fisso, lasciando il posto a un altro chitarrista. Dal 2014 in poi i Jaded Heart sfornano album pesantissimi e dentellati, con un fraseggio decisamente affilato. Pur restando con i piedi ben piantati nell’hard rock, a tratti superano nettamente il confine tra hard rock e heavy metal. Oggi, quindi, stilisticamente sono più vicini a band come Dream Evil o Primal Fear, anche se, nella cerchia di una manciata di formazioni hard rock mitteleuropee, restano senza dubbio più vicini a quelle tedesche, come Mad Max o Bonfire. Allo stesso tempo i Jaded Heart coltivano un’oscurità marcata, senza un briciolo degli eccessi zuccherosi che caratterizzavano la band nella prima era. Il brano Sweet Sensation, nei riff, tira dentro perfino dosi di ispirazione dai classici Judas Priest.

Questa transizione ha spaccato la base dei fan. La band, che oggi è, diciamo, metà tedesca e metà svedese per composizione, resta però ostinata! Anche se condannata a un’eterna e ingiusta gavetta nei club, rimane devota e fedele alla propria direzione musicale, che ha prodotto una serie di album davvero, davvero di qualità. Purtroppo, sul fronte della promozione, uno dopo l’altro non riescono a guadagnarsi una maggiore visibilità tra gli amanti della musica più dura, anche se i Jaded Heart se la meritano da un pezzo, e pure di più.

“Heart Attack” è il quinto album consecutivo della band registrato con la stessa formazione e segue la scia di “Stand Your Ground” (2020), »Devils’ Gift« (2018), »Guilty by Design« (2016)  e »Fight The System« (2014). Una produzione molto arruffata e spigolosa, con il lavoro delle due chitarre in primo piano e la voce aggressiva ma melodica e pulita dell’autorevole Fahlberg, funziona a pieno regime anche sull’ultimo lavoro. Sul disco trovi una serie di schiaffoni velenosi, ovvero di demolitori hard rock resuscitati e metallizzati, lunghi tra i tre e i cinque minuti, guidati dall’ottima marcia d’apertura, che ti si infila sottopelle, Blood Red Skies. In più c’è anche una delle composizioni più lunghe mai incise dalla band in tutta la carriera, la Descent da oltre otto minuti, dove i ragazzi si sono concessi un po’ più di sperimentazione col loro stile altrimenti consolidato e rigidamente fissato.

L’album “Heart Attack” può vantare ancora una volta una scrittura levigata in modo evidente. Anche stavolta la band ha servito una serie di ottime idee fresche, alla base di un prodotto irresistibile, ad alto numero di ottani e carico di voltaggio eruttivo, rafforzato da una marcata atmosfera cupa, mentre la pomposità, per il resto, si concentra soprattutto nei ritornelli.  Anche qui i Jaded Heart hanno mantenuto la (magistrale) dotazione di armonie vocali aggiuntive, che oggi è in pratica l’unico elemento a legarli ancora alla prima era. Una delle composizioni più forti si trova nella seconda metà del disco. È Right Now, con un ritornello particolarmente rapace, che crea un forte contrasto con la strofa e il pre-ritornello.

I passaggi ‘mid-eight’ sono lo spazio riservato a un ottimo dialogo di acrobazie soliste tra i due chitarristi, che entusiasma per fluidità, precisione e una temprata diabolica, portando deviazioni di contrasto nelle atmosfere e rafforzando l’alta dinamica dello sviluppo dell’album. Stavolta l’ascolto del nuovo disco lascia la sensazione che la band, fino a oggi, non abbia mai registrato un album così duro. Soprattutto per via dell’atmosfera marcatamente cupa, che nell’espressione non risparmia una rabbia affilatissima. L’ultimo chiodo sulla bara di questa convinzione lo pianta proprio la conclusiva Midnight Stalker, che negli arrangiamenti parla non solo con tono cupissimo, ma anche in modo estremamente malvagio.

Anche con il quindicesimo album della loro carriera pittoresca, i Jaded Heart restano una squadra saldamente in sella, garanzia del meglio. Semplice. Dominano alla perfezione la loro ricetta musicale, che accende sempre, e per questo si attengono con impegno e fedeltà al loro mestiere musicale. Alla formula che padroneggiano meglio. Su questo restano tenaci e intransigenti. Negli anni sono diventati decisamente incazzati e tonanti, quindi sono compatibili più con il raggio d’azione del power metal europeo che con l’hard rock da cui provengono in primo luogo. Speriamo che qualcuna delle band metal europee più grosse se li porti in tour, perché la musica dell’album “Heart Attack” merita di essere presentata davanti al maggior numero possibile di fan della musica ‘distorta’.

Autore: Aleš Podbrežnik

1. Blood Red Skies
2. Sweet Sensation
3. Heart Attack
4. Harvester Unknown
5. Lady Spider
6. Descent
7. Remnants Of Before
8. Right Now
9. It’s About Time
10. Bridges Are Burning
11. Midnight Stalker

Formazione:
Johan Fahlberg – voce
Peter Östros – chitarra
Masahiro Eto – chitarra
Michael Müller – basso
Bodo Stricker – batteria

Musicista ospite:
Niklas Dahlin (Insania) – assolo di chitarra nel brano n. 8


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie