Paradise Lost portano il doom a Zagabria (2017)

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Autore: Primož Novak
Foto: Sebastijan Videc
Video: Sebastijan Videc

Luogo: Zagabria / Boogaloo / Croazia
Data del concerto: 14.10.2017
Prezzo del biglietto: 170 HRK / 200 HRK

I pionieri inglesi del gothic/doom metal Paradise Lost non si fermano mai. Appena due anni dopo l’album The Plague Within sono tornati con Medusa, un disco con cui tornano alle loro radici doom metal. Finora l’album ha raccolto per lo più reazioni positive, quindi anche le aspettative per il concerto erano più che buone. Anche stavolta i Paradise Lost hanno fatto tappa vicino alla Slovenia. A Zagabria hanno già spaccato più volte e la band, com’è logico, inserisce la metropoli croata nel tour. Come gruppi spalla i Paradise Lost si sono portati dietro i doomster americani Pallbearer e i portoghesi Sinistro, sludge/doom.

I portoghesi Sinistro, giovane band, hanno cercato di convincere con qualcosa di personale. Ritmi pesanti e chitarre, il pane quotidiano dello sludge metal, qui non hanno mostrato nulla di particolare. Di conseguenza il tutto rimbombava, anche se con un basso più presente il suono si sarebbe potuto rinforzare ancora. La vera particolarità dei Sinistro era la cantante Patricia Andrade, che ha offerto un’esibizione di sicuro interessante, anche grazie all’esperienza accumulata in precedenza recitando in film e serie. Anche la voce è senza dubbio varia, ma allo stesso tempo fastidiosa. I Sinistro hanno insomma qualcosa di speciale, ma con la sola musica per ora non promettono granché.

Con i Pallbearer il sound è cambiato parecchio. La band mette in primo piano un deciso elemento doom metal, che punta anche sulla melodia. I brani, parecchio lunghi, sono vari e imprevedibili. Le chitarre sono di certo un punto di forza, così come il basso distorto, mentre la batteria non ha mostrato granché in fatto di dinamica. Il gruppo ha presentato l’ultimo album Heartless, che non raggiunge la qualità dei primi due ma porta avanti in modo solido lo stile della band. Con i primi due dischi i Pallbearer avevano fatto capire che sulla scena doom metal americana qualcosa si stava risvegliando, e ora mantengono quel livello più che dignitosamente. Il problema principale dell’esibizione dei Pallbearer è stato soprattutto l’audio pessimo. La band era così rumorosa che spesso non si distinguevano gli strumenti, e nemmeno i tappi per le orecchie sono serviti a qualcosa, il che ha reso la voce melodica ancora più spenta. Ai Pallbearer toccherà evidentemente dare un’altra possibilità. In fin dei conti hanno materiale interessante per una bella oretta.

Con i Paradise Lost c’è sempre l’incognita di che forma avrà la band. In realtà qui si parla soprattutto del cantante Nick Holmes, di cui non si può mai prevedere di che umore sarà quel giorno, o meglio in quell’ora in cui sale sul palco. Anche sul repertorio della band non ci sono dubbi. Anche stavolta il gruppo ha servito i brani dell’ultimo album e un medley dei classici per cui i PL sono conosciuti. Sulla forma della band c’è poco da lamentarsi, almeno per la parte strumentale, mentre Nick Holmes è stato solo nella media. Soprattutto non si sentiva la potenza nella voce, e anche il volume non era sufficiente. Gli altri membri, come ci si aspettava, sono stati solidamente carichi. Statico, in pratica, è solo il bassista Stephen Edmondson, mentre il chitarrista Greg Mackintosh era come sempre nel suo mondo di melodie malinconiche e il chitarrista ritmico Aaron Aedy ha sorriso per tutto il tempo e si è mosso parecchio. Da lodare l’attuale batterista Waltteri Väyrynen, che ha suonato con facilità il materiale più vecchio e con quello nuovo ha dimostrato di avere un sacco di fantasia e di saper introdurre tanta dinamica anche nei brani lenti. Con l’ultimo album i Paradise Lost hanno guadagnato molto. Il repertorio della band ora tocca il doom metal morboso, il gothic metal malinconico e anche qualcosa di più delicato. Nella loro carriera i Paradise Lost hanno provato anche il synth pop, che però dal vivo non propongono più. Con i 15 album attuali la band difficilmente può accontentare ogni gusto, ma con Remembrance, Shadowkings, As I Die, Embers Fire e la conclusiva Say Just Words i fan di vecchia data hanno avuto quello che volevano, e la band ha dimostrato che i fan nuovi e quelli vecchi valgono uguale.

Tirando le somme, il concerto di Paradise Lost, Pallbearer e Sinistro al club Boogaloo di Zagabria è stato organizzato in modo solido, ma con un audio migliore l’impressione sarebbe stata senza dubbio più forte. Non resta che sperare che alla prossima il problema venga risolto.  

 

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