Jag Panzer: The Deviant Chord
Etichetta: SPV Records
Data di uscita: 29.09.2017
Produzione: John Herrera
Durata dell’album: 44.45 min
Genere: Power Metal
«The Deviant Chord» segna il tanto atteso ritorno dei leggendari power metaller americani Jag Panzer, che nel 2011, dopo l’album «The Scourge of the Light», sembravano aver salutato per sempre. Quel disco era stato addirittura il loro più riuscito in assoluto dal punto di vista commerciale, ovviamente nei limiti della scena metal di oggi, ma i costi del tour li avevano costretti a un nuovo ritiro. Pareva finita lì, e invece nel 2013 la ruota della fortuna ha girato dalla parte giusta: dopo una lunga assenza è rientrato nei ranghi dei Jag Panzer l’apprezzatissimo virtuoso della chitarra Joey Taffola, che con loro aveva fatto fischiare le corde l’ultima volta su «The Fourth Judgment» (1997). Il suo ritorno ha dato agli altri una nuova scarica di energia e li ha convinti a risorgere dalle ceneri e a rimettere piede in studio dopo tanto tempo. Il frutto di questa ritrovata creatività con Taffola in formazione è «The Deviant Chord», il miglior disco dei Jag Panzer dopo il capolavoro concept «Thane To The Throne» (2000). Quest’ultimo resta comunque il punto più alto della loro discografia, ma con «The Deviant Chord» ha finalmente trovato un degno erede. Gli album di mezzo, tra il 2001 e il 2011, erano tutti più che solidi, se non proprio ottimi, ma non erano riusciti a riportare la band al livello creativo di fine anni Novanta/inizio anni Duemila.
«The Deviant Chord» è un mix sorprendentemente riuscito del sound primordiale dei Jag Panzer, quello che la formazione classica aveva messo a punto nel mitico esordio «Ample Destruction» (1984), degli arrangiamenti più sofisticati, a volte arricchiti dagli archi, su cui hanno cominciato a puntare dopo il ritorno al power metal a metà anni Novanta, e di una produzione moderna. Harry ‘The Tyrant’ Conklin è ancora uno dei cantanti più notevoli della scena metal americana. La sua voce è piuttosto difficile da inquadrare. Se riesci a immaginare Blaze Bayley (ex-Iron Maiden) con un’estensione tecnicamente molto più rifinita ed elastica e un approccio vocale meno cupo, ti sei fatto almeno un’idea. Gli altri possono ritenersi fortunati che nel 2014 Conklin abbia deciso di restare nella band, proprio quando avevano già annunciato di essere in cerca di un nuovo cantante.
L’intesa chitarristica tra Taffola e Mark Briody fila sempre liscia come l’olio, soprattutto quando si tratta di costruire quelle armonie epiche inconfondibili. Taffola, pur essendo un chitarrista che si muove sullo stesso piano virtuosistico di gente come Paul Gilbert e Tony MacAlpine, con cui in passato ha collaborato da solista, non esagera con gli ego trip solistici e non scalfisce mai le strutture epiche dei singoli brani. Quello che distingue i Jag Panzer dalla maggior parte delle band power metal paragonabili sono gli arrangiamenti d’archi seminati alla grande, che in alcuni pezzi hanno ottenuto ‘diritto di cittadinanza’ già alla fine degli anni Novanta. Su «The Deviant Chord» ce ne sono di nuovo un po’ di più che in passato, e sono dosati giusto quanto basta perché i singoli brani, con quel tocco sinfonico e progressivo, guadagnino profondità epica.
Già l’opener «Born of the Flame», con le sue voci epiche in coro, i passaggi di batteria autoritari e le armonie di chitarra malinconiche, ti convince che i nuovi Jag Panzer sono in forma smagliante. Di «Far Beyond All Fear» si può dire fin da subito che è un classico vero e un incrocio gustosissimo tra l’heavy metal classico che la band faceva negli anni Ottanta e il power metal epico con un ritornello monumentale. La title track, dove per la prima volta nel disco entrano in scena gli arrangiamenti d’archi malinconici, è un vero dramma vittoriano con un’atmosfera tesissima. A un’introduzione tranquilla segue un’escalation d’impatto, sostenuta da una generosa dose di cori mistici, che include tra le altre cose anche un assolo neoclassico di Taffola e una delle migliori prove vocali del ‘Tiranno’ su «The Deviant Chord». Anche «Blacklist», più aggressiva, suona come se fosse stata scritta già negli anni Ottanta, mentre le armonie epiche sono di nuovo un vero balsamo per tutti gli amanti del power metal virile e battagliero.
«Foggy Dew» è la cover di un inno popolare irlandese che i Jag Panzer hanno trasformato in un ottimo pezzo epico pieno di ritmi marziali, dove Conklin dimostra ancora una volta la sua estensione vocale eccezionale, mentre le armonie di chitarra melodiose, condite di sapori celtici, sono a un livello di cui non si vergognerebbero nemmeno gli Iron Maiden. «Divine Intervention» ha quell’atmosfera fantasy-medievale con cui i Jag Panzer avevano strabiliato l’ultima volta nell’impresa ‘arturiana’ «The Age of Mastery» (1998) e nel capolavoro ‘shakespeariano’ «Thane to the Throne», cioè in quegli album dove questo brano potrebbe tranquillamente trovare casa dal punto di vista stilistico. «Long Awaited Kiss» si apre come una power ballad, ma ben presto prende sfumature più epiche, mentre gli arrangiamenti d’archi sono all’altezza dell’indimenticabile classico «The Moors» da «The Age of Mastery».
Dopo il brano precedente, un po’ ‘soporifero’, arriva «Salacious Behaviour», tirata fino in fondo, dove la band ‘va a tutto gas’ creando un contrasto più che azzeccato, senza far mancare nel frattempo armonie malinconiche e cori possenti. A chiudere in bellezza l’impressione ottima sul disco nel suo insieme ci pensano l’adrenalinico «Fire of Our Spirit», dove le armonie epiche di voci e chitarre sono a dir poco rigogliose, mentre la sezione ritmica, con l’aggiunta di fraseggi di chitarra velenosi, lavora a pieno vapore, e l’inno ‘barbarico’ conclusivo «Dare». Quest’ultimo suona come un altro tassello dimenticato di «The Age of Mastery» o «Thane to the Throne», il che vuol dire che è uno dei picchi di «The Deviant Chord»: power metal epico nel vero senso della parola, in mezzo al quale riprendono vita immagini di tempi mistici e dimenticati da secoli, quando i veri uomini maneggiavano ancora la spada per difendere fanciulle avvenenti e per il mondo strisciavano bestie demoniache di ogni forma possibile.
I Jag Panzer sono tornati sulla scena power metal in modo più che riuscito. Se giuri sul power metal epico, virile e allo stesso tempo intelligente, «The Deviant Chord» ti farà impazzire: è un disco classicissimo, con il giusto pizzico di soluzioni moderne nella scrittura e nella produzione, quindi cucito su misura per i fan di lunga data. Taffola è stato senza dubbio il fattore chiave che ha tirato fuori gli altri dal torpore da ‘pensionati’ e ha spremuto da loro il meglio, sia nella scrittura che negli arrangiamenti. Un pollice in su se lo merita anche la copertina, pittoresca e originale, che sembra uscita direttamente da qualche fumetto di Spider-Man e in cui compare una versione vittoriana dello sfortunato dottor Kurt Connors durante la sua trasformazione nel sinistro Lizard.
autore: Peter PodbrežniK
voto: 9.0 / 10
Tracklist:
1. Born of the Flame
2. Fary Beyond All Fear
3. The Deviant Chord
4. Blacklist
5. Foggy Dew
6. Divine Intervention
7. Long Awaited Kiss
8. Salacious Behaviour
9. Fire of Our Spirit
10. Dare
Formazione:
Harry ‘The Tyrant’ Conklin – voce
Mark Briody – chitarra ritmica, tastiere
Joey Taffola – chitarra solista
John Tetley – basso, cori
Rikard Stjernquist – batteria