Jazzraptor’s Secret

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Foster, Jack III
Etichetta: Progrock Records
Uscita: year
Voto: 3.5/5

Jack Foster III è un talentuoso chitarrista e cantante americano, uno dei tanti musicisti di oggi che hanno saputo sfruttare a dovere la rivoluzione della registrazione e dell’editoria musicale e che padroneggiano alla perfezione la promozione online del proprio personaggio e del proprio lavoro, ma è anche uno dei pochi che ancora oggi capiscono la filosofia del comporre forme di rock espressivamente ricche e sofisticate, ma allo stesso tempo di immediata presa. Anche se “Jazzraptor’s Secret” è già il suo quarto album, la sua carriera sembra destinata a un eterno anonimato da studio e, di conseguenza, all’autonomia totale della propria espressione musicale, il che non è affatto male.

Anche stavolta, come fin dagli inizi di questo suo progetto “Jazzraptor”, Jack collabora con due musicisti che sono piuttosto noti, soprattutto agli amanti del rock progressivo, come due veri patroni del genere, anche se per la maggior parte della carriera (eh, come anche stavolta) hanno lavorato di solito più nell’ombra. A dare una mano a Foster come strumentisti e produttori ci sono il polistrumentista e cantante Robert Berry (ex-3, Alliance), che qui ha suonato chitarra, basso e batteria e ha messo il suo zampino anche in qualche voce di accompagnamento, e Trent Gardner (Magellan) a tastiere, trombone e seconde voci.

Il volto musicale di “Jazzraptor’s Secret” è difficile da collocare altrove che non sia tra le tavolozze arcobaleno dell’art rock, che racchiudono influenze di tanti generi musicali diversi. Nei singoli brani si sentono soprattutto le influenze di tutti i progetti prog rock, passati e presenti, di Berry e Gardner, ma un bel po’ di spazio è lasciato anche a vari intermezzi pastorali di chitarra acustica. L’ottima produzione è sostenuta da motivi piacevolmente setosi, che si fondono bene l’uno nell’altro, e da arrangiamenti sinfonici e jazzistici vividi che, con la loro melodicità, si piazzano subito anche nell’orecchio dell’ascoltatore meno esigente.

A differenza della stragrande maggioranza dei progetti prog rock moderni più recenti, il trio emergente, tolto qualche passaggio chitarristico neoclassico, non ci stanca con intermezzi prog metal fuori luogo e a rotta di collo, il che è più che benvenuto, visto che nel loro sound non ci starebbero granché bene. Anche se parecchi, conoscendo le capacità vocali di Robert Berry, resteranno delusi dal fatto che qui faccia solo da spalla, bisogna ammettere che anche Foster ha un timbro piacevolissimo, che con la sua bontà malinconica conquista facilmente anche un pubblico più ampio.

Sulla qualità dei testi non vale la pena sprecare troppe parole. Il signor Foster vi conferma il suo status di tipico bravo ragazzo americano, sempre pronto ad aiutare le vecchiette ad attraversare la strada in sicurezza e a riempire ogni mattina di arachidi fresche la tana degli scoiattoli intirizziti. Con la sua retorica da predicatore, patetica e positivista fino allo stereotipo all’americana, sui problemi sociali che con un po’ di buona volontà si risolveranno dall’oggi al domani, segue diligentemente le orme di Neal Morse (ex-Spock’s Beard), anche se, almeno per ora, non c’è da temere che si trasformi in un docile timorato di Dio, perché le sue visioni filosofiche del mondo le espone senza essere invadente.

“Jazzraptor’s Secret” mostra prima di tutto fin dove è arrivato il trio in cinque anni di collaborazione. Bisogna ammettere che alcuni risultati sono entusiasmanti, anche se lontanissimi da sorprese sconvolgenti. Chi si aspetta grande innovazione farebbe meglio a guardare altrove. Con il suo mix colorato di rock progressivo, jazz, rock melodico, etno e folk, la band è riuscita a dare al proprio suono un’impronta che a poco a poco diventa riconoscibile. Tante tavolozze sonore sofisticate, una fluidità eccezionale tra i vari motivi e la totale assenza di gare (leggi: sborronate) tra i membri a chi sfoggia più tecnica sono i pregi principali di questo lavoro.

“Jazzraptor’s Secret” è un lavoro più che gradevole e senza dubbio un passo avanti nell’evoluzione di questo progetto, anche se non porta nulla di rivoluzionario quanto a scoperta di mondi nuovi dentro le forme ormai consolidate della musica prog rock. Se ti piacciono le forme più morbide di incrocio art rock, sofisticato e di tanti elementi musicali diversi, vale assolutamente la pena dargli un ascolto: Jack e soci hanno fatto un album piacevolissimo già al primo orecchio, che allo stesso tempo offre abbastanza spirito d’avventura da farti scoprire qualcosa di nuovo a ogni riascolto. Il signor Foster ha dunque dimostrato ancora una volta di essere un musicista con una visione tutta sua, che crea soprattutto per il proprio divertimento e non si fa il minimo problema per l’assenza di un eventuale successo commerciale.

Formazione

Jack Foster III – voce, chitarra
Trent Gardner – tastiere, trombone, seconde voci
Robert Berry – chitarra, basso, batteria, seconde voci

Produzione

Trent Gardner e Robert Berry

Tracklist

1. Jazzraptor’s Secret
2. The Corner
3. To Have And To Hold
4. Outbreak Monkey
5. Dreaming Not Sleeping
6. Mandelbrot World
7. God And War
8. The New American
9. Inspiration
10. Sometimes When You Win

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