The Deviant Chord
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Jag Panzer
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2017
Durata: 44:45
Voto: 4.5/5
»The Deviant Chord« segna il tanto atteso ritorno dei leggendari power metaller americani Jag Panzer, che nel 2011, dopo l’album »The Scourge of the Light«, sembravano aver detto addio una volta per tutte. Quel disco era stato per loro addirittura il più venduto di sempre, ovviamente per gli standard della scena metal di oggi, ma i costi del tour li avevano costretti a ritirarsi di nuovo. Sembrava la fine, e invece nel 2013 la ruota della fortuna ha girato dal verso giusto: dopo anni di assenza è tornato nella formazione degli Jag Panzer l’apprezzatissimo virtuoso della chitarra Joey Taffola, che con loro aveva strimpellato l’ultima volta su »The Fourth Judgment« (1997). Il suo ritorno ha dato nuova linfa agli altri e li ha convinti a risorgere dalle ceneri e a rimettere piede in studio dopo tanto tempo. Il risultato di questa ritrovata creatività con Taffola in line-up è »The Deviant Chord«, il miglior album dei Jag Panzer dopo il capolavoro concettuale »Thane To The Throne« (2000). Quest’ultimo resta il punto più alto della loro discografia, ma con »The Deviant Chord« ha finalmente trovato un degno successore. Gli album di mezzo, usciti tra il 2001 e il 2011, erano tutti più che solidi, se non proprio ottimi, ma non erano riusciti a riportare la band al livello creativo della fine degli anni Novanta e dell’inizio del nuovo millennio.
»The Deviant Chord« è un mix sorprendentemente riuscito del suono primordiale dei Jag Panzer, quello che la formazione classica aveva messo a punto sull’epocale esordio »Ample Destruction« (1984), degli arrangiamenti più sofisticati, a volte arricchiti dagli archi, su cui hanno cominciato a puntare dopo il ritorno al power metal a metà anni Novanta, e di una produzione moderna. Harry ‘The Tyrant’ Conklin è ancora uno dei cantanti più notevoli della scena metal americana. La sua voce è difficile da inquadrare. Se riesci a immaginare Blaze Bayley (ex-Iron Maiden) con un’estensione molto più elastica e tecnicamente più rifinita, e un approccio vocale meno cupo, ti fai almeno un’idea. Gli altri possono ritenersi fortunati che nel 2014 Conklin abbia deciso di restare nella band, dopo che avevano già annunciato di cercare un nuovo cantante.
L’intesa chitarristica tra Taffola e Mark Briody fila liscia come l’olio per tutto il disco, soprattutto quando si tratta di creare le loro riconoscibili armonie epiche. Taffola, pur essendo un chitarrista dello stesso livello virtuosistico di gente come Paul Gilbert e Tony MacAlpine, con cui in passato ha collaborato da solista, non esagera con gli assoli da ego trip, così non rovina mai le strutture epiche dei singoli pezzi. Quello che distingue i Jag Panzer dalla maggior parte delle band power metal comparabili sono gli arrangiamenti d’archi sparsi con gusto, che già alla fine degli anni Novanta avevano ottenuto ‘diritto di cittadinanza’ nella loro musica. Su »The Deviant Chord« ce ne sono di nuovo un po’ più di prima, e sono dosati al punto giusto per dare ai singoli brani, con un pizzico di impronta sinfonica e progressiva, quella profondità epica.
Già l’opener, »Born of the Flame«, con le sue epiche armonie vocali, i passaggi di batteria autoritari e le malinconiche armonie di chitarra, ti convince che i nuovi Jag Panzer sono in forma smagliante. Di »Far Beyond All Fear« si può già dire che è un vero classico e un gustoso incrocio tra l’heavy metal old school che la band suonava negli anni Ottanta e il power metal epico con un ritornello maestoso. La title track, dove per la prima volta nel disco entrano in scena gli archi malinconici, è un vero dramma vittoriano con un’atmosfera tesissima. A un’intro calma segue una crescita di tensione travolgente, sostenuta da abbondanti armonie vocali mistiche, che comprende anche un assolo neoclassico di Taffola e una delle migliori prove di ‘The Tyrant’ su »The Deviant Chord«. Anche »Blacklist«, dal taglio più aggressivo, suona come se la sua struttura fosse stata scritta già negli anni Ottanta, mentre le armonie epiche sono ancora una volta un vero balsamo per tutti gli amanti del power metal virile e battagliero.
»Foggy Dew« è la cover di un inno popolare irlandese che i Jag Panzer hanno trasformato in un ottimo pezzo epico con tanti ritmi da marcia, dove Conklin sfoggia ancora una volta la sua estensione eccezionale, mentre le melodiose armonie di chitarra dal sapore celtico sono a un livello di cui non si vergognerebbero nemmeno gli Iron Maiden. »Divine Intervention« ha quell’atmosfera fantasy-medievale con cui i Jag Panzer avevano fatto strabuzzare gli occhi l’ultima volta con l’impresa ‘arturiana’ »The Age of Mastery« (1998) e con il capolavoro ‘macbethiano’ »Thane to the Throne«, cioè due album in cui questo pezzo starebbe benissimo a livello di stile. »Long Awaited Kiss« si apre come una power ballad, ma presto prende sfumature più epiche, mentre gli arrangiamenti d’archi sono al livello dell’indimenticabile classico »The Moors« di »The Age of Mastery«.
Dopo il brano precedente, un po’ ‘assopito’, arriva »Salacious Behaviour«, tirato fino all’osso, dove la band ‘spinge a tutto gas’ e crea un contrasto più che azzeccato, senza far mancare né armonie malinconiche né maestose voci sovrapposte. A chiudere in bellezza l’impressione ottima dell’album nel suo insieme ci pensano l’adrenalinico »Fire of Our Spirit«, dove le armonie epiche di voce e chitarra sbocciano che è un piacere mentre la sezione ritmica, con l’aggiunta di velenose parti di chitarra, lavora a pieno regime, e l’inno ‘barbarico’ finale »Dare«. Quest’ultimo suona come un altro pezzo dimenticato di »The Age of Mastery« o »Thane to the Throne«, il che significa che è uno dei picchi di »The Deviant Chord« – power metal epico nel vero senso della parola, in mezzo al quale prendono vita immagini di tempi mistici e dimenticati da secoli, quando i veri uomini maneggiavano ancora la spada per difendere fanciulle avvenenti e per il mondo strisciavano bestie demoniache di ogni forma.
I Jag Panzer sono tornati sulla scena power metal alla grande. Se vai matto per il power metal epico, virile e allo stesso tempo intelligente, »The Deviant Chord« ti farà impazzire: è un album classicissimo, con i tocchi moderni giusti in fase di scrittura e produzione, cioè esattamente quello che i fan di lungo corso volevano. Taffola è stato senza dubbio il fattore chiave che ha tirato gli altri fuori dal torpore da ‘pensionati’ e ha spremuto da loro il meglio, sia nella scrittura che negli arrangiamenti. Pollice in su anche per la copertina pittoresca e originale, che sembra uscita direttamente da un fumetto di Spider-Man e mostra una versione vittoriana dello sfortunato dottor Kurt Connors durante la trasformazione nel sinistro Lizard.
Formazione
Harry ‘The Tyrant’ Conklin – voce
Mark Briody – chitarra ritmica, tastiere
Joey Taffola – chitarra solista
John Tetley – basso, voce di accompagnamento
Rikard Stjernquist – batteria
Produzione
John Herrera
Tracklist
1. Born of the Flame
2. Fary Beyond All Fear
3. The Deviant Chord
4. Blacklist
5. Foggy Dew
6. Divine Intervention
7. Long Awaited Kiss
8. Salacious Behaviour
9. Fire of Our Spirit
10. Dare